Clima, l’allarme dell’ESA: due ghiacciai stanno crollando, “primo passo verso la disintegrazione di questi colossi” [VIDEO]

Le immagini satellitari hanno rivelato che due dei ghiacciai in più rapida evoluzione in Antartide si stanno fratturando e indebolendo più velocemente che mai

I ricercatori hanno esplorato i ghiacciai Pine Island e Thwaites nell’Amundsen Sea Embayment, nella regione occidentale dell’Antartide, scoprendo un peggioramento nelle fratture.
I due ghiacciai sono tra i più dinamici del continente antartico e responsabili di un sostanziale 5% dell’innalzamento del livello del mare globale: insieme formano un’area di ghiaccio fluente delle dimensioni della Norvegia e contengono abbastanza acqua per aumentare il livello globale del mare di oltre un metro.
Le immagini satellitari hanno rivelato che due dei ghiacciai in più rapida evoluzione in Antartide si stanno fratturando e indebolendo più velocemente che mai, “il primo passo verso la disintegrazione di questi colossi di ghiaccio e dell’innalzamento del livello del mare” ha precisato l’Agenzia Spaziale Europea che ha diffuso le immagini ed i dati dell’osservazioni dei satelliti.
L’ESA ha reso noto che entrambi i ghiacciai dell’Antartide Pine Island e Thwaites nell’Amundsen Sea Embayment “hanno cambiato nettamente la morfologia negli ultimi decenni insieme al cambiamento delle condizioni atmosferiche e oceaniche, con il riscaldamento degli oceani che ha causato lo scioglimento, l’assottigliamento e il ritiro delle piattaforme di ghiaccio“.
Gli esperti dell’Agenzia evidenziano che “prevedere come evolveranno questi ghiacciai vitali nei prossimi anni è fondamentale per comprendere il futuro dei nostri mari e del nostro pianeta in via di riscaldamento“, ma che queste previsioni “sono ancora incerte, a causa di modelli computerizzati incapaci di tenere pienamente conto dei processi e delle proprietà dei ghiacciai nelle loro proiezioni“.

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Per rivelare cosa stia realmente accadendo a Pine Island e Thwaites, abbiamo analizzato i dati di imaging da una serie di satelliti diversi,” ha spiegato Stef Lhermitte della Delft University of Technology nei Paesi Bassi. “Abbiamo riscontrato danni strutturali ai ‘margini di taglio’ delle piattaforme di ghiaccio dei ghiacciai, dove il ghiaccio passa da veloce a lento: grandi crepacci, spaccature e fratture aperte che indicano che le piattaforme di ghiaccio si stanno lentamente lacerando“. “Attualmente, le piattaforme di ghiaccio sono un po come ‘un’auto lenta’ nel traffico: costringono qualsiasi cosa dietro di loro a rallentare. Una volta rimosse, il ghiaccio che si trova più all’interno accelererà, il che a sua volta farà salire il livello del mare ancora più velocemente“.
Crepacci simili non erano mai stati osservati nelle immagini dal 1997 e il danno è apparso molto meno diffuso nelle immagini del 2016, a dimostrazione che il deterioramento è accelerato negli ultimi due decenni ed è peggiorato significativamente negli ultimi anni.
Lhermitte e colleghi hanno monitorato le aree danneggiate dal 1997 al 2019 utilizzando i dati della missione Earth Explorer CryoSat dell’ESA, la missione Copernicus Sentinel-1, il programma Landsat di NASA e USGS e lo strumento giapponese Aster a bordo del satellite Terra della NASA.
Questa frattura sembra dare il via a un processo di feedback: è la precondizione della disintegrazione delle piattaforme di ghiaccio“, spiega il coautore Thomas Nagler di Enveo. “Quando i ghiacciai si fratturano nei punti deboli, questo danno accelera, si diffonde e indebolisce maggiormente le piattaforme di ghiaccio, causando un ulteriore deterioramento e rendendo più probabile che le piattaforme inizino a sgretolarsi ancora più velocemente“.

Filomena Fotia

Foto anteprima: Ghiacciaio Pine Island. Copyright contains modified Copernicus Sentinel data (2018), processed by Stef Lhermitte (TUDelft)

Fonte:www.meteoweb.eu

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