Perché viviamo sulla Terra e non su Venere?

La domanda, specie alla luce delle recenti osservazioni diKepler-452b, è tutt’altro che banale. Ora un nuovo studiopubblicato su Nature Geoscience da un team di scienziati dell’Università della British Columbia, suggerisce un nuovo percorso evolutivo che avrebbe permesso alla Terra di ospitare la vita, rispetto a pianeti come Venere e Marte.

Secondo i ricercatori, un ruolo importantissimo lo ebbe la crosta terrestre primordiale, ricca di elementi come Uranio e Potassio, che producevano molto calore radioattivo. Questi elementi si sarebbero staccati dal nostro pianeta quando gli asteroidi hanno iniziato a colpirci. Il fenomeno, noto come erosione da impatto, cioè la perdita precoce di questi due elementi, sarebbe responsabile in ultima analisi dell’evoluzione della tettonica a placche, della presenza del campo magnetico e dei fenomeni climatici che hanno caratterizzato la Terra alle sue origini.

Venere è il pianeta più simile alla Terra in termini di dimensioni, massa, densità, gravità e composizione. Tuttavia, mentre la Terra ha avuto un clima stabile e abitabile nel corso delle ere geologiche, sulla superficie di Venere vi sono temperature che raggiungono anche i 470 gradi centigradi.

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Nonostante le somiglianze, i due pianeti hanno avuto infatti un’evoluzione completamente differente, e secondo gli scienziati, l’ago della bilancia ha cominciato a spostarsi proprio a causa dell’erosione degli elementi radioattivi dalla crosta terrestre. In particolare, lo spostamento delle placche tettoniche avrebbe causato un raffreddamento del mantello sottostante, mantenendo forte il campo magnetico del pianeta e stimolando l’attività vulcanica. I vulcani in eruzione avrebbero rilasciato importanti quantità di gas serra ed eruzioni regolari avrebbero aiutato a mantenere il clima abitabile, lo stesso che distingue la Terra da tutti gli altri pianeti rocciosi.

Di Cristina Da Rold

Fonte:http://oggiscienza.it/2015/07/28/venere-terra-spazio-kepler452/

 

 

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