Il clima pazzo porta un’ invasione di tarantole negli Urali

Il clima pazzo porta un' invasione di tarantole negli Urali
© Foto: ru.wikipedia.org/Patrick Edwin Moran /cc-by-sa 3.0
Gli abitanti degli Urali Meridionali sono presi dal panico. Nella regione sono comparse orde di temibili tarantole velenose. I ragni-lupo come sono anche chiamati questi insetti, hanno letteralmente invaso i giardini di frutticoltori. Di giorno gli aggressori si nascondono nelle tane e verso sera escono a caccia e perfino aggrediscono le persone. Gli scienziati si stanno scervellando per le cause di questa invasione inaspettata.

Foto e video con ragni-lupo compaiono regolarmente nei social network. Le tarantole della specie Lycosidae raggiungono notevoli dimensioni. Recentemente in un giardinetto della cittadina di Oziorsk negli Urali è stato catturato un gigante lungo 10 centimetri. Le tarantole non solo fanno paura, ma rappresentano un pericolo per l’uomo, dato che le loro punture sono velenose, provocano edemi e dolori forti. Fortunatamente finora non si sono registrati esiti letali, ed il pericolo più grande è per mosche e scarabei, la preda principale delle tarantole. Perciò queste ultime potrebbero risultare perfino utili per i frutticoltori, perché distruggono gli insetti nocivi. Tuttavia, trovarsi a fianco questi animali fa paura agli abitanti degli Urali Meridionali, dati che non si sa come le tarantole si siano spinte così lontano, al Nord. Il loro habitat tradizionale sono le steppe del Kazakistan. Gli insetti preferiscono il clima caldo e secco.
La questione principale sta nel clima, ritengono gli scienziati. Il motivo dello spostamento dei ragni negli Urali è il riscaldamento generale, sottolinea Vladimir Bogdanov, direttore dell’Istituto dell’ecologia delle piante e degli animali dell’Accademia Russa della Scienze, in un’intervista concessa a La Voce della Russia:
Abbiamo raccolto i dati per sette mila anni per la parte settentrionale della regione degli Urali. Negli ultimi cent’anni i ritmi dell’aumento della temperatura sono senza precedenti. Ora però evidentemente è stato raggiunto il picco ed avremo una diminuzione della temperatura. In questi 30 anni la fauna meridionale, compresi gli insetti, si è mossa sempre più al Nord rispetto alla sua area di diffusione abituale. Ciò riguarda anche i ragni.
Secondo le affermazioni dello specialista, non solo gli Urali Meridionali hanno sentito le conseguenze dei cambiamenti climatici. In tutta la regione degli Urali è stato notato il movimento della flora e fauna meridionale verso Nord. Ciò non riguarda soltanto i ragni, ma anche pesci, uccelli e perfino piccoli mammiferi. Per centinaia di chilometri oltre le zone abituali si propagano questi rappresentanti del regno animale, spiega Vladimir Bogdanov:
Zecca da encefalite, ad esempio. Non c’è mai stata nella regione di Khanty-Mansi, mentre ora vi è penetrata. La scardola che non si trovava nel bacino del fiume Ob fino a 25 anni fa, ora si trova quasi a 1000 chilometri al Nord lungo il corso del fiume. Il cedro si è propagato sulle isole con terreno irriguo del fiume Ob fino a 100 chilometri di distanza. Lo scoiattolo invece si è spinto oltre il Circolo Polare. E’ un animale già abituale nella regione di Yamal-Nenets.

Per quanto riguarda i ragni, gli abitanti degli Urali Meridionali dovranno adattarsi ai loro nuovi vicini. Gli specialisti fanno appelli alla cautela: i ragni sono velenosi. D’altronde questi “lupi” insettivori per ora non hanno morso gli esseri umani.

Di Elena Kovačič

Fonte:http://italian.ruvr.ru/2014_07_13/Gli-abitanti-degli-Urali-sono-attaccati-dalle-tarantole-8903/

 

 

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