Ecco la prima immagine mai scattata sotto il pavimento del reattore nucleare di Chernobyl

Questa immagine potrebbe essere una delle fotografie più impressionanti e folle di tutti i tempi. Anche se potrebbe sembrare una Polaroid di alcuni fanghi industriali in un magazzino fatiscente, stai guardando l’epicentro del disastro nucleare di Chernobyl, che ha diffuso radiazioni letali in tutto il mondo

Conosciuto come “il piede dell’elefante”, questo impasto fuso di materiale radioattivo raffreddato, era una volta abbastanza potente da uccidere qualsiasi essere umano che si trovava in sua presenza. Anche se il suo potenziale è diminuito nel corso dei decenni, emette ancora calore e infesta le rovine della centrale elettrica con livelli pericolosi di radiazioni.

Il Piede dell’Elefante è una massa di corium, una miscela fusa di uranio, grafite, cemento e sabbia, formatasi durante il disastro nucleare di Chernobyl . Nelle prime ore del 26 aprile 1986, il reattore 4 della centrale nucleare VI Lenin, nei pressi della città ucraina di Pripyat, fu sottoposto a uno sbalzo di tensione durante un normale test di sicurezza dei sistemi. Ciò ha causato il surriscaldamento delle barre di uranio combustibile nella loro acqua di raffreddamento, generando un’immensa quantità di vapore e pressione. Questo provocò un’esplosione colossale, seguita da una seconda esplosione poco dopo, causando la formazione di materiale radioattivo nell’atmosfera e la cessazione del flusso di refrigerante che doveva raffreddare il reattore.

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Come suggerisce il termine “fusione”, questa serie di concause, generò abbastanza energia termica per fondere letteralmente il nucleo del reattore e le sue barre di combustibile nucleare. Questo inferno ha prodotto un materiale fuso che trasudava e scorreva come lava emettendo livelli mortali di radiazioni ionizzanti. Mentre la catastrofe continuava ad andare di male in peggio, questa lava mortale sciolse un buco attraverso le travi di acciaio e il cemento sotto il reattore, cadendo nel seminterrato, dove alla fine si raffreddò e si indurì.

Poco dopo il disastro, il cumulo di sostanza fusa emetteva circa 10.000 roentgen all’ora. Secondo la  rivista Nautilus , questa è una dose letale per l’uomo in 300 secondi o l’equivalente di essere fatti esplodere con milioni di raggi X del torace.

Quindi, potresti chiederti il perché o come sia possibile che ci sia un uomo nella foto proprio accanto al piede dell’elefante?

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Il ragazzo fotografato con lo slop radioattivo è Artur Korneyev (a volte tradotto come Korneev), un ispettore nucleare kazako con un oscuro senso dell’umorismo che è arrivato a Chernobyl poco dopo l’incidente. Tra gli altri, è stato incaricato del pericolosissimo lavoro di trovare il combustibile fuso e misurare i livelli di radiazione nelle viscere di Chernobyl.

“Eravamo i pionieri. Siamo sempre stati in prima line”, ha detto nel 2014 un Korneyev di 65 anni, parlando al New York Times  in una rara intervista.

L’immagine più famosa di lui e del piede dell’elefante (sopra) è stata presa nel 1996, oltre 10 anni dopo il disastro iniziale. In quel momento, il piede di Elefante emetteva circa il 10% delle radiazioni che aveva una volta. Questi livelli potrebbero ancora causare ad un uomo gravi malattie da radiazioni se avesse un’esposizione ravvicinata per circa 5 minuti, tuttavia, sembra che una lettura rapida del misuratore e uno scatto della fotocamera non siano abbastanza lunghi da provocare effetti acuti drammatici sulla salute .

Come puoi vedere, la fotografia del piede dell’elefante è granulosa, distorta e punteggiata da strani segni di sovraesposizione. Questo non è il risultato di una cattiva qualità della fotocamera, né di alcuni filtri di Instagram, è dovuto alle radiazioni che disturbano il modo in cui il rullino è stato sviluppato.

Sorprendentemente, si ritiene che Korneyev sia ancora vivo. Anche se, soffre di cataratta e altri problemi di salute a causa dei suoi frequenti scontri con forti radiazioni a Chernobyl. “Le radiazioni sovietiche sono le migliori radiazioni del mondo”, ha scherzato cupamente Korneyev.

Tratto da www.iflscience.com

Condiviso:  www.blueplanetheart.it 

 

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