Foto dei figli sui social: perché la National Crime Agency consiglia di eliminarle e quali sono i rischi dell’IA

Foto dei figli sui social: un genitore utilizza lo smartphone mentre condivide immagini dei propri bambini online.

Pubblicare foto dei figli sui social è un’abitudine che, fino a pochi anni fa, molti genitori consideravano del tutto normale. Condividere un compleanno, una vacanza o un momento speciale sembrava il modo più semplice per tenere aggiornati amici e parenti. Oggi, però, lo scenario è cambiato profondamente. La diffusione dell’intelligenza artificiale ha introdotto rischi che vanno ben oltre la semplice tutela della privacy. La National Crime Agency (NCA) del Regno Unito, insieme alla Internet Watch Foundation (IWF), invita infatti i genitori a evitare la pubblicazione delle immagini dei propri figli sui social network, suggerendo, al massimo, di condividerle attraverso gruppi ristretti di persone fidate. L’obiettivo è limitare la possibilità che fotografie apparentemente innocue vengano sfruttate per creare contenuti manipolati tramite strumenti di intelligenza artificiale.

Perché pubblicare immagini dei figli online oggi comporta nuovi rischi

Negli ultimi anni è cambiato anche il modo in cui molte famiglie raccontano la propria quotidianità sul web. Se in passato era comune condividere fotografie dei bambini senza particolari timori, oggi sempre più genitori preferiscono mostrarli di spalle oppure nasconderne il volto con un’emoji. Secondo la National Crime Agency, però, queste precauzioni potrebbero non bastare.

Le linee guida diffuse dall’agenzia britannica spiegano che la scelta più sicura sarebbe evitare del tutto la pubblicazione delle fotografie dei minori. Il documento, realizzato insieme alla Internet Watch Foundation, sottolinea come la rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale abbia trasformato il panorama della sicurezza digitale.

Fino a pochi anni fa le principali preoccupazioni riguardavano l’esposizione dei minori sul web, la costruzione di un’identità digitale senza il loro consenso e il rischio che immagini e informazioni personali potessero finire nelle mani sbagliate. Oggi, a questi pericoli, si aggiunge una minaccia nuova: gli strumenti di IA sono ormai capaci di trasformare una semplice fotografia in contenuti falsi ma incredibilmente realistici.

Come l’intelligenza artificiale può trasformare una semplice fotografia in un deepfake

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha reso la manipolazione delle immagini molto più accessibile rispetto al passato. Se un tempo realizzare un fotomontaggio richiedeva competenze specifiche e un lungo lavoro di elaborazione, oggi bastano pochi comandi inseriti in un’app dedicata o in un sistema basato sull’IA per ottenere risultati sorprendenti.

Secondo quanto evidenziato dalla National Crime Agency e dalla Internet Watch Foundation, qualsiasi fotografia pubblicata online può potenzialmente essere utilizzata per creare immagini false o perfino video pornografici generati artificialmente. Non servono più conoscenze tecniche avanzate: spesso è sufficiente affidarsi ad applicazioni che elaborano automaticamente gli scatti caricati dagli utenti.

Diversi episodi emersi negli ultimi anni dimostrano quanto il fenomeno sia ormai concreto. In passato avevano fatto discutere gli archivi dedicati ai fotomontaggi di personaggi famosi, come nel caso di CFake. Più recentemente, all’inizio del 2026, è esploso anche il caso legato a Grok, l’intelligenza artificiale collegata alla piattaforma X, che consentiva di elaborare fotografie trasformandole in immagini di nudo con estrema facilità.

Il problema riguarda anche i minori. Per questa ragione la NCA ritiene che la strategia più efficace sia limitare il più possibile la diffusione delle loro immagini sui social network, riservandone l’eventuale condivisione soltanto a cerchie ristrette di persone fidate.

Cosa consigliano la National Crime Agency e la Internet Watch Foundation per proteggere i minori

Le raccomandazioni diffuse dalle due organizzazioni non si limitano a invitare i genitori a una maggiore prudenza quando condividono fotografie dei figli. Il messaggio è più ampio e riguarda la gestione complessiva dell’immagine dei minori in rete.

Secondo Dan Sexton della Internet Watch Foundation, oggi non esistono garanzie sufficienti per impedire che una fotografia pubblicata online venga riutilizzata in modo improprio. Per questo invita le famiglie a evitare la condivisione pubblica delle immagini dei propri figli e, qualora desiderino mostrarle a parenti o amici, a utilizzare esclusivamente funzioni dedicate a gruppi ristretti, come gli “Amici Stretti”.

La National Crime Agency richiama inoltre l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: le autorizzazioni firmate per consentire a scuole, associazioni sportive o altre organizzazioni di pubblicare fotografie dei bambini sui propri siti internet o sui canali social. Molti genitori concedono questo consenso senza soffermarsi su come quelle immagini verranno utilizzate e rese accessibili al pubblico.

Controllare i consensi e chiedere la rimozione delle immagini già pubblicate

Le linee guida della National Crime Agency suggeriscono di verificare con attenzione tutte le autorizzazioni concesse per l’utilizzo delle immagini dei figli. I moduli relativi alla privacy firmati presso scuole, società sportive o altre realtà possono infatti autorizzare la pubblicazione delle fotografie su siti web e piattaforme social.

Per questo motivo viene consigliato di controllare dove gli scatti vengono pubblicati, come vengono utilizzati e se la loro presenza online sia davvero necessaria. Se un genitore non desidera più che una fotografia resti disponibile pubblicamente, può richiederne la rimozione.

Anche Tom Dyson della Internet Watch Foundation ricorda che questa possibilità è prevista e invita le famiglie a non esitare nel chiedere la cancellazione delle immagini dai siti web o dai social media quando lo ritengano opportuno.

A rafforzare queste raccomandazioni contribuiscono anche i dati raccolti dalla Internet Watch Foundation. Nel 2025 il materiale pedopornografico generato tramite intelligenza artificiale è aumentato del 14% rispetto all’anno precedente. L’organizzazione ha identificato 8.029 immagini e video realistici creati con l’IA, un dato che evidenzia la rapida crescita del fenomeno e spiega perché le fotografie dei minori richiedano oggi un livello di protezione molto più elevato rispetto al passato.

Conclusione

La diffusione dell’intelligenza artificiale ha cambiato profondamente il modo in cui devono essere valutati i rischi della condivisione online. Pubblicare fotografie dei propri figli, anche con le migliori intenzioni, può esporre i minori a utilizzi che fino a pochi anni fa erano difficili da immaginare. Per questo la National Crime Agency e la Internet Watch Foundation invitano i genitori a limitare il più possibile la diffusione pubblica delle immagini dei propri figli, preferendo canali riservati a persone fidate e verificando con attenzione ogni autorizzazione concessa a scuole o associazioni. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale continua a evolversi rapidamente, adottare maggiore prudenza nella gestione delle fotografie rappresenta una delle forme più efficaci per tutelare la privacy e la sicurezza dei minori.

Redazione

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