Nuove regole social per minori: cosa cambia con l’accordo Meta

Nuove regole social per minori con limiti di utilizzo su Instagram e Facebook

Negli Stati Uniti è arrivata una svolta importante nel modo in cui Instagram e Facebook potranno essere utilizzati dagli adolescenti. Meta ha raggiunto un accordo con una coalizione di procuratori generali statunitensi dopo le accuse secondo cui alcune caratteristiche delle sue piattaforme avrebbero favorito un uso compulsivo da parte dei più giovani. Il provvedimento introduce restrizioni automatiche, controlli sull’età e nuovi strumenti destinati ai genitori.

Le nuove regole social per minori prevedono soprattutto un limite giornaliero di due ore, un blocco notturno delle applicazioni e la disattivazione delle notifiche durante la scuola e nelle ore notturne. Non si tratta però di un cambiamento valido automaticamente in tutto il mondo: le misure riguardano gli Stati Uniti e, almeno per ora, non modificano direttamente il funzionamento di Instagram e Facebook in Italia.

Due ore al giorno e stop notturno: come cambierà l’uso di Instagram e Facebook

La modifica più evidente riguarda il tempo trascorso sulle piattaforme. Per gli utenti sotto i 18 anni viene introdotto un limite predefinito di due ore al giorno, calcolato complessivamente tra Facebook e Instagram. Il tetto può essere superato soltanto con l’autorizzazione di un genitore.

Non significa quindi avere due ore a disposizione su Instagram e altre due su Facebook. Il tempo viene conteggiato insieme e Meta dovrà considerare anche l’eventuale utilizzo di più account riconducibili allo stesso adolescente. L’obiettivo è impedire che il semplice passaggio da un profilo all’altro consenta di aggirare la restrizione. (investor.atmeta.com)

Il sistema prevede anche richiami durante l’utilizzo. Meta introdurrà messaggi dopo ogni 15 minuti di utilizzo continuo, mentre saranno previste pause più incisive quando il tempo trascorso sulla piattaforma raggiungerà determinate soglie giornaliere. (ncdoj.gov)

Il provvedimento interviene così su uno degli aspetti più discussi dell’esperienza online degli adolescenti: la difficoltà di fermarsi autonomamente quando il sistema continua a proporre nuovi contenuti.

Blocco notturno e notifiche durante la scuola

Tra le misure più significative c’è anche il Meta blocco notturno adolescenti. Gli utenti minorenni non potranno utilizzare normalmente Facebook e Instagram tra mezzanotte e le 6 del mattino, salvo diversa autorizzazione da parte di un genitore.

Durante questa fascia non sarà possibile, per esempio, consultare il Feed, le Storie, Esplora o i Reels. La messaggistica diretta rappresenta invece un’eccezione alle principali restrizioni, permettendo ai ragazzi di mantenere i contatti con amici e familiari.

Un’altra modifica riguarda le notifiche. Le notifiche Instagram minori scuola saranno disattivate automaticamente durante l’orario scolastico, indicato nell’accordo come la fascia dalle 8 alle 15 nei giorni feriali del periodo scolastico statunitense. Anche durante la notte le notifiche verranno silenziate, con alcune eccezioni legate ai messaggi diretti e alla sicurezza dell’account. (oag.ca.gov)

La distinzione è importante: il blocco notturno impedisce l’utilizzo ordinario delle piattaforme, mentre la modalità scolastica punta soprattutto a ridurre le interruzioni provocate dalle notifiche.

Algoritmi, like e controlli sull’età: cosa cambia davvero per i ragazzi

L’accordo non interviene soltanto sul tempo passato davanti allo schermo. Le nuove misure riguardano anche alcune funzioni che possono influenzare il modo in cui gli adolescenti scoprono e consumano i contenuti.

Una delle novità più interessanti riguarda il feed. Gli utenti minorenni potranno avere accesso a un feed non personalizzato, nel quale i contenuti non vengono selezionati attraverso un sistema di raccomandazione personalizzato. Questo non significa, però, che Meta eliminerà completamente la personalizzazione per tutti gli adolescenti.

Per gli under 18 è inoltre previsto l’occultamento dei numeri relativi a like e reazioni. Sono previste anche restrizioni sui filtri estetici che simulano interventi di chirurgia o modificano l’aspetto del corpo. Meta dovrà inoltre rafforzare i sistemi per identificare gli utenti minorenni e individuare gli account di bambini sotto i 13 anni, che non possono utilizzare le piattaforme secondo le regole applicabili.

Le disposizioni mostrano quindi che il provvedimento non guarda soltanto alla quantità di tempo trascorsa online, ma anche ad alcune dinamiche che caratterizzano l’esperienza dei più giovani.

Un limite al tempo basta per fermare la dipendenza dai social?

La questione più delicata riguarda proprio l’efficacia delle misure. Il Meta limite due ore social può ridurre il tempo trascorso sulle piattaforme, ma non significa automaticamente che il problema della dipendenza sia stato risolto.

L’accordo nasce da accuse molto serie rivolte a Meta. I procuratori generali sostenevano che l’azienda avesse progettato alcune caratteristiche di Instagram e Facebook in modo da favorire un uso compulsivo da parte di bambini e adolescenti. Meta, dal canto suo, ha negato le responsabilità contestate e ha sostenuto di avere già adottato numerose misure per la sicurezza degli adolescenti.

Il provvedimento cerca quindi di agire su più fronti: tempo di utilizzo, notifiche, contenuti, controllo dell’età, supervisione dei genitori e strumenti per segnalare materiale potenzialmente dannoso. Meta dovrà inoltre rispondere entro sei ore ad almeno il 90% delle segnalazioni relative a contenuti dannosi previste dall’accordo.

Resta però una domanda difficile: quanto sarà facile per un adolescente spostarsi su altre piattaforme quando raggiunge il limite imposto da Instagram e Facebook?

Se TikTok e YouTube aderiranno, il limite potrebbe scendere a un’ora

L’accordo contiene infatti un meccanismo particolarmente interessante. La soglia iniziale di due ore non è necessariamente destinata a rimanere tale. Se altre grandi piattaforme, in particolare TikTok e YouTube, adotteranno misure analoghe, il limite giornaliero previsto per Facebook e Instagram potrà scendere a un’ora. (

Il motivo è semplice: limitare una sola piattaforma potrebbe spingere gli adolescenti a trasferire il proprio tempo di utilizzo altrove. Meta stessa ha sottolineato che i ragazzi utilizzano quotidianamente numerose applicazioni e che, per questo, le protezioni sarebbero più efficaci se adottate dall’intero settore.

Le nuove regole valgono anche in Italia?

Questa è probabilmente la domanda più importante per chi legge la notizia dall’Italia. La risposta, al momento, è no.

Le misure dell’accordo sono state concordate nell’ambito di un procedimento promosso negli Stati Uniti e riguardano gli utenti minorenni nelle giurisdizioni statunitensi coinvolte. Non significa quindi che da un giorno all’altro un adolescente italiano avrà automaticamente soltanto due ore di Instagram e Facebook.

Per questo è importante non confondere il provvedimento americano con una nuova legge valida in Europa o in Italia. L’accordo può comunque avere conseguenze più ampie, soprattutto se altre autorità e altri Paesi prenderanno misure simili o se le piattaforme decideranno di estendere volontariamente alcune protezioni.

Il caso americano rappresenta quindi soprattutto un precedente significativo: Meta accetta un insieme molto ampio di restrizioni obbligatorie rivolte agli utenti minorenni, mentre la discussione internazionale sulla sicurezza dei social per bambini e adolescenti continua.

Conclusione

Le nuove regole social per minori segnano un cambiamento importante soprattutto negli Stati Uniti. Due ore complessive al giorno tra Facebook e Instagram, blocco notturno, notifiche silenziate durante la scuola, maggiori controlli sull’età, like nascosti e possibilità di utilizzare un feed non personalizzato modificano profondamente l’esperienza prevista per gli adolescenti.

Il vero interrogativo, però, riguarda ciò che accadrà fuori da Instagram e Facebook. Se TikTok e YouTube adotteranno restrizioni simili, il limite potrebbe scendere a un’ora e il provvedimento potrebbe trasformarsi in un modello per l’intero settore.

Per gli utenti italiani, invece, non cambia ancora direttamente nulla. Ma il caso Meta dimostra che il rapporto tra social network, minori e salute digitale è ormai diventato una questione troppo importante per essere lasciata soltanto alle impostazioni facoltative delle singole piattaforme.

Redazione

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