Deb Haaland governatrice: la prima donna nativa americana eletta negli USA

Deb Haaland governatrice del Nuovo Messico, prima donna nativa americana eletta alla guida di uno Stato USA.

Il 3 novembre 2026 gli elettori del Nuovo Messico hanno scelto una nuova governatrice, consegnando alla storia un risultato senza precedenti per le donne indigene degli Stati Uniti. Deb Haaland guiderà uno Stato americano: è la prima donna appartenente a una comunità nativa americana a raggiungere questo incarico. La sua vittoria contro il repubblicano Gregg Hull va oltre il risultato elettorale, perché riporta l’attenzione su una storia familiare segnata dalle politiche di assimilazione imposte ai popoli indigeni. Sua nonna Helen e suo nonno Tony subirono infatti l’allontanamento dalle rispettive famiglie quando erano ancora bambini. Le autorità li mandarono in un collegio per nativi americani. Oggi la loro nipote si prepara a guidare il territorio al quale è legata da generazioni, portando nelle istituzioni anche la memoria della sua comunità.

Deb Haaland eletta governatrice del Nuovo Messico: una vittoria che entra nella storia americana

La vittoria di Deb Haaland rappresenta un passaggio significativo per la presenza delle comunità indigene nella politica statunitense. La candidata democratica ha superato il repubblicano Gregg Hull, ex sindaco di Rio Rancho, conquistando la guida del Nuovo Messico nelle elezioni del 3 novembre 2026.

Secondo i risultati pubblicati dalla Segreteria di Stato del New Mexico, Haaland e la candidata alla carica di vicegovernatrice Stephanie Garcia Richard hanno ottenuto 412.834 voti, contro i 308.315 della coppia repubblicana. Il conteggio consultato riporta tutti i 2.204 seggi completati, anche se le autorità classificano ancora i risultati come non ufficiali.

Il dato storico riguarda soprattutto la rappresentanza femminile: Haaland sarà la prima donna nativa americana a guidare uno Stato degli Stati Uniti. Questo primato non significa, tuttavia, che nessuna persona appartenente a una nazione tribale abbia mai ricoperto un incarico simile. L’Oklahoma, per esempio, aveva già avuto un governatore di origine indigena: Johnston Murray, membro della Chickasaw Nation.

La sua elezione assume un significato particolare se consideriamo il lungo percorso delle popolazioni native americane per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Per generazioni, queste comunità hanno affrontato discriminazioni, perdita delle terre ancestrali e ostacoli alla partecipazione alla vita pubblica.

Haaland conosce da vicino questa storia, anche per quanto accaduto alla sua famiglia. Il suo percorso politico l’ha inoltre portata a ricoprire incarichi di rilievo nazionale, facendone una figura di riferimento per la rappresentanza delle comunità indigene.

Chi è Deb Haaland: dalle origini Laguna Pueblo al Congresso degli Stati Uniti

Debra Anne Haaland nacque il 2 dicembre 1960 a Winslow, in Arizona. Appartiene alla comunità del Pueblo di Laguna, nel New Mexico. Il legame con questa terra è sempre rimasto forte: durante l’infanzia trascorreva le estati con i nonni, entrando in contatto con le tradizioni e la cultura della propria comunità.

La sua crescita risentì anche della vita militare dei genitori. Il padre prestò servizio per trent’anni nei Marines, mentre la madre lavorò a lungo come dipendente federale. Gli spostamenti legati alla carriera del padre portarono Haaland a frequentare diverse scuole, prima di completare gli studi ad Albuquerque.

Dopo aver conseguito una laurea in inglese e successivamente una laurea in giurisprudenza presso l’Università del New Mexico, iniziò a dedicarsi all’impegno pubblico e alle questioni riguardanti le comunità indigene.

La svolta arrivò nel 2018, quando gli elettori la scelsero per la Camera dei rappresentanti insieme a Sharice Davids. Le due entrarono nella storia come le prime donne native americane elette al Congresso degli Stati Uniti, aprendo una nuova fase nella rappresentanza politica dei popoli indigeni.

Nel 2021 arrivò un altro incarico di grande rilievo. Durante la presidenza di Joe Biden, il presidente nominò Haaland segretaria degli Interni. Fu la prima persona nativa americana a guidare questo dipartimento federale. Il ruolo aveva un’importanza particolare, perché l’amministrazione degli Interni gestisce anche le terre pubbliche e i rapporti con le nazioni tribali.

Durante il suo mandato, Haaland promosse un’indagine sulla storia dei collegi federali destinati ai bambini indigeni. Non si trattava soltanto di una questione istituzionale: quella storia riguardava direttamente la sua famiglia e le generazioni che l’avevano preceduta.

Con la vittoria in New Mexico, Haaland aggiunge quindi un nuovo capitolo alla propria carriera. Dall’esperienza parlamentare alla guida di un dipartimento federale, il suo percorso arriva ora alla massima carica dello Stato in cui si trovano le sue radici.

I nonni di Deb Haaland e i collegi che volevano cancellare la cultura dei nativi americani

Per comprendere il significato personale della sua elezione bisogna tornare indietro di diverse generazioni, quando il governo statunitense sosteneva un sistema di scuole residenziali per i bambini delle popolazioni indigene.

Per molti decenni, le autorità allontanarono migliaia di minori dalle famiglie e li trasferirono in istituti spesso molto distanti dai villaggi di provenienza. Queste scuole facevano parte di politiche di assimilazione che puntavano a sostituire le tradizioni delle comunità native con modelli culturali occidentali.

La vita negli istituti comportava spesso forti limitazioni. Il personale impediva ai bambini di conservare liberamente la propria lingua e di esprimere le tradizioni familiari. In molti casi, il distacco dalla comunità d’origine lasciava conseguenze profonde, che non terminavano con il ritorno a casa.

La famiglia Haaland conosce direttamente questo sistema. Quando Helen aveva appena otto anni, un sacerdote la portò via dal suo villaggio. Anche il nonno Tony finì in collegio e i due si ritrovarono nella stessa struttura, lontani dalle rispettive famiglie.

La loro vicenda coinvolse anche la generazione successiva. La madre di Deb, Mary, frequentò infatti lo stesso istituto. Tre generazioni della famiglia conobbero così un sistema scolastico che mirava all’assimilazione dei bambini indigeni.

Un altro episodio aiuta a comprendere il clima di quegli anni e il dibattito sull’identità dei nativi americani. Il 5 ottobre 1993, durante un’audizione al Congresso sul gioco d’azzardo nelle riserve tribali, Donald Trump mise in dubbio l’appartenenza indigena di alcuni rappresentanti, affermando: «Non sembrano indiani ai miei occhi». Una dichiarazione che riporta l’attenzione sulle controversie legate al riconoscimento delle identità tribali. La trascrizione dell’audizione del 5 ottobre 1993 permette di ricostruire il contesto di quelle parole.

A distanza di oltre trent’anni, l’elezione di Haaland offre un’occasione per ripercorrere queste vicende e comprendere quanto siano cambiate le possibilità di rappresentanza politica delle comunità native.

La nonna Helen e il nonno Tony: bambini strappati alle famiglie e mandati in collegio

Nel gennaio 2025 Deb Haaland raccontò personalmente questa vicenda in un intervento pubblicato dal Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti. La sua testimonianza permette di ricostruire quanto accadde ai nonni e di comprendere le conseguenze che quell’esperienza ebbe sulla famiglia.

Helen viveva a Mesita, un villaggio del Pueblo di Laguna, nel New Mexico. Aveva soltanto otto anni quando un sacerdote arrivò nella comunità e portò via diversi bambini. Li fece salire su un treno diretto a Santa Fe. La destinazione era la St. Catherine’s Indian Boarding School, una scuola residenziale destinata ai minori indigeni.

Per una bambina così piccola, il trasferimento significò ritrovarsi improvvisamente lontana dalla propria casa e dalle persone di cui si fidava. I genitori non sapevano quando avrebbero potuto riabbracciarla, mentre lei doveva abituarsi a un ambiente completamente diverso da quello in cui era cresciuta.

Anche Tony, originario del Pueblo di Jemez, raggiunse lo stesso collegio. I due trascorsero cinque anni nella struttura e proprio durante quel periodo nacque il legame che li avrebbe accompagnati per il resto della vita.

La storia non si concluse con la loro generazione. Anche Mary, la madre di Deb Haaland, frequentò successivamente la St. Catherine’s. Una stessa istituzione segnò quindi l’infanzia di tre generazioni della famiglia.

Quando nel 2021 divenne segretaria degli Interni, Haaland promosse il Federal Indian Boarding School Initiative, un programma per ricostruire la storia delle scuole residenziali federali. Le indagini portarono alla pubblicazione di due rapporti, nel 2022 e nel 2024. I documenti raccolsero informazioni sugli istituti, sui decessi degli studenti e sui luoghi di sepoltura. Il Bureau of Indian Affairs mette a disposizione le informazioni sull’iniziativa.

Il 25 ottobre 2024 anche il presidente Joe Biden pronunciò un’apologia ufficiale per il ruolo del governo statunitense nella creazione e nel mantenimento di questo sistema.

La testimonianza di Haaland mostra quanto questa storia sia ancora presente nella memoria familiare. La sua elezione non cancella ciò che accadde a Helen, Tony e Mary, ma porta una discendente di quelle generazioni a ricoprire una delle più importanti cariche pubbliche del territorio.

Conclusione

La vicenda di Deb Haaland attraversa tre generazioni e racconta una trasformazione profonda nella storia della sua famiglia. I nonni subirono l’allontanamento dalle proprie comunità quando erano ancora bambini, mentre sua madre visse successivamente un’esperienza simile. Oggi la loro discendente si prepara a guidare il Nuovo Messico, lo stesso territorio al quale è legata la sua identità.

La vittoria elettorale rappresenta un nuovo capitolo nella partecipazione delle popolazioni indigene alla vita politica americana. Non cancella le discriminazioni del passato e non restituisce gli anni trascorsi lontano dalle famiglie, ma porta una storia rimasta a lungo ai margini delle istituzioni al centro della scena pubblica.

Per Haaland, il percorso iniziato nelle comunità del Pueblo di Laguna arriva così a un nuovo traguardo: diventare la prima donna nativa americana eletta governatrice di uno Stato degli Stati Uniti.

Redazione
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