RIFLESSIONI STORICHE DELLA FISICA: da Archimede, …, Newton, …, Einstein a oggi.

Io ing. Santo Armenia, nato a Ispica il 20/04/1954 e residente a Pozzallo via G. Ungaretti n.25 (cell.: 3348933394; sito web: www.armeniasanto.it;  email: ing.santoarmenia@tiscali.it), ingegnere libero professionista, dal 2015 in pensione, tre anni fa, osservando possibili contraddizioni nella Fisica, ho iniziato il mio percorso di libero ricercatore scientifico.

Durante questo mio percorso, ancora non concluso, approfondendo il paradigma della teoria della relatività generale di Einstein, la cui condizione fondante è la vigenza del principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi, ho avuto modo di sviluppare le mie osservazioni con le conseguenze per la Fisica.

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Nel corso del tempo, osservando man mano nuovi aspetti anche di natura storica, ho presentato ripetutamente i miei studi al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al MIUR, ai vari Enti Pubblici (INFN, CNR, CERN, INRIM, BIPM, EURAMET), a Rettori di varie città (Palermo, Catania, Messina, Enna, Genova e Milano) a varie accademie e società (Accademia Nazionale dei Lincei, SISFA, …), a tanti docenti universitari e ai mass media.

Divulgo i miei studi e promuovo il confronto scientifico.

Mi preme precisare da subito che i miei studi, non costituiscono assolutamente nessuna nuova teoria fisica ma sono, soltanto, la dimostrazione della presenza millenaria e, specialmente, degli ultimi tre secoli di errori presenti in principi e leggi vigenti della Fisica.  

I miei studi, oltre che nei 4 libri che ho pubblicato (1° “Galilei e Einstein”; 2° “Archimede”; 3° “Archimede – Galilei – Newton – Einstein”), sono contenuti per la libera circolazione nel libro pdf “Un contributo per la Conoscenza” scaricabile dal mio sito.

I miei studi scientifici si compongono di due parti:

1° – La confutazione della teoria della relatività generale di Einstein;

2° – La forma dei corpi solidi.

Di seguito sintetizzo i miei studi.

– PRIMA PARTE

La confutazione della teoria della relatività generale di Einstein.

Tale teoria di Einstein si fonda sul presupposto della vigenza del principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi.

La Comunità Scientifica dimostra la vigenza di tale principio di Galilei, dopo aver accertato l’equivalenza numerica tra la massa inerziale e la massa gravitazionale, con l’esperienza del fisico Lorànd Eotvos, oggi con la precisione vigente di 3×10-14.

Io dimostro la non vigenza del principio di Galilei secondo due modalità: 1° i corpi di prova cadono separatamente uno alla volta; 2° i corpi di prova cadono in contemporanea.

1° modalità: i corpi di prova cadono separatamente uno alla volta.

Io osservo che la Comunità Scientifica, quando applica la legge di gravità di Newton (il peso è proporzionale al prodotto delle masse dei due corpi, terra e corpo di prova, nonché inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra di due corpi), commette l’errore di conteggiare due volte la massa del corpo di prova (una prima volta in esso stesso quando è in cielo per la caduta libera; la seconda volta nella terra ove non è più): tale massa del copro di prova, invece, necessariamente deve essere detratta da quella della terra, essendo in cielo.

Nei calcoli analitici eseguiti evidenzio che tale errore, entro il campo di precisione vigente di 3×10-14, si fa sentire quando la massa del corpo di prova supera i 1,5×109 Kg.

2° modalità: i corpi di prova cadono in contemporanea.   

Premetto che questa modalità, di caduta contemporanea dei corpi di prova, la Comunità Scientifica non l’ha per nulla presa in considerazione e quindi non l’ha dimostrata; eppure, invece, è proprio questa modalità a cui Einstein si rifà nel suo esperimento mentale di caduta libera dell’ascensore al quale è stato tranciato il cavo.

Per i calcoli analitici rimando al libro pdf.

In questa sede, è sufficiente una semplice osservazione.

A causa della mutua attrazione reciproca dei corpi di prova con la terra, quando i due corpi non hanno la stessa massa, mancando la simmetria, è lapalissiano che i due corpi di prova, mai e poi mai, possono essere soggetti alla stessa accelerazione di gravità.

Avendo dimostrato la non vigenza del principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi, ne consegue, a cascata, anche per questa 2° modalità, la confutazione della teoria della relatività generale di Einstein.

– SECONDA PARTE

La forma dei corpi solidi.

Ritengo che questo studio costituisce una specifica scoperta scientifica, perché questo “aspetto – fenomeno”, da Archimede ad oggi, non è mai stato preso in considerazione. Anzi, l’inosservanza di Newton, di conseguenza, costituisce l’originario errore al quale nel corso dei secoli, man mano si sono aggiunti gli altri fino ai giorni nostri, a partire dal 20 maggio 2019, da ultimo con la nuova definizione del Kg massa.

Questo studio è di  valenza storica e scientifica.

PER LA VALENZA STORICA

Proprio prescindendo dalla legge di attrazione gravitazionale universale di Newton, fino ad oggi applicata in modo errato, con i miei esperimenti in acqua (youtube: Armenia Santo, “Archimede esperimenti” e “nuovi esperimenti”), “bilancia naturale”, io oggi ho fatto una triplice scoperta scientifica epocale:

a) il principio teorico del galleggiamento dei corpi, come riportato da Archimede e da Stevino-Galilei, nel caso di equilibrio tra il peso del corpo e la spinta di Archimede, è nelle loro due versioni in contrasto reciproco, in quanto Archimede nella sua proposizione III prevede una sola posizione di equilibrio stabile con il corpo al di sotto del pelo libero dell’acqua, mentre Stevino e Galilei teorizzano una sola posizione di equilibrio indifferente a qualsiasi profondità;

b) sempre nel caso di equilibrio tra il peso del corpo e la spinta di Archimede, una delle infinite posizioni al di sotto del pelo libero, è posizione di equilibrio stabile e non come erroneamente ritenuto da Galilei – Stevino, fino ad oggi, unica posizione di equilibrio indifferente;

c) il peso del corpo varia al cambiare della sua posizione.

PER LA VALENZA SCIENTIFICA

Da Archimede fino a Stevino e Galilei (Newton escluso),  erroneamente, si riteneva il peso “gravezza” di un corpo  costante “immutabile” (per ragion sufficiente o per conoscenza istintiva). Pertanto tutti i predecessori di Newton avevano concluso che:

– materia e gravezza (peso) dei corpi erano proporzionali;

– la forma dei corpi non influenzava la loro gravezza.

Dopo, Newton, in forza della sua legge di attrazione gravitazionale, per cui il peso dei corpi, invece, è variabile, erroneamente, ha continuato a confermare le conclusioni di tutti i suoi predecessori, ribadendo che:

1 – peso e massa sono proporzionali;

2 – la forma dei corpi non influenza il loro peso.

Da Newton in poi, fino a oggi, oramai, sappiamo che il peso di un corpo, per essere la forza di attrazione gravitazionale della terra nei confronti del corpo considerato, varia al mutare della distanza del centro di massa (centro di gravità) del corpo dalla superficie terrestre o da un piano di riferimento.

Pertanto tutti i corpi, escluso quelli di forma geometrica regolare (sfera; cilindro equilatero o retto; poliedri regolari, esempio il cubo), al variare della loro posizione, anche se posti sullo stesso punto della superficie terrestre o da un piano di riferimento, hanno un peso variabile: la distanza del centro di massa varia con la posizione.

Questa è la mia scoperta scientifica “La forma dei corpi solidi”.

Newton, il Padre della legge di attrazione gravitazionale universale e del calcolo infinitesimale, invece, come ho già evidenziato, erroneamente ha affermato che peso e massa di un corpo sono proporzionali ed inoltre che il peso non dipende dalla forma del corpo stesso. Dopo di lui, fino a oggi, escluso me,  nessuno ha riscontrato questo errore.

Anzi, circa 40 anni fa, la Scienza ha commesso un altro errore. Mentre prima con le bilance (a bracci uguali, digitale e analogica) si misurava il peso dei corpi (misure, comunque, gravate dall’errore di non considerare gli effetti della mia scoperta scientifica “La forma dei corpi solidi”) dopo, erroneamente, si è ritenuto di misurarne la massa.

Ed ancora, “dulcis in fundo”, mentre prima fino al 20 maggio 2019, il Kg massa (1 Kg) era la massa del campione (cilindro equilatero, solo casualmente di forma regolare; prima ancora, all’inizio, ai tempi della rivoluzione francese, 1 Kg era 1 litro d’acqua “di qualsiasi forma”) di platino-iridio conservato a Sévres, ora dopo il 20 maggio 2019 (con la nuova definizione), il campione di riferimento di 1 Kg può essere di qualsiasi forma e di qualsiasi sostanza. In questo modo due campioni di 1 Kg massa, realizzati da Istituti Abilitati,  di forma diversa o di sostanza diversa, posti su una bilancia (che non misura massa ma peso) non daranno la stessa misura.

Nonostante il progresso tecnologico e scientifico, come millenni or sono, ancora, si confonde e si scambia il peso del corpo con la sua massa, commettendo errori su errori sempre più gravi.

La mia scoperta scientifica “La forma dei corpi solidi”, ancora una volta, ha anche conseguenze per la teoria della relatività generale di Einstein: vediamo perché.

Per il 2° principio della dinamica, se a corpi aventi la stessa massa, quale che sia la loro forma, applichiamo la stessa forza essi subiscono la stessa accelerazione. Pertanto concludo che la forma dei corpi non influenza gli effetti inerziali.

Proprio per questo, ne consegue che gli effetti inerziali non sono equivalenti a quelli gravitazionali, pertanto a cascata, in forza della mia scoperta scientifica “La forma dei corpi solidi”, ancora una volta è confutata la teoria della relatività generale di Einstein.

Pozzallo, lì 05/03/2020                   

Santo Armenia                                               

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