Il segreto del morto a galla

Ecco come fare un figurone stando a mollo in acqua

Vi siete mai chiesti come fare perfettamente il morto a galla? Anzitutto dovete sapere che la densità media del corpo umano è quasi uguale a quella dell’acqua. I nostri tessuti, infatti, sono principalmente composti da molecole di H2O, ma ciò che fa la differenza è l’aria contenuta nei nostri polmoni. La miscela di gas che respiriamo, con una densità pari a 1,2 kg/m3, ci permette diabbassare il rapporto tra massa e volume del nostro corpo [è la legge di Archimede: se l’oggetto è meno denso dell’acqua, resterà a galla, se invece è più denso, affonderà; ndr].

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Fateci caso quando siete a mollo in spiaggia: inspirate profondamente e provate a immergervi. Quando sarete sotto il pelo dell’acqua, espirate buttando fuori l’aria e noterete che saràpiù facile rimanere immersi. Questo accade perché i vostripolmoni conterranno meno gas e la vostra densità corporea saràmaggiore. Non tutti stanno a galla nello stesso modo e vi sono diversi fattori che influenzano il galleggiamento.

Uno di questi, come è facile intuire, è la capacità dei polmoni: più aria riescono a trattenere, meno difficile sarà restare a galla. Un aspetto importante riguarda, invece la proporzione di tessuto adiposo presente nel corpo. Poiché il grasso è più leggero del tessuto muscolare e di quello osseo, una persona grassa avrà più facilità a galleggiare rispetto a una muscolosa, mentre quest’ultima sarà facilitata nei confronti di un’altra secca e ossuta.

(illustrazione: Alessandro Damin)

Una volta in acqua, il nostro corpo è sottoposto all’azione di due forze, la spinta idrostatica [quella di Archimede, ndr] e la forza di gravità. Queste due forze non agiscono negli stessi punti: la prima insiste sul metacentro, la seconda sul baricentro. In parole semplici, è come se queste due spinte fossero concentrate in quei due singoli punti. Quando siamo in posizione completamente orizzontale, però, baricentro e metacentro non corrispondono. Lagravità, infatti, tira verso il basso sul centro del bacino, perché è la parte inferiore del corpo più pesante, mentre la spinta idrostaticaspinge verso l’alto a livello del tronco, dove i tessuti sono meno densi.

Questa disparità crea un movimento che tende a farci disporre in una posizione diagonale: il bacino va giù, mentre il tronco si alza. Ma allora, come trovare la posizione perfetta? Basta un semplice trucco per far coincidere metacentro e baricentro: piegareleggermente le ginocchia e tenere le gambe sott’acqua. In questo modo il centro di massa si avvicinerà a quello di galleggiamento e le due forze insisteranno nello stesso punto, regalandoci una posizione più stabile.

 

Foto presentazione: Getty Images

Andrea gentile

Fonte:http://www.wired.it/scienza/2015/07/03/segreto-morto-a-galla/

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