Uova e benessere degli animali: come leggere il codice sul guscio e fare scelte più consapevoli

Il codice identificativo, stampato sul guscio delle uova, può aiutarci a capire quali siano state le condizioni di allevamento delle galline ovaiole

Negli ultimi anni la consapevolezza del consumatore in materia di benessere animale si è accresciuta notevolmente. Le organizzazioni animaliste hanno spesso dato risalto alle condizioni, giudicate troppo crudeli, in cui si trovano a vivere polli e galline degli allevamenti intensivi.

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L’etichettatura, nel caso delle uova, può aiutarci a fare scelte ancora più consapevoli, consentendoci di privilegiare i prodotti commercializzati nel pieno rispetto degli animali. Ma come si scelgono le uova al supermercato e quali sono le informazioni utili che troviamo stampate sul guscio?

Il codice sul guscio delle uova: la tipologia di allevamento

Tutte le uova destinate al consumo diretto da parte dei consumatori fanno parte della cosiddetta categoria A, cioè quella delle uova fresche.

Per legge è obbligatorio riportare sul guscio un codice identificativo, che ci permette di capire da dove proviene il prodotto. Questo codice è composto da una sequenza alfanumerica, in cui la prima cifra segnala la tipologia di allevamento:

  • Il numero “0” indica le uova di allevamenti biologici, in cui le galline hanno la possibilità di accedere liberamente alle aree all’aperto; i mangimi utilizzati provengono da agricoltura biologica.
  • Il numero “1” indica le uova provenienti da allevamenti all’aperto: le galline vengono allevate in capannoni, ma possono comunque razzolare all’aperto per alcune ore al giorno.
  • Il numero “2” indica gli allevamenti a terra: le galline sono tenute in capannoni dove sono libere di muoversi, ma non hanno accesso alle aree esterne.
  • Il numero “3” indica le uova da allevamenti in gabbia, in cui le galline sono tenute all’interno di gabbie di metallo disposte su più livelli; la densità è molto alta e gli animali hanno a disposizione uno spazio vitale decisamente più limitato.

Le uova e il benessere degli animali

Dal punto di vista del benessere degli animali, questa prima cifra del codice può fare una grande differenza. Gli allevamenti della categoria “3” sono spesso finiti nel mirino delle associazioni animaliste, secondo cui le gabbie rappresenterebbero una vera e propria forma di crudeltà verso gli animali. La campagna di sensibilizzazione ha portato all’iniziativa di End the Cage Age, volta all’abolizione delle gabbie negli allevamenti presenti sul territorio europeo.

Le uova della categoria “2” provengono da allevamenti cosiddetti “a terra”, una definizione che potrebbe erroneamente far pensare alla classica fattoria dei nonni. In realtà si tratta comunque di un modello di allevamento che può diventare intensivo, con animali chiusi nei capannoni e cicli forzati di luce/buio per accrescerne la capacità produttiva.

Le altre parti del codice: provenienza geografica delle uova

Nel codice stampato sul guscio delle uova sono poi riportate altre informazioni: dopo la prima cifra relativa alla tipologia di allevamento troviamo infatti due lettere, che indicano la nazione di provenienza del prodotto.

Nel caso di uova di allevamenti italiani avremo quindi la dicitura “IT”. Le 3 cifre seguenti identificano poi il Comune di produzione, mentre altre due lettere segnalano la provincia. Gli ultimi 3 numeri sono invece il codice identificativo del singolo allevamento, assegnato dall’Asl di competenza. Tutte queste informazioni, insieme alla data di scadenza, ci possono aiutare a scegliere un prodotto che sia non solo sano, ma anche rispettoso della filiera e del benessere degli animali.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

DI ALESSANDRO PRIMO

Fonte: www.thesocialpost.it

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