Perché i grandi animali marini nuotano in tondo e a spirale?

Confermato un comportamento comune a tartarughe, squali e cetacei che potrebbe avere spiegazioni diverse

Con lo sviluppo della tecnologia di biologging, è diventato possibile indagare il percorso di movimento tridimensionale degli animali marini su una scala spazio-temporale in metri e secondi. Lo studio “Similar circling movements observed across marine megafauna taxa”, pubblicato su iScience da un team di ricercatori giapponesi, francesi, statunitensi e italiani (Paolo Luschi dell’università di Pisa),  guidato da Tomoko Narazaki dell’Atmosphere and Ocean Research Institute dell’Università di Tokyo, ha condotto un’indagine comportamentale sui grandi animali marini (squali tigre, squali balena, tartarughe marine, pinguini, foche, zifi e balene) e ha scoperto che questi animali compiono nuotate circolari e a spirale che durano da decine di secondi a diversi minuti. I tag 3-D possono tracciare i movimenti di un animale in tre dimensioni monitorandone la velocità, i cambiamenti di  profondità dell’oceano e le informazioni magnetiche. Questo tipo di tag di tracciamento viene spesso utilizzato per osservare varie creature marine. Per vedere se altri ricercatori hanno notato gli stessi movimenti circolari in altri animali marini, Narazaki ha contattato colleghi di tutto il mondo. Dopo aver analizzato la raccolta dei dati, i ricercatori hanno scoperto che i tag 3-D hanno rilevato gli stessi movimenti circolari in molti animali. Un comportamento che è stato confermato in varie condizioni (zona di alimentazione, zona di riproduzione, spostamenti verso il terreno di deposizione delle uova, ecc.), «Ma tutti  – dicono all’università di Tokoi – avevano la caratteristica comune di virare continuamente a una velocità angolare relativamente stabile».

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Utilizzando  data logger geo-magnetici e di accelerazione, è stato finalmente possibile studiare il comportamento in immersione di grandi animali marini (squali, tartarughe verdi, pinguini reali, foche antartiche, zifir) e la loro direzione di nuoto e «In tutte le specie, è stato confermato il comportamento della rotazione continua a una velocità angolare relativamente stabile». Ad esempio, gli squali tigre che nuotavano nella loro area di alimentazione giravano ripetutamente a varie profondità tra gli 0,8 e i 129,3 metri. Il nuoto circolare è stato confermato anche nei pinguini reali e nelle foche antartiche – che si nutrono durante le immersioni –  vicino alla superficie dell’acqua e vengono considerati meno correlati all’alimentazione.

Inoltre, il team di ricerca ha studiato anche il comportamento di nuoto delle tartarughe verdi: è stato catturato un esemplare sulla spiaggia sabbiosa della zona di deposizione delle uova ed è stato trasferito in mare per studiarne il percorso per tornare alla spiaggia sabbiosa originaria e ne è venuto fuori che «La tartaruga verde a fatto un massimo di 76 rotazioni a ciclo fisso come se fosse una macchina». E’ stato confermato che le tartarughe verdi girano in tondo anche mentre si cibano e tutti questi comportamenti di virata delle tartarughe sono stati osservati vicino al terreno di deposizione delle uova, che è la loro destinazione, e sottolineano i ricercatori giapponesi «Poiché si stavano muovendo nella direzione corretta verso la destinazione dopo il comportamento di virata, questo suggerisce che girando stiano studiando la direzione in cui andare, riuscendoci». Una tartaruga ha girato ben 76 volte in un giorno e poi 37 volte il giorno successivo, prima di dirigersi nella direzione corretta.

Gli squali tigre che vivono al largo della costa delle Hawaii hanno girato 30 volte all’interno della loro area di alimentazione, e uno squalo maschio è stato rintracciato mentre corteggiava una femmina nuotando intorno a lei in cerchio. Tuttavia, le foche antartiche, i pinguini reali e lo zifio nuotano in cerchi a spirale risalendo verso la superficie dell’acqua, un comportamento non correlato all’alimentazione poiché si nutrono in profondità

Gli animali marini migratori sono noti per essere dotati di bussole geomagnetiche naturali, ma non è noto come percepiscono il geomagnetismo. Il nuoto circolare e a spirali  potrebbe servire a percepire meglio il geomagnetismo, ma i ricercatori ammettono che «La funzione del comportamento di svolta, confermato per la prima volta, è sconosciuta, ma può avere una funzione comune perché si trova comunemente nei grandi animali marini di un’ampia gamma di taxa». E’ noto che gli animali che si immergono nelle profondità  effettuano precise misurazioni del geomagnetismo, il che può essere una convergenza evolutiva di azioni intraprese per lo stesso scopo. Testando con vari approcci le diverse ipotesi sulla funzione di questi comportamenti, potrebbe svelare il mistero del comportamento e dell’ecologia dei grandi animali marini..

E  Narazaki conclude: «Ulteriori ricerche potrebbero rivelare  il comportamento del nuoto in cerchio in più specie, o anche movimenti più misteriosi, che altrimenti verrebbero trascurati».

Fonte: www.greenreport.it

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