La desertificazione si sta espandendo in Italia

A rischio non solo il sud ma anche una vasta porzione del Piemonte, la costa romagnola, territori sparsi di Toscana e Umbria, fino alle zone alpine di Val d’Aosta e Alto Adige

Mentre il dibattito pubblico (e tecnico) s’accapiglia sui conflitti che vertono tra l’installazione di impianti per le fonti rinnovabili e la tutela del paesaggio – storicamente modellato dall’uomo –, il paesaggio se lo sta già portando via la crisi climatica che le rinnovabili potrebbero aiutarci a contrastare: basta osservare l’avanzata del rischio desertificazione lungo la costa adriatica e in molte altre aree del Paese non solo al sud, come mostrano i dati dell’European drought observatory (Edo) riportate dall’Anbi, l’associazione nazionale dei Consorzi di bonifica.

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«Queste nuove osservazioni segnalano con forza due elementi – spiega Francesco Vincenzi, presidente Anbi – il fenomeno della siccità è ormai un problema europeo, intaccando anche le zone centrali del Continente; è urgente l’avvio di un Piano invasi medio-piccoli ad iniziare dalle zone, dove più evidente è il deficit idrico, perché più si aspetta più sarà difficile invertire la tendenza verso l’inaridimento del suolo».

Le rilevazioni Edo mostrano infatti un quadro chiaro quanto preoccupante, ottenuto combinando tre indicatori di siccità: Spi (confronto tra le precipitazioni attuali e quelle degli anni passati nello stesso periodo), Sma (anomalia di umidità del suolo) e Fapar (valutazione  dell’impatto della siccità sulla vegetazione). L’indicatore del rischio desertificazione così ottenuto classifica “arancione” una vasta porzione del Piemonte, la costa romagnola, territori sparsi di Toscana e Umbria, ma intacca sorprendentemente anche zone alpine di Val d’Aosta e Alto Adige, sconfinando pure in Austria Svizzera.

In questo contesto, prima ancora della diminuzione delle precipitazioni, a preoccupare è la loro distribuzione geografica e temporale: le piogge si concentrano infatti in pochi eventi di forte entità e che interrompono periodi siccitosi talvolta molto lunghi. Del resto è già noto da tempo che il 20% circa dell’Italia sia a rischio desertificazione, con alcune aree – come la Sicilia – che raggiungono picchi del 70%.

«A fronte di questi dati – conclude Massimo Gargano, direttore generale Anbi – si conferma l’obbiettivo ventennale dei 2000 laghetti multifunzionali da Nord a Sud della Penisola, e poi la necessità di finanziare, attraverso il Piano di ripresa e resilienza, i 139 progetti definitivi ed esecutivi, interessanti altrettanti bacini da realizzare, completare o bisognosi di manutenzione straordinaria, ricompresi nel Piano Anbi di efficientamento della rete idraulica del Paese».

Fonte: www.greenreport.it

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