Osservata su Saturno la più vasta tempesta che non ha eguali nel sistema solare

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Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Da qualcuno ribattezzata Uroboro, come il simbolo del serpente che si morde la coda associato all’alchimia, allo gnosticismo e all’ermetismo, questa tempesta rappresenta un evento unico nel Sistema Solare. Uno studio del team Cassini apparso sulla rivista Icarus, mostra i dettagli sulla vita e sulla morte di una vasta e violenta tempesta osservata su Saturno, con tanto di fulmini, e la cui testa è arrivata a inglobare la sua scia. La sua evoluzione, osservata grazie agli strumenti della sonda Cassini per la prima volta il 5 Dicembre 2010 a 33 gradi di latitudine nord, si è comportata come un uragano terrestre, con la differenza di una fine unica nel suo genere. Secondo Andrew Ingersoll, dell’Institute of Technology di Pasadena, le tempeste giganti che si verificano su Giove non hanno mai mostrato la stessa evoluzione, dimostrando le innumerevoli variabili della natura. Proprio come gli uragani terrestri sfruttano l’energia di acque temperate per assumere forza e lasciare una scia di acqua fredda, la tempesta su Saturno si è alimentata sfruttando l’aria calda presente nell’atmosfera planetaria, ma a differenza di quanto avviene su un pianeta gassoso, sulla terra queste tempeste terminano a contatto con l’orografia delle terre emerse.

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Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

La testa della tempesta si è poi mossa verso ovest, portando con sé tutta la sua potenza e creando un vortice che ha rallentato la sua corsa. Nel corso dei mesi, tra fulmini e tuoni,  la tempesta ha letteralmente avvolto il gigante gassoso,percorrendo circa 300 mila chilometri. Nel giugno del 2011, gli occhi di Cassini hanno visto che la testa della tempesta entrava in un vortice, e in quel momento tutta la potenza ha cominciato a scemare senza un motivo plausibile. Essa si è placata definitivamente il 28 Agosto, dopo 267 giorni di attività. “Questa tempesta su Saturno era davvero un bestione”, ha detto Kunio Sayanagi, autore dello studio. “Ha mantenuto la sua intensità e la sua forza per un periodo di tempo insolitamente lungo. Si è abbattuta per 201 giorni, e la sua corrente ascensionale ha mostrato un’intensità tale che avrebbe potuto succhiare l’intero volume dell’atmosfera terrestre in 150 giorni”, ha aggiunto lo scienziato. Il vortice osservato su Saturno è risultato il più grande mai osservato nella troposfera di Saturno, arrivando a misurare 12.000 chilometri di diametro. A differenza della nota “Grande Macchia Rossa” di Giove, questa tempesta come detto, presentava anche tuoni e fulmini. “Abbiamo avuto un posto in prima fila per ammirare la potenza di questa tempesta dalla sua nascita alla sua morte. Si è trattato della più vasta tempesta mai osservata sull’emisfero settentrionale del gigante con gli anelli”, ha detto Scott Edgington, scienziato del progetto al JPL della NASA. Nel 2009 fu osservata infatti la tempesta più duratura, con 334 giorni, ma fu 100 volte meno intensa rispetto a “Uroboro”, la tempesta che si è morsa la coda.

Di Renato Sansone

Fonte: http://www.meteoweb.eu/2013/02/osservata-la-piu-vasta-tempesta-su-saturno-la-sua-fine-non-ha-eguali-nel-sistema-solare/182119/

 

 

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