Antartide: scoperta enorme fuga di metano dal fondale oceanico. Il video

Il metano è considerato uno dei gas più dannosi per l’atmosfera.

Un’enorme fuga di gas al di sotto dell’Antartide è stata scoperta da un team di esperti e descritta su Proceedings of the Royal Society B. Le fughe di gas rappresentano un fenomeno non raro nelle profondità degli oceani. Colonie di microbi abitano su queste strutture ingurgitando il metano, un gas ad altissimo effetto serra, prima che giunga in superficie. Nel caso della perdita scoperta nel Mare di Ross, però, i microrganismi subacquei hanno impiegato ben 5 anni per reagire alla fuga di gas ed anche successivamente non sono riusciti ad impedirne completamente la fuoriuscita in atmosfera. Secondo Andrew Thurber, autore dello studio ed esperto della Oregon University, la perdita subacquea avrebbe immesso metano nell’atmosfera per 5 anni, un evento non preso in considerazione nelle attuali previsioni del riscaldamento atmosferico. Considerato un prodotto di antichi composti in decomposizione, sepolti al di sotto del fondale marino o presenti nel permafrost, il metano sta fuoriuscendo in quantità sempre maggiori dai fondali e dal permafrost superficiale siberiano per effetto del riscaldamento globale.

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Antartide: scoperta enorme fuga di metano dal fondale oceanico. Il video

La perdita è stata localizzata a circa 10 metri di profondità nel Mare di Ross e scoperta per caso da alcuni sub che stavano esplorando l’area. L’analisi dei sedimenti e dei batteri mangia-metano ha determinato come la perdita di gas ha provocato l’immissione di quantità notevoli di metano nell’atmosfera al di sopra del Mare di Ross, per anni. Nell’ambito di un quadro generale, la fuoriscita del Mare di Ross è da considerare come una limitata fuga di gas, non in grado di incidere sulla bilancia climatica mondiale. Non è da sottovalutare, però, come il continente antartico presenti, in totale, una quantità pari al 25% del metano marino del nostro pianeta e altre perdite potrebbero verificarsi senza che nessuno ne sia a conoscenza.

Angelo Petrone

Fonte:www.scienzenotizie.it

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