Innalzamento livello del mare in Italia, NASA: Venezia e Napoli oltre 1 metro
L’innalzamento livello del mare in Italia è destinato a diventare una questione sempre più importante per le città costiere nei prossimi decenni. A mostrare concretamente cosa potrebbe accadere è una mappa interattiva realizzata dalla NASA sulla base delle proiezioni contenute nel Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC. Lo strumento permette di osservare l’evoluzione prevista del livello dei mari fino al 2150, prendendo in considerazione diversi scenari climatici.
Per l’Italia il quadro cambia sensibilmente a seconda dello scenario considerato. Venezia e Napoli sono tra le città che meritano maggiore attenzione, ma questo non significa che siano destinate a essere sommerse entro una determinata data. Le cifre rappresentano infatti proiezioni scientifiche, legate alle future emissioni di gas serra e a numerosi processi fisici. Capire cosa mostrano davvero quei numeri è quindi fondamentale per evitare sia allarmismi sia una sottovalutazione del problema.
La mappa NASA mostra quanto potrebbe salire il mare in Italia
La NASA ha sviluppato il proprio strumento di proiezione per rendere più facilmente consultabili i dati dell’IPCC. La mappa si basa sui dati estratti dal Sesto Rapporto di Valutazione (AR6) dell’IPCC, il rapporto che raccoglie le più recenti valutazioni scientifiche sul cambiamento climatico e sui suoi effetti. Attraverso la mappa è possibile selezionare una determinata area e osservare come potrebbe cambiare il livello relativo del mare tra il 2020 e il 2150. Il sistema permette inoltre di confrontare diversi scenari futuri e di analizzare i contributi dei vari processi responsabili dell’aumento.
Questo aspetto è importante perché non esiste un unico valore valido per il futuro. Le proiezioni dipendono soprattutto da come evolveranno le emissioni e dal conseguente riscaldamento del pianeta. L’IPCC utilizza quindi diversi scenari socioeconomici, che descrivono traiettorie differenti per emissioni, concentrazioni atmosferiche e sviluppo futuro.

La mappa interattiva della NASA che mostra quanto si alzerà il mare in base ai dati dell’IPCC. Credito: NASA
Quando si parla di livello del mare Italia 2100, dunque, bisogna sempre specificare a quale scenario ci si riferisce. Lo stesso principio vale per il livello del mare Italia 2150, un orizzonte temporale nel quale l’incertezza aumenta, ma diventano più evidenti gli effetti cumulativi del riscaldamento globale.
Le proiezioni dell’IPCC mostrano infatti che l’aumento del livello medio del mare proseguirà anche dopo il 2100. Per questo la NASA ha esteso il proprio strumento fino al 2150, consentendo di visualizzare un fenomeno che non si fermerà automaticamente alla fine di questo secolo.
Venezia e Napoli tra le città italiane più esposte
Il caso di Venezia è particolarmente delicato perché all’aumento del livello marino si aggiunge un altro fenomeno: la subsidenza, cioè l’abbassamento del terreno. Per questo il rischio locale non dipende soltanto da quanto aumenta il livello medio dei mari.
Secondo ISPRA, a Venezia il livello medio del mare è aumentato mediamente di 2,6 millimetri all’anno nel periodo 1872-2024. Considerando invece gli ultimi trent’anni, dal 1993 al 2024, il ritmo è salito a circa 4,8 millimetri all’anno. L’istituto sottolinea inoltre che l’evoluzione osservata è legata alla combinazione tra aumento del livello marino e abbassamento del suolo.
Le proiezioni mostrano valori ancora più significativi nel lungo periodo. In uno studio dedicato alla laguna di Venezia, pubblicato nel 2025, lo scenario SSP3-7.0 porta per l’isola di Venezia a circa 0,72 metri nel 2100 e 1,21 metri nel 2150. Nello scenario SSP5-8.5 i valori arrivano rispettivamente a circa 0,81 e 1,35 metri. Si tratta però di scenari modellistici, non di una previsione certa del futuro.
Anche Napoli rientra tra le città che devono essere considerate nel quadro dell’innalzamento livello mare Napoli. Le proiezioni NASA/IPCC utilizzabili attraverso la mappa consentono di verificare come cambia il valore previsto scegliendo differenti livelli di riscaldamento e scenari emissivi. È proprio questa possibilità di confronto a rendere lo strumento particolarmente utile: non mostra semplicemente “quanto salirà il mare”, ma evidenzia come il risultato possa cambiare in funzione del percorso climatico seguito dall’umanità.
Il dato più importante, quindi, non è individuare un singolo numero da trasformare in una profezia. È capire che ogni frazione di metro aggiuntiva può aumentare la pressione sulle infrastrutture e sulle aree costiere.
Perché il livello del mare continua a crescere e cosa significa per le coste italiane
L’aumento del livello degli oceani è il risultato di diversi processi che agiscono contemporaneamente. Il riscaldamento dell’acqua provoca la sua espansione termica, mentre la perdita di ghiaccio presente sulla terraferma aggiunge acqua agli oceani. Le calotte della Groenlandia e dell’Antartide e i ghiacciai terrestri rappresentano quindi componenti fondamentali del fenomeno.
L’IPCC evidenzia che la crescita continuerà in tutti gli scenari considerati. Le differenze diventano però sempre più marcate con il passare del tempo: le traiettorie con emissioni più elevate producono livelli marini molto maggiori nella seconda metà del secolo e soprattutto nel periodo successivo al 2100.
Per l’Italia la situazione non è uniforme. Le osservazioni satellitari analizzate da ISPRA mostrano che tra il 1993 e il 2024 il livello del mare è aumentato in gran parte dei mari italiani, con una media di circa 2,53 millimetri all’anno. Nell’Adriatico i valori risultano più marcati, mentre in alcune zone dello Ionio centrale sono più contenuti o localmente negativi.
Questo significa che parlare genericamente di “mare che sale in Italia” può essere fuorviante. Ogni costa presenta caratteristiche differenti e il rischio dipende anche dalla conformazione del territorio, dalla subsidenza, dalle mareggiate e dall’esposizione delle infrastrutture.
Un metro in più non significa che una città verrà sommersa
È probabilmente questo il punto che rischia maggiormente di essere frainteso quando si parla di innalzamento mare Venezia 2150 o delle proiezioni per Napoli. Dire che in uno scenario il livello relativo del mare potrebbe aumentare di circa un metro non significa affermare che un metro d’acqua ricoprirà automaticamente l’intera città.
Il livello medio del mare è una grandezza diversa da un evento di alta marea, da una mareggiata o da un’inondazione. Quando questi fenomeni si combinano, tuttavia, anche un aumento relativamente contenuto del livello medio può rendere più frequenti o più gravi gli episodi di allagamento.
A Venezia il problema è ancora più complesso. L’abbassamento del terreno contribuisce infatti ad aumentare il livello relativo del mare rispetto alla superficie urbana. ISPRA considera proprio la combinazione tra eustatismo, cioè l’aumento del livello marino su scala più ampia, e subsidenza come uno degli elementi chiave per comprendere l’evoluzione della città.
La questione riguarda comunque molte altre località. Nel giugno 2026 l’INGV ha presentato un nuovo studio sulle coste di Monterosso e Vernazza, nelle Cinque Terre, che analizza scenari di innalzamento relativo del livello marino e di mareggiate fino al 2150. La ricerca coinvolge anche CNR, Università della Basilicata, Parco Nazionale delle Cinque Terre e altri istituti scientifici.
Il rischio futuro, quindi, non riguarda esclusivamente le due città più famose. Spiagge, porti, strade, infrastrutture turistiche e insediamenti costruiti nelle zone costiere basse possono diventare progressivamente più vulnerabili.
Cosa indicano gli scenari fino al 2150
Quando si cerca di capire quanto salirà il mare in Italia, la domanda più corretta non è soltanto “di quanti centimetri aumenterà?”, ma anche “in quale scenario?”. Le proiezioni scientifiche funzionano infatti come una serie di possibili traiettorie.
La mappa NASA permette proprio di visualizzare questa differenza. Lo strumento utilizza le proiezioni dell’IPCC AR6 e consente di arrivare fino al 2150, offrendo dati sia globali sia regionali.
Il quadro diventa particolarmente significativo dopo il 2100. L’IPCC mostra infatti che il livello medio globale del mare può continuare a crescere per secoli, anche se il riscaldamento venisse stabilizzato. Le differenze tra gli scenari, però, diventano enormi nel lungo periodo.
Per questo motivo le proiezioni al 2150 devono essere lette con attenzione. Non sono una previsione meteorologica precisa per una determinata giornata del futuro, ma una stima basata sulla conoscenza scientifica attuale e sulle possibili evoluzioni del sistema climatico.
Il futuro delle città costiere dipenderà anche dalle decisioni di oggi
L’elemento più interessante della mappa NASA livello del mare è proprio la possibilità di vedere come cambiano le proiezioni al variare dello scenario. Non si tratta quindi soltanto di osservare una linea che sale sulla cartina, ma di comprendere il rapporto tra riscaldamento, emissioni e conseguenze sulle coste.
Uno degli scenari più elevati dell’IPCC, SSP5-8.5, porta a un aumento del livello medio globale molto più consistente rispetto agli scenari caratterizzati da emissioni più contenute. Il rapporto AR6 mostra inoltre che le proiezioni fino al 2150 presentano una crescente divergenza tra le diverse traiettorie.
Per l’Italia questo significa che la pianificazione delle città costiere diventa sempre più importante. Non basta osservare ciò che sta accadendo oggi: infrastrutture, porti, sistemi di drenaggio, aree turistiche e zone urbanizzate devono tenere conto di condizioni che potrebbero cambiare nel corso dei prossimi decenni.
Venezia rappresenta già un caso emblematico. Il monitoraggio effettuato da ISPRA mostra che il ritmo di crescita del livello medio marino nell’ultimo trentennio è stato quasi il doppio rispetto alla media calcolata sull’intero periodo 1872-2024.
Allo stesso tempo, non bisogna interpretare ogni scenario estremo come un destino inevitabile. Le proiezioni servono proprio a capire quanto possono cambiare i rischi in presenza di percorsi climatici differenti. La differenza tra uno scenario e l’altro non è soltanto una questione teorica: rappresenta anche lo spazio nel quale le decisioni politiche, tecnologiche e urbanistiche possono ancora incidere.
Conclusione
L’innalzamento livello del mare in Italia non è un problema confinato a un futuro remoto. I dati raccolti negli ultimi decenni mostrano già una crescita del livello medio del mare in diverse aree italiane, mentre le proiezioni NASA e IPCC indicano che il fenomeno continuerà nei prossimi secoli.
Venezia è uno dei casi più delicati, anche per la presenza della subsidenza, ma non è l’unica città costiera da tenere sotto osservazione. Napoli e numerose altre località italiane dovranno confrontarsi con un mare progressivamente più alto e con possibili conseguenze sulle infrastrutture e sugli eventi di allagamento.
Il dato più importante della mappa NASA non è quindi un numero da trasformare in una profezia. È la differenza tra gli scenari. Se le emissioni seguiranno traiettorie più elevate, l’aumento del livello marino sarà maggiore; se invece il riscaldamento verrà contenuto, anche le proiezioni più lontane cambieranno. Il 2150 sembra lontanissimo, ma le decisioni prese oggi contribuiranno a determinare quale di questi futuri sarà più vicino alla realtà.
Redazione
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