In Islanda i globicefali attaccano le orche e le mettono in fuga

Gli scienziati stanno cercando di capire il perché di questo strano conflitto tra due specie di cetacei che di solito si ignorano

La ricerca “Interspecific interactions between pilot whales and killer whales in Iceland” pubblicata da Anna Selbmann, Jörundur Svavarsson, Paul Wensveen e  Filipa Samarra dell’Háskóla Íslands nasce da un’eccezionale scoperta dei ricercatori islandesi: nel 2015, nel mare agitato al largo dell’Islanda meridionale, Samarra e il suo team stavano ascoltando con gli idrofoni un gruppo di orche (Orcinus orca) mentre si chiamavano e ticchettavano, quando all’improvviso il mare si è riempito di fischi acuti. Ora, la Samarra, c<he è anche a capo dell’Icelandic Orca Project, racconta a Marina Wang su Hakai che  «Poi le orche sono diventate silenziose e, mentre i fischi diventavano più forti, è comparso  un gruppo di globicefali e le orche sembravano girarsi per nuotare via».

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La Selbmann sottolinea che «E’ abbastanza insolito perché l’orca è  un predatore al top, E’ molto insolito che abbiano paura di qualsiasi cosa, o sembrino spaventate».

Inoltre, i globicefali  (Globicephala melas)  hanno fama di animali pacifici e gregari, che spesso si spiaggiano in branco e che sono tra le principali vittime della barbara e sanguinaria mattanza di cetacei delle isole Fær Øer che ogni anno fa indignare il mondo e nessuno dei giovanotti che uccidono tranquillamente un globicefalo lo farebbe (e potrebbe farlo) con altrettanta tranquillità con un’orca “assassina”,

Le interazioni tra orche e globicefali sono state documentate scientificamente solo poche volte e la Samarra è tra i primi scienziati ad aver osservato questo comportamento in Islanda. Dall’incontro del 2015, ha visto interazioni simili circa 20 volte.

Secondo la Selbmann, «Nella maggior parte delle interazioni documentate in Islanda , le orche sembrano evitare i globicefali. Occasionalmente le cose si surriscaldano e i globicefali inseguono le orche ad alta velocità, con entrambe le specie che escono dall’acqua». La Samarra aggiunge: «Una delle grandi domande alle quali rispondere è capire la variabilità, Non capiamo davvero quali sono i fattori contestuali che portano la loro risposta a essere a volte diversa».

La ricerca precedente offre due possibili spiegazioni a questo strano comportamento: uno, le orche e i globicefali sono in competizione per le prede. Per la Selbmann, «Questo è possibile ma improbabile, perché queste orche islandesi mangiano principalmente aringhe, mentre si pensa che i globicefali della zona mangino principalmente calamari».

La Selbmann spiega che «L’altra teoria è che si tratti di un comportamento di mobbing anti-predatore. Molti animali assaltano i loro predatori per privarli dell’elemento sorpresa. Ad esempio, i suricati tirano sabbia ai serpenti. Ma, tenendo in considerazione che non è noto che le orche mangino i piccoli dei globicefali, anche questa spiegazione non è l’ideale. Non sono davvero una minaccia per i globicefali».

Però la Selbmann dice che «E’ possibile che i globicefali non sapessero che le orche non fossero una minaccia. In altre parti del mondo, le orche si nutrono di cetacei più piccoli come balenottere minori, beluga e narvali, e sono anche note per inseguire balene più grandi. Forse i globicefali le considerano una minaccia e reagiscono di conseguenza».

Steve Ferguson, un ecologo di mammiferi marini dell’università del Manitoba che non è stato coinvolto nella ricerca, ha detto ad Hakai che  «Gli avvistamenti sono insoliti perché in così tanti altri luoghi le orche sono il predatore al vertice e gli altri cetacei più piccoli tendono ad evitarle. Tuttavia, ci sono stati alcuni resoconti di specie di prede più piccole che hanno attaccato le orche. I ricercatori stanno iniziando a prestare maggiore attenzione alle interazioni insolite tra diverse specie di cetacei, notando quali sono in grado di difendersi dagli attacchi e quali diventano aggressive nei confronti dei predatori».

Diversi scienziati avevano già notato altri casi strani, come il modo in cui le  megattere sembrano difendere altre balene dagli attacchi delle orche.

Per ottenere informazioni su cosa potrebbe causare queste interazioni conflittuali tra le terribili e intelligenti orche che fuggono di fronte ai pacifici globicefali, Selbmann e Samarra stanno realizzando esperimenti di riproduzione acustica. Precedenti ricerche condotte in Norvegia hanno dimostrato che quando gli scienziati hanno riprodotto il suono delle orche ai globicefali, i globicefali hanno nuotato direttamente verso i suoni e hanno sciamato intorno alla  barca dei ricercatori. «Ora vogliamo testare il contrario – dice la  Selbmann – Le orche stanno evitando i suoni dei globicefali?»

Selbmann e Samarra hanno passato la scorsa estate a far ascoltare le registrazioni di richiami di globicefali a delle orche dotate di tag di tracciamento. Finora hanno condotto il loro esperimento su 4 orche e dicono che «Mentre i richiami dei globicefali non le hanno spaventate immediatamente, alcune delle orche si sono allontanate nuotando». Ma la Samarra avverte che «E’ difficile sapere cosa sta realmente accadendo senza un’analisi più attenta. Sembra che qualcosa sia cambiato in questo ecosistema».

Fonte:  greenreport.it

 

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