A 14 anni ha creato Circadian AI: l’app che rileva problemi cardiaci in 7 secondi

Circadian AI, l’app di Siddarth Nandyala che analizza i suoni del cuore in pochi secondi

Immagina di appoggiare uno smartphone sul petto e ricevere in pochi secondi un’indicazione su possibili anomalie del cuore. È l’idea alla base di Circadian AI, il progetto sviluppato da Siddarth Nandyala, diventato noto nel 2025 quando aveva appena 14 anni. La tecnologia utilizza registrazioni dei suoni cardiaci raccolte con il telefono e, secondo i dati diffusi dal progetto, può individuare segnali associati a problemi cardiovascolari in circa sette secondi, con un’accuratezza dichiarata superiore al 96%. Dietro questo dato sorprendente, però, c’è una domanda ancora più interessante: che cosa riesce davvero a riconoscere un sistema del genere e quanto è significativo quel risultato? Oggi la piattaforma viene presentata come uno strumento pensato per affiancare il lavoro clinico, non come un esame capace di sostituire la valutazione di un medico. È proprio questa distinzione a permettere di capire meglio la portata dell’invenzione.

Come funziona Circadian AI e perché uno smartphone può ascoltare il cuore

Il principio alla base della tecnologia è meno sorprendente di quanto potrebbe sembrare. Il cuore non produce soltanto impulsi elettrici: ogni battito genera anche suoni e vibrazioni che possono contenere informazioni utili sulle sue condizioni. Il sistema sviluppato da Siddarth Nandyala prova a trasformare proprio questi segnali acustici in dati che un algoritmo può analizzare.

Il sito ufficiale della piattaforma spiega che il suono cardiaco viene acquisito direttamente dallo smartphone e successivamente elaborato attraverso sistemi di intelligenza artificiale e machine learning, alla ricerca di schemi e anomalie. Tra gli elementi che la tecnologia dichiara di poter esaminare ci sono soffi, alterazioni del ritmo e altri segnali che possono richiedere una valutazione più approfondita. Un ruolo importante viene attribuito anche alla riduzione del rumore ambientale, indispensabile quando si registra un segnale biologico con un dispositivo progettato principalmente per altri scopi.

L’idea, in sostanza, è sfruttare uno strumento già presente nella vita quotidiana per raccogliere un segnale che normalmente verrebbe analizzato con apparecchiature e procedure specifiche. È l’unione tra smartphone, analisi acustica e machine learning a rendere il progetto particolarmente interessante anche dal punto di vista dell’accessibilità.

Dai suoni cardiaci all’analisi dell’intelligenza artificiale

Il passaggio più delicato arriva dopo la registrazione. Prima di poter essere interpretato, il segnale deve essere ripulito dai rumori che rischiano di interferire con l’analisi. Secondo le informazioni fornite dal progetto, il sistema utilizza tecniche di cancellazione del rumore per migliorare la qualità della registrazione anche quando l’ambiente non è perfettamente silenzioso. Da quel momento entrano in gioco i modelli di machine learning, che esaminano le caratteristiche del segnale e cercano configurazioni associate a possibili anomalie cardiovascolari.

Non si tratta, quindi, di registrare semplicemente il battito e confrontarlo con una traccia considerata normale. L’algoritmo cerca particolari schemi all’interno del suono, sfruttando le informazioni contenute nella registrazione. Il valore della tecnologia risiede proprio nella capacità di riconoscere determinate caratteristiche del segnale e trasformarle in un’indicazione interpretabile.

Secondo le informazioni diffuse sul progetto nel 2025, il risultato poteva arrivare in circa sette secondi. È il numero che ha colpito maggiormente il pubblico, perché suggerisce la possibilità di ottenere rapidamente un primo responso. Velocità, però, non significa diagnosi completa. Un risultato rapido può essere utile soprattutto quando serve a capire se una persona debba essere sottoposta ad accertamenti ulteriori.

Il sito ufficiale presenta infatti la tecnologia come uno strumento destinato ad aiutare i professionisti sanitari a individuare segnali che meritano una valutazione più approfondita. La piattaforma viene inoltre descritta come integrabile nei flussi di lavoro clinici e nei sistemi informativi utilizzati dagli operatori. È un’impostazione che cambia parecchio il modo in cui interpretare quei sette secondi.

Lo stesso vale per il famoso dato del 96%. Il sito ufficiale parla attualmente di fino al 96%+ di accuratezza, spiegando che il sistema è stato validato rispetto ad apparecchiature cardiache tradizionali. Un numero del genere, preso isolatamente, non descrive però l’intero comportamento di un sistema utilizzato in ambito medico. Per valutarlo nel dettaglio servirebbero informazioni sulla popolazione esaminata, sui singoli disturbi considerati, sui falsi positivi e sui falsi negativi e sul protocollo seguito. Senza questi elementi, l’accuratezza resta un dato importante, ma non sufficiente da sola a stabilire quanto il sistema sia affidabile in ogni situazione.

Per questo è più corretto parlare di pre-screening cardiovascolare che di diagnosi effettuata in sette secondi. La differenza non è soltanto terminologica: indica con maggiore precisione il ruolo che questa tecnologia può avere all’interno di un percorso clinico.

Circadian AI è già disponibile? I test, i limiti e la storia di Siddarth Nandyala

A questo punto nasce una domanda naturale: se uno smartphone riesce ad analizzare il cuore in pochi secondi, perché non è possibile semplicemente scaricare l’app e provarla?

La risposta è altrettanto importante della tecnologia stessa. La piattaforma ufficiale specifica che l’accesso è riservato al personale ospedaliero autorizzato e all’uso clinico, chiarendo quindi che il sistema non è destinato all’utilizzo personale. Questo dettaglio ridimensiona una delle interpretazioni più immediate della notizia: non si tratta di una normale applicazione per smartphone pensata per sostituire un controllo cardiologico a casa.

Il progetto resta comunque interessante per il modo in cui prova a portare l’analisi dei suoni cardiaci all’interno di strumenti molto più semplici e diffusi rispetto alle apparecchiature tradizionali. Nelle prime fasi di sviluppo, la tecnologia è stata presentata anche in relazione a sperimentazioni condotte in India, tra cui quelle citate presso il Guntur Government General Hospital. I numeri riportati dalle diverse pubblicazioni, però, non coincidono sempre, perché fanno riferimento a fasi differenti del percorso di sviluppo.

Questo significa che bisogna prestare attenzione quando si legge il dato relativo ai pazienti coinvolti. Non è corretto sommare automaticamente tutte le cifre pubblicate nel corso del 2025 e trasformarle in un unico conteggio aggiornato. È più utile osservare l’evoluzione complessiva del progetto e il suo passaggio dall’idea iniziale a sperimentazioni condotte in contesti reali.

 

Dal progetto sul cuore alla protesi controllata con il pensiero

La storia di Siddarth Nandyala non si ferma comunque al progetto cardiovascolare. Originario di Anantapur e residente nell’area di Frisco, in Texas, il giovane sviluppatore aveva attirato l’attenzione già prima di questa esperienza. La Frisco Chamber of Commerce lo ha indicato tra i candidati all’Innovator of the Year e, nel 2024, ha documentato la sua vittoria nella categoria assegnando il riconoscimento a Siddarth Nandyala per STEM IT.

STEM IT è la realtà educativa fondata da Siddarth per avvicinare gli studenti a programmazione, robotica, elettronica e altre discipline STEM. Il suo percorso imprenditoriale era quindi già iniziato quando il progetto sul cuore ha portato il suo nome all’attenzione internazionale.

Un altro dei suoi obiettivi riguarda una protesi intelligente basata sull’EEG, cioè sull’elettroencefalografia. L’idea è sviluppare un braccio protesico capace di interpretare i segnali cerebrali e rendere possibile il controllo attraverso il pensiero. Nelle informazioni diffuse sul progetto viene indicato anche l’obiettivo di ridurre drasticamente i costi rispetto ai dispositivi più costosi, passando da circa 400.000 dollari a 300 dollari. Si tratta, però, di un traguardo progettuale e non del prezzo di un dispositivo già disponibile sul mercato.

Nel frattempo è andato avanti anche il suo percorso accademico. Siddarth ha iniziato gli studi di Computer Science alla University of Texas at Dallas e il suo nome compare nella Dean’s List Fall 2025 dell’università, nella School of Engineering and Computer Science.

Questo aggiornamento aiuta a leggere la vicenda in un contesto più ampio. Il progetto non è rimasto soltanto una storia diventata virale quando Siddarth aveva 14 anni, ma si inserisce in un percorso che mette insieme informatica, imprenditorialità e applicazioni dell’intelligenza artificiale alla salute.

Cosa ci dice davvero Circadian AI sul futuro della medicina

L’aspetto più interessante del progetto non riguarda soltanto la possibilità di ottenere un’analisi in pochi secondi. C’è qualcosa di più significativo: l’idea di affidare all’intelligenza artificiale il compito di riconoscere segnali molto deboli all’interno di dati che, nella vita quotidiana, passerebbero quasi inosservati.

In questo scenario lo smartphone diventa un punto di contatto tra il paziente e il sistema di analisi. Non deve necessariamente rimpiazzare gli strumenti utilizzati in ospedale; può invece funzionare come un primo livello di controllo, utile a segnalare quando può essere necessario approfondire.

Anche le informazioni ufficiali descrivono la tecnologia in questa direzione, parlando di individuazione precoce di possibili anomalie e di supporto ai professionisti sanitari. L’obiettivo è intercettare segnali che meritano attenzione prima che un eventuale problema diventi più difficile da gestire.

È probabilmente questo il punto più interessante da osservare nel lavoro di Siddarth Nandyala. Una soluzione del genere potrebbe diventare particolarmente utile nei contesti in cui l’accesso a strumenti diagnostici avanzati è meno semplice. Il suo futuro, però, dipenderà dalla qualità delle validazioni cliniche, dalla capacità di funzionare su popolazioni differenti e dall’integrazione concreta nei percorsi sanitari.

Il numero “sette secondi” resta il gancio più spettacolare della vicenda, mentre il 96% di accuratezza è il dato che suscita più curiosità. Per comprendere davvero il progetto, però, bisogna andare oltre entrambi. Rapidità e accuratezza acquistano significato soltanto quando vengono lette all’interno del contesto clinico nel quale la tecnologia viene utilizzata.

Conclusione

Circadian AI nasce da un’idea sorprendentemente semplice: utilizzare uno smartphone per raccogliere i suoni del cuore e affidare all’intelligenza artificiale il compito di individuare segnali che meritano un controllo più approfondito. Quando Siddarth Nandyala sviluppò il progetto aveva appena 14 anni, e proprio la sua età contribuì a trasformare rapidamente la vicenda in una storia conosciuta anche fuori dagli Stati Uniti.

L’aspetto più interessante, però, va oltre il dato anagrafico. La sua tecnologia mostra una possibile direzione della medicina digitale: strumenti più compatti, meno costosi e potenzialmente più facili da portare vicino alle persone. Oggi la piattaforma non è pensata per consentire a chiunque di fare una diagnosi autonomamente, ma per essere utilizzata in ambito clinico come supporto allo screening e alla valutazione iniziale.

Il risultato più importante, quindi, non è soltanto riuscire ad analizzare il cuore in sette secondi. È la possibilità di trasformare un segnale presente nella vita quotidiana in un’informazione che, con le necessarie verifiche cliniche, potrebbe aiutare a capire quando vale la pena andare oltre un semplice controllo.

Redazione

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