Gilgamesh esistito davvero? Una tavoletta cuneiforme riaccende il mistero sul re della Mesopotamia
Per secoli è stato considerato un eroe leggendario, protagonista del più antico poema epico conosciuto. Oggi, però, una scoperta sorprendente riporta al centro del dibattito una domanda affascinante: Gilgamesh esistito davvero? La possibile risposta arriva da una tavoletta d’argilla rimasta per decenni nei depositi museali e studiata solo di recente grazie a un grande progetto di digitalizzazione. Gli studiosi hanno individuato una copia della celebre lista reale sumera che cita il sovrano. Non si tratta di una prova definitiva, ma di una testimonianza rara che avvicina il mito alla storia. Comprendere cosa raccontano queste tavolette significa entrare nel cuore della Mesopotamia antica, tra sovrani, rituali, burocrazia e perfino ricevute di birra, restituendo un quadro sorprendentemente concreto del passato.
La tavoletta che riapre il dibattito sul re della Mesopotamia
La scoperta nasce dal progetto “Tesori Nascosti”, dedicato allo studio della collezione di tavolette cuneiformi conservate presso il Museo Nazionale della Danimarca. In collaborazione con l’Università di Copenaghen, i ricercatori hanno finalmente catalogato e digitalizzato testi acquisiti oltre un secolo fa. Molti di questi documenti, scritti in sumerico e accadico con la scrittura cuneiforme, risalgono a più di 4.000 anni fa.
Il progetto è stato guidato da Nicole Brisch dell’Università di Amburgo e da Anne Haslund Hansen, con il sostegno della Fondazione Carlsberg, della Fondazione Augustinus e della Fondazione Edubba. Durante l’analisi è emersa una tavoletta scolastica che elenca i sovrani del tardo terzo millennio a.C. Tra questi compare proprio Gilgamesh.
Secondo l’assiriologo Troels Pank Arbøll, il reperto rappresenta una delle pochissime testimonianze documentali che suggeriscono una possibile base storica del celebre eroe. La sorpresa è stata doppia: nessuno immaginava che una copia di questa lista fosse custodita in Danimarca.
Cos’è la Lista dei Re Sumeri e perché è così importante
La tavoletta appartiene alla celebre Lista dei Re Sumeri, uno dei documenti più rilevanti per lo studio del mondo antico. Il testo elenca i sovrani della Mesopotamia mescolando figure probabilmente reali con elementi leggendari. La presenza di Gilgamesh in diverse copie della lista, inclusa quella appena identificata, rafforza l’ipotesi di un personaggio storico dietro il mito.
Il sovrano è infatti il protagonista della Epopea di Gilgamesh, considerata il poema epico più antico del mondo. Se la sua esistenza fosse confermata, il legame tra letteratura e realtà diventerebbe ancora più straordinario.

La Lista dei Re Sumeri, un antico prisma di pietra che elenca le città di Sumer, i loro sovrani e la durata dei loro regni. ( M.atkinsonross / CC BY-SA 4.0 )
La collezione del museo era rimasta in gran parte inesplorata per circa un secolo. Una parte significativa del materiale era stata donata nel 1939 da Thorkild Jacobsen, primo laureato in assiriologia dell’università danese. Oggi, grazie alla digitalizzazione e al lavoro filologico, l’intero catalogo è disponibile online attraverso la Cuneiform Digital Library Initiative, rendendo questi testi accessibili agli studiosi di tutto il mondo.
Le tavolette cuneiformi raccontano la vita quotidiana in Mesopotamia
Oltre al dibattito su Gilgamesh, la collezione ha restituito numerosi testi di grande valore storico. Un gruppo di tavolette proviene dalla città siriana di Hama, distrutta nel 720 a.C. dai guerrieri assiri. Parte del bottino fu trasportata nella capitale Assur, ma alcune tavolette rimasero sul posto e furono recuperate tra i resti di una grande biblioteca templare.
Questi documenti, risalenti a circa 3.000 anni fa, contengono rimedi medici e incantesimi magici. Tra i testi più sorprendenti emerge un rituale contro la stregoneria destinato a proteggere il re assiro da sventure e instabilità politica. La cerimonia si svolgeva durante un’intera notte e prevedeva il rogo di statuette di cera e argilla mentre un esorcista recitava formule precise. Il ritrovamento di un simile testo in una città periferica ha stupito gli studiosi, perché dimostra la diffusione delle pratiche magiche anche lontano dai principali centri culturali.
Perché questa scoperta cambia ciò che sappiamo sulla storia antica
Un’altra parte della collezione proviene dagli scavi danesi del 1957 a Tell Shemshara, nel nord dell’Iraq. Qui sono state rinvenute lettere tra un capo locale e un re assiro datate intorno al 1800 a.C., insieme a numerosi documenti amministrativi. Questi testi rivelano quanto fosse complessa la burocrazia delle società urbane mesopotamiche, tanto che la scrittura cuneiforme nacque proprio per esigenze amministrative.
Tra i reperti più curiosi spicca una ricevuta di birra antichissima, prova concreta che la registrazione delle transazioni quotidiane faceva già parte della vita di migliaia di anni fa. La presenza, nella stessa collezione, di poemi epici, rituali magici e documenti amministrativi mostra quanto fosse articolata la civiltà della Mesopotamia.
Conclusione
La tavoletta cuneiforme non risolve definitivamente il mistero, ma rende più plausibile l’idea che il celebre sovrano non sia soltanto una figura mitologica. La digitalizzazione di questi testi ha aperto una finestra preziosa sul mondo antico, fatto di potere, magia, amministrazione e vita quotidiana. Il confine tra leggenda e realtà appare oggi più sottile che mai, e queste testimonianze avvicinano il presente alle radici più antiche della civiltà.
Redazione
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