Piramide su Marte: cos’è davvero il Tetraedro di Candor fotografato dalla NASA
Negli ultimi giorni si è tornati a parlare con insistenza della piramide su Marte, una formazione rocciosa che ha riacceso curiosità, teorie e discussioni sui social. Tutto è partito da un video diventato virale che mostra il cosiddetto Tetraedro di Candor, una struttura dalla forma sorprendentemente piramidale situata nella regione equatoriale del Pianeta Rosso. Alcuni tabloid e molti utenti online hanno rilanciato l’idea che possa trattarsi di una costruzione artificiale, mentre le immagini diffuse dalla NASA raccontano una storia molto diversa. Questa formazione, fotografata da diverse sonde nel corso degli anni, è oggi al centro di un dibattito che mescola scienza, mistero e viralità digitale. Ma cosa c’è davvero dietro questa struttura? È davvero possibile che esista una gigantesca piramide marziana oppure siamo di fronte a un’illusione creata dalla natura e dalla percezione umana?
La presunta piramide su Marte diventata virale
La struttura nota come Tetraedro di Candor si trova all’interno di Valles Marineris, un immenso sistema di valli lungo migliaia di chilometri che attraversa la fascia equatoriale del pianeta. Il ritorno improvviso dell’interesse mediatico è stato innescato dalla diffusione di un video pubblicato su X dal regista e documentarista statunitense Brian Cory Dobbs, autore del documentario Blue Planet Red, premiato con il secondo posto come miglior documentario al Down East Flick Fest.
Nel post del 16 marzo, Dobbs ha sostenuto che su Marte esisterebbe “una piramide a tre lati delle dimensioni della Grande Piramide d’Egitto”, ricordando che la struttura sarebbe stata individuata dal ricercatore Keith Laney nel maggio 2002 grazie all’immagine MOC E0-600269 pubblicata dalla NASA. La notizia è stata ripresa anche da tabloid come il Daily Star, contribuendo ad alimentare l’idea di una possibile costruzione artificiale sul Pianeta Rosso.
On Mars, there is a three-sided pyramid the size of the Great Pyramid in Egypt.
Discovered by Keith Laney. pic.twitter.com/TyDG4cHVRQ
— Brian Cory Dobbs (@BrianCoryDobbs) March 16, 2026
In realtà la formazione era stata fotografata già nel 2001 dalla missione Mars Global Surveyor e successivamente osservata da altre sonde. Le immagini più dettagliate arrivano dalla fotocamera HiRISE a bordo della Mars Reconnaissance Orbiter: uno strumento da oltre 60 kg, costato decine di milioni di dollari, capace di raggiungere una risoluzione di circa 30 centimetri per pixel da 300 chilometri di quota, sufficiente a individuare oggetti lunghi circa un metro.
Chi ha scoperto il Tetraedro di Candor e dove si trova
Il Tetraedro di Candor si trova nella valle chiamata Candor Chasma. In uno studio del 2017 intitolato “Three-Sided Pyramidal Formation in the Western Region of Candor Chasma”, alcuni ricercatori indipendenti hanno paragonato la sua forma a una piramide di Reuleaux, figura geometrica a tre lati con curvature costanti che prende il nome dall’ingegnere tedesco Franz Reuleaux.
Secondo gli autori, vento, erosione e tettonica non sarebbero sufficienti a spiegare una forma così particolare. A rafforzare i dubbi contribuirebbero anche le dimensioni: circa 145 metri di altezza e 290 metri di larghezza, valori che ricordano alcune piramidi terrestri e che hanno alimentato ulteriormente le speculazioni sulla possibile origine artificiale.
La spiegazione scientifica: perché non è una costruzione aliena
Le immagini ad altissima risoluzione raccontano però uno scenario molto diverso. Osservando con attenzione il terreno circostante, la formazione appare irregolare e coerente con i processi geologici marziani. Il Tetraedro di Candor come spiegato nell’articolo:“Geomorphic knobs of Candor Chasma, Mars: New Mars Reconnaissance Orbiter data and comparisons to terrestrial analogs”, guidato da scienziati statunitensi e spagnoli rientra infatti nella categoria dei “positive relief knobs”, rilievi particolarmente resistenti rispetto ai depositi stratificati che li circondano e che, proprio per questo, rimangono in evidenza mentre il materiale attorno viene eroso nel tempo.
Venti forti, frane e l’azione dell’acqua hanno modellato il paesaggio della regione creando forme spettacolari e talvolta ingannevoli. Le immagini a largo campo mostrano chiaramente increspature eoliche e segni di erosione, indizi evidenti di un ambiente dinamico e plasmato da processi naturali.
Il ruolo della pareidolia e gli altri “volti” su Marte
Il caso rientra perfettamente nel fenomeno della pareidolia, la tendenza del cervello umano a riconoscere forme familiari in oggetti casuali. Un esempio celebre è il Volto di Cydonia, fotografato dalla sonda Viking 1, interpretato per anni come una gigantesca scultura prima di essere spiegato come semplice formazione rocciosa. Più recentemente, la fotocamera HiRISE ha immortalato una struttura che ricorda la faccia di un orso.
Questi episodi mostrano quanto sia facile associare ombre e rilievi naturali a oggetti familiari, soprattutto quando si osservano paesaggi lontani e poco conosciuti come quelli marziani.
Conclusione
La storia della presunta piramide su Marte dimostra quanto il confine tra scienza, percezione e immaginazione possa essere sottile. Il Tetraedro di Candor resta una formazione affascinante, ma tutte le osservazioni disponibili indicano che si tratta di un rilievo naturale modellato da milioni di anni di erosione e processi geologici. La viralità sui social ha riacceso il dibattito, ma le immagini ad alta risoluzione e gli studi citati offrono una spiegazione coerente e documentata. Marte continua a stupire con paesaggi straordinari, ricordandoci che la natura è spesso capace di creare forme così perfette da sembrare artificiali.
Redazione
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