Gli esseri umani potrebbero essere la specie dominante nell’Universo: una riflessione sull’universo di Dune

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L’universo di Dune, il capolavoro di Frank Herbert, è un luogo affascinante e complesso, dominato da una specie: gli umani. A differenza di altri universi di fantascienza, come quello di Star Wars, dove la diversità di specie è la norma, in Dune gli esseri umani sembrano essere l’unica specie presente. Questo ci porta a chiederci: potrebbero gli esseri umani essere la specie dominante nell’Universo e semplicemente non lo sappiamo ancora?

L’evoluzione umana nell’Universo

La saga di Dune è ambientata circa 20 millenni nel futuro, un periodo in cui è ragionevole supporre che gli esseri umani avranno viaggiato in ogni angolo dello spazio. Ma dove sono tutte le altre razze indigene? A parte i vermi della sabbia su Arrakis e pochi altri esempi, sembra che la nostra specie sia la principale razza indigena nell’Universo. Potrebbe essere che l’Homo sapiens, o qualcosa di simile, si sia evoluto indipendentemente su molti altri mondi?

La visione di Stephen J Gould

Il defunto biologo evoluzionista Stephen J Gould trovò questa idea assurda. Secondo Gould, se si ripercorresse l’evoluzione qui sulla Terra – per non parlare di qualche pianeta lontano – allora la probabilità di avere umani una seconda volta sarebbe incredibilmente piccola. L’evoluzione è guidata da insiemi casuali di mutazioni genetiche, modulata da effetti ambientali casuali, come le estinzioni di massa. Sarebbe estremamente raro che lo stesso identico insieme di effetti si verificasse due volte.

L’evoluzione convergente

Tuttavia, questa visione non è universalmente condivisa. Esiste una scuola di pensiero, chiamata “evoluzione convergente”, che sostiene che gli effetti casuali alla fine si mediano in modo tale che l’evoluzione converge, tendendo a produrre organismi simili in un dato ambiente. Ad esempio, il volo si è evoluto in modo indipendente sulla Terra almeno quattro volte: negli uccelli, nei pipistrelli, negli insetti e negli pterosauri. Gli occhi potrebbero essersi evoluti fino a 40 volte.

La visione di Simon Conway Morris

Il professor Simon Conway Morris dell’Università di Cambridge è un fervente difensore di questa prospettiva. Egli sostiene che la convergenza è uno degli argomenti più convincenti a sostegno dell’adattamento darwiniano, ma la sua pervasività totale è spesso sottovalutata. Morris ritiene che ci sia una probabilità ragionevolmente alta che un fenomeno simile all’evoluzione umana possa verificarsi. Considerando il numero di pianeti potenziali che abbiamo buone ragioni per credere esistano, anche se le probabilità sono favorevoli solo una volta su 100, ciò comporterebbe comunque un gran numero di intelligenze sparse in giro, che potrebbero essere simili a noi.

In conclusione, mentre l’idea che gli esseri umani possano essere la specie dominante nell’Universo può sembrare assurda per alcuni, non è del tutto fuori dal regno delle possibilità. Forse, come suggerisce l’universo di Dune, non siamo soli, ma siamo semplicemente la specie più diffusa.

Redazione

Photo by Pixabay: www.pexels.com

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