Trump ordina di abbattere gli UFO? La rivelazione di Ross Coulthart

Trump ordina di abbattere gli UFO: Donald Trump osserva un'operazione militare per intercettare oggetti aerei non identificati

La notizia è di quelle che possono riaccendere immediatamente il dibattito sugli UFO negli Stati Uniti. Secondo il giornalista investigativo Ross Coulthart, Donald Trump avrebbe autorizzato un’operazione segreta per individuare, intercettare e persino abbattere alcuni UAP, con l’obiettivo di recuperare eventuali materiali riconducibili a una tecnologia non umana. Il presunto ordine coinvolgerebbe il segretario alla Guerra Pete Hegseth e alcuni apparati dell’intelligence americana. Il Trump ordina di abbattere gli UFO è però, al momento, una ricostruzione giornalistica e non un fatto confermato pubblicamente dalla Casa Bianca o dal Dipartimento della Guerra. Esistono invece elementi reali che rendono la vicenda particolarmente interessante: le attività militari a White Sands, i sistemi a energia diretta, gli esperimenti di Skywatcher e il programma governativo PURSUE per la pubblicazione dei documenti sugli UAP. Capire dove finiscono i fatti e dove iniziano le indiscrezioni è quindi fondamentale.

Trump avrebbe ordinato di intercettare e abbattere gli UAP

La ricostruzione più clamorosa arriva da Ross Coulthart, che sostiene di aver ricevuto informazioni da fonti vicine agli ambienti governativi americani. Secondo il giornalista, Donald Trump avrebbe dato il via libera a un’operazione diversa dalla tradizionale osservazione degli UAP. L’obiettivo non sarebbe soltanto registrare fenomeni insoliti nei cieli, ma tentare di intercettarli e recuperare eventuali resti.

La presunta iniziativa coinvolgerebbe Pete Hegseth, il Department of War e l’Office of the Director of National Intelligence. Secondo Coulthart, l’amministrazione vorrebbe comprendere la natura degli oggetti e ottenere una prova materiale della cosiddetta “tecnologia esotica”, che alcuni collegano a un’intelligenza non umana. La ricostruzione è stata rilanciata anche da diversi media e canali specializzati negli UAP, ma la Casa Bianca non ha pubblicato finora un documento che confermi l’ordine.

Qui serve quindi una distinzione precisa. Il governo americano sta realmente portando avanti un programma di trasparenza sugli UAP. Il portale ufficiale del Department of War dedicato a PURSUE raccoglie documenti e video declassificati pubblicati progressivamente dal maggio 2026.

Questo però non dimostra l’esistenza di un programma presidenziale destinato ad abbattere UFO. Una cosa è pubblicare vecchi documenti e rapporti rimasti classificati. Un’altra è ordinare operazioni militari per catturare oggetti sconosciuti.

La seconda affermazione richiede prove molto più concrete. Per questo, nell’analizzare la vicenda, bisogna distinguere continuamente tra fatti documentati, dichiarazioni delle fonti di Coulthart e interpretazioni.

Cosa sostiene Ross Coulthart e perché White Sands è importante

Secondo Coulthart, uno dei luoghi centrali dell’ipotetica operazione sarebbe White Sands Missile Range, nel New Mexico. La scelta avrebbe una spiegazione pratica: l’area ospita da anni attività militari, test e sperimentazioni di tecnologie avanzate.

Un elemento è certamente reale. Il Department of War sta sviluppando sistemi a energia diretta, compresi laser ad alta energia e microonde ad alta potenza, per contrastare i droni. L’esercito americano ha inoltre indicato White Sands tra i luoghi coinvolti nelle attività di sperimentazione di queste tecnologie. Il Department of War ha descritto ufficialmente il programma anti-drone e le sue finalità.

Questo conferma quindi l’esistenza delle armi, ma non il loro presunto impiego contro veicoli extraterrestri.

Coulthart sostiene che alcuni oggetti sarebbero già stati intercettati e abbattuti, anche vicino al confine con il Messico. Secondo la sua ricostruzione, l’obiettivo sarebbe recuperare eventuali materiali e analizzarli per capire se possiedano caratteristiche incompatibili con la tecnologia terrestre.

Nella vicenda compare anche Skywatcher, il gruppo diventato noto per gli esperimenti sugli UAP. I suoi partecipanti dichiaravano di utilizzare sistemi di rilevamento insieme a tecniche particolari, tra cui segnali chiamati “dog whistle” e procedure definite psioniche o neuromeditative.

Secondo Coulthart, alcune di queste attività avrebbero attirato l’attenzione di esponenti governativi. Successivamente, parte delle persone e delle tecniche coinvolte sarebbe confluita in un programma classificato. Anche questa ricostruzione, però, non ha ricevuto una conferma ufficiale.

Il collegamento tra Skywatcher e un’operazione governativa resta quindi un’ipotesi. La presenza di attività militari reali a White Sands rende il racconto interessante, ma non basta a dimostrare che il governo americano stia cercando deliberatamente di abbattere UAP.

El Paso, le armi a energia diretta e il programma PURSUE

Un altro elemento della vicenda riguarda El Paso, in Texas, che si trova non lontano da White Sands e Fort Bliss. Nel febbraio 2026 una temporanea restrizione dello spazio aereo attirò l’attenzione e, successivamente, il caso venne collegato all’impiego di sistemi militari anti-drone basati sull’energia diretta. Coulthart propone però una lettura diversa e collega quell’episodio alla presunta attività contro gli UAP.

Anche qui conviene separare i fatti dalle interpretazioni. Il governo americano conferma lo sviluppo di sistemi laser e a microonde per contrastare i droni. Il programma ufficiale punta proprio a migliorare la capacità delle forze armate di individuare e neutralizzare minacce aeree senza ricorrere necessariamente ai sistemi tradizionali. (war.gov)

Il collegamento con oggetti di origine non umana, invece, non trova una conferma pubblica.

La vicenda di El Paso mostra quindi quanto possa essere difficile interpretare un episodio insolito quando coinvolge tecnologie militari avanzate e uno spazio aereo civile. Un evento apparentemente misterioso può infatti avere una spiegazione legata a un test, a un sistema anti-drone o a un problema di coordinamento operativo.

Cosa è successo a El Paso e cosa c’entra con gli UAP

Secondo la ricostruzione riportata nel materiale di partenza, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio la FAA impose una restrizione improvvisa nell’area di El Paso per motivi di sicurezza. Il provvedimento avrebbe dovuto durare molto più a lungo, ma le autorità lo revocarono dopo poche ore.

La spiegazione successiva collegò l’episodio a un sistema laser anti-drone utilizzato dall’esercito senza un coordinamento sufficiente con le autorità dell’aviazione civile. Questo elemento è importante perché dimostra quanto un sistema militare avanzato possa creare situazioni insolite quando opera vicino a un aeroporto e alle normali rotte dell’aviazione.

Il governo americano ha poi continuato a investire nei sistemi a energia diretta. Il programma ufficiale prevede infatti test e valutazioni di laser ad alta energia e microonde ad alta potenza destinati a contrastare i droni. Il Department of War spiega qui il programma e i siti selezionati. (war.gov)

Per questo motivo, l’episodio di El Paso non può diventare automaticamente la prova di un abbattimento UFO. Può fornire un contesto utile, ma manca il passaggio decisivo che colleghi quelle attività a un velivolo di origine non umana.

Lo stesso ragionamento vale per White Sands. Sappiamo che il sito ospita attività militari e sperimentazioni tecnologiche. La presunta operazione contro gli UAP deriva invece dalle informazioni attribuite a Coulthart.

Nel frattempo, il governo americano continua a pubblicare materiale sugli oggetti anomali attraverso PURSUE. Il programma ha distribuito quattro tranche di documenti, a partire dall’8 maggio e fino al 10 luglio 2026. Il database ufficiale PURSUE permette di cercare e scaricare i documenti disponibili.

Il Department of War precisa che i materiali raccolti comprendono casi ancora irrisolti, per i quali il governo non dispone di elementi sufficienti per stabilire con certezza la natura del fenomeno.

Questo punto è fondamentale: un caso “irrisolto” non equivale automaticamente a un caso extraterrestre.

Cosa sappiamo davvero e quali prove mancano

A questo punto la domanda più importante non riguarda soltanto il presunto ordine di Trump. Bisogna capire anche quali elementi potrebbero confermare davvero un’operazione di questo tipo.

Un documento ufficiale che riportasse l’ordine sarebbe già una prova significativa. Avrebbero poi grande valore i dati radar, le registrazioni infrarosse, le immagini provenienti da più sensori, i tracciati di volo e i rapporti degli operatori coinvolti.

Ancora più importante sarebbe l’eventuale recupero di materiali. Se un’operazione militare avesse realmente abbattuto un oggetto dalle caratteristiche impossibili da spiegare con la tecnologia terrestre, l’analisi indipendente dei resti potrebbe cambiare radicalmente il dibattito.

Per ora, però, la parte più straordinaria della storia deriva dalle dichiarazioni di fonti anonime citate da Coulthart.

Perché le prove fisiche sarebbero decisive

Il problema centrale del dibattito sugli UAP riguarda proprio l’interpretazione delle anomalie. Un oggetto resta “non identificato” quando i dati disponibili non permettono di stabilirne con sicurezza la natura. Questo non significa automaticamente che appartenga a una civiltà extraterrestre.

Per trasformare la vicenda in una scoperta scientifica servirebbero quindi elementi verificabili. Se un’operazione militare avesse recuperato un veicolo sconosciuto, i ricercatori dovrebbero poter analizzare i materiali, ricostruirne la provenienza e verificare i risultati con metodi indipendenti.

La catena di custodia avrebbe un ruolo importante. Senza una documentazione chiara sul luogo del ritrovamento, sulle persone che hanno gestito i reperti e sulle analisi effettuate, anche un materiale apparentemente insolito potrebbe lasciare spazio a dubbi.

Il programma PURSUE offre intanto una grande quantità di documenti ufficiali. Il database del Department of War permette di consultare le quattro tranche pubblicate finora e di filtrare i materiali per agenzia, data e tipologia.

Il governo stesso definisce diversi casi come “unresolved”, cioè non risolti. La classificazione indica che gli investigatori non hanno raggiunto una conclusione definitiva sulla natura degli eventi. Non rappresenta quindi una conferma dell’origine extraterrestre.

Lo stesso principio vale per il cosiddetto Legacy Program citato da Coulthart e da altri sostenitori della disclosure. Secondo questa teoria, un apparato clandestino avrebbe gestito per decenni presunti recuperi di tecnologia non umana e attività di retroingegneria. Al momento, però, questa ricostruzione non dispone di una documentazione pubblica sufficiente per trasformarsi in un fatto accertato.

La nuova storia si inserisce quindi in un momento particolare. Da una parte, l’amministrazione Trump sta effettivamente pubblicando nuovi archivi sugli UAP. Dall’altra, le forze armate stanno sviluppando strumenti sempre più sofisticati per contrastare le minacce aeree.

Il collegamento tra questi due fenomeni e una presunta caccia agli UFO resta invece tutto da dimostrare. Ed è proprio la mancanza di una prova fisica verificabile a rappresentare, oggi, il principale punto interrogativo.

Conclusione

La domanda contenuta nel titolo resta quindi aperta: Trump ha davvero ordinato di abbattere gli UFO? Al momento non esiste una conferma ufficiale che permetta di trasformare la rivelazione di Ross Coulthart in un fatto accertato. Esiste però un contesto reale che rende la storia interessante: gli Stati Uniti stanno pubblicando nuovi archivi sugli UAP attraverso PURSUE e sviluppano sistemi a energia diretta per contrastare minacce aeree. Il portale ufficiale PURSUE permette di verificare direttamente i documenti già resi disponibili dal governo americano.

Il vero punto di svolta arriverebbe soltanto con una prova concreta: un ordine ufficiale, dati completi dei sensori, immagini verificabili oppure materiali recuperati e analizzati da ricercatori indipendenti. Fino ad allora, la presunta operazione resta una storia straordinaria sostenuta da dichiarazioni e collegamenti ancora da verificare. La vicenda di White Sands merita quindi attenzione, ma senza confondere ciò che il governo ha realmente documentato con ciò che, per ora, rimane un’ipotesi.

Redazione

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