MONDI PARALLELI E LA CONNESSIONE CON LE ABDUCTION E AVVISTAMENTI DI UFO
Molti casi di abduction e di avvistamenti UFO evidenziano le possibili capacità extradimensionali dei visitatori. Le teorie dei fisici quantistici Fred Alan Wolf e Jack Sarfatti.
Altri ancora sostengono – non per partito preso, ma per cognizione di causa – che, benchè l’origine extradimensionale degli alieni non sia certa, di sicuro essi sono capaci di viaggiare dimensionalmente, vale a dire che alcune razze definite ET provengano da diversi piani della realtà, piuttosto che da galassie lontane. Troppi, infatti, i casi in cui gli ET sembrano manifestarsi nelle case degli addotti come d’incanto, denotando l’apparente capacità di attraversare, a mo’ di fantasmiche manifestazioni – porte e finestre chiuse, o persino mura di cemento, per poi dileguarsi tranquillamente in compagnia del soggetto prelevato, alla medesima maniera. Inoltre, gli involucri, o macchine, che noi definiamo UFO, sembrano poter apparire e svanire di colpo, quasi attraversando portali dimensionali, appartenendo dunque a strani mondi, o realtà parallele, con prerogative e leggi fisiche diverse da quelle a noi note. Se pellicole e libri di fantascienza ci hanno abituato a questa terminologia, difficile chiarire si tratti solo di fantasie. Eppure, volendo “fotografare” l’idea di dimensione parallela, ci si accorge che non si tratta di fantasie, ma che tutto si basa su concreti postulati scientifici, che si esplicano nell’ambito della fisica quantistica.
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| Fred A. Wolf |
Gli studi sui campi elettromagnetici di Maxwell, risalenti alla fine del 1800 (Maxwell per primo definì la luce una radiazione elettromagnetica), furono elaborati da Max Planck agli inizi del 1900. Planck elaborò per primo la teoria dei quanti, ossia particelle elementari la cui presenza spiegava il comportamento anomalo dei campi elettromagnetici, soprattutto in relazione all’emissione discontinua di energia. Per Planck l’emissione di radiazioni non era un fenomeno continuo (il che avrebbe implicato una emissione praticamente infinita di energia), ma avveniva per piccole quantità o quantum di energia. Einstein poi, nel 1905, perfezionò questa teoria, suggerendo la natura corpuscolare dei quanti (quanti di luce o fotoni) e asserì che ogni volta che un fotone viene assorbito o emesso da un atomo, la sua energia varia della corrispondente quantità. Durante studi effettuati in tempi più recenti, si notò il comportamento
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| Jack Sarfatti |
| Spettro elettromagetico |
percepiamo un solo Universo stabile, anche se la verità è tutt’altra. Cerchiamo di capire in maniera più semplice il concetto di dimensione parallela, immaginando di avere di fronte a noi una radio: possiamo sintonizzarci su diverse bande di frequenza e ad ogni banda corrisponderà una stazione radio differente, come quando si cambia canale alla TV. Questo sarebbe paragonabile a muoversi nello spazio materiale, da un posto all’altro. Tutti i posti che visiterete saranno su quella stessa frequenza, o piano della realtà. Ora immaginate di muovere la manopola della vostra radio e di sintonizzarla per esempio su AM. Improvvisamente avrete a disposizione decine di nuove stazioni radio. In teoria, i mondi paralleli dovrebbero essere strutturati così, condividendo lo stesso spazio-tempo del nostro mondo, proprio come le onde radio FM e AM viaggiano insieme nell’etere. Quello che cambia è la frequenza. Nell’Universo ogni cosa è composta da atomi, persino l’aria. Nelle
illustrazioni scientifiche vediamo gli atomi legati tra loro da alcune asticelle dritte; si tratta solo di una rappresentazione simbolica, in realtà non c’è nulla di fisico e tangibile che lega assieme gli atomi. Quei legami sono la rappresentazione di forze o valenze, ossia di energie di vario genere che legano assieme gli atomi; un po’ come fa la gravità tra i pianeti. Quindi si tratta di energie, che vibrano ad una certa frequenza. Immaginiamo che l’energia che lega assieme gli atomi di tutti gli oggetti che abbiamo intorno abbia una frequenza che vada ad esempio da 0 a 100. Questo sarebbe il nostro mondo. E se ne esistesse un altro, con persone, animali ed oggetti esistenti tra 101 e 200 cicli vibrazionali? O tra 3000 e 4000? Avremmo diverse realtà che condividono lo stesso spazio. L’idea potrebbe essere confermata in primis dalla nostra vista, infatti la struttura ottica umana non acquisisce tutta la gamma dello spettro, ma solo le vibrazioni (anche la luce è una vibrazione!) che vanno dall’infrarosso all’ultravioletto. Sappiamo che c’è dell’altro, ma non siamo attrezzati sensorialmente per percepirlo.
Appare subito evidente che anche gli oggetti che a noi paiono solidi ed inattaccabili lo sono solo in apparenza. Poggiamo la nostra mano su un tavolo: gli atomi della nostra mano e quelli che compongono il tavolo sono talmente larghi tra loro che si dovrebbero sfiorare, facendo scivolare la mano attraverso il tavolo. Saremmo tutti una specie di fantasmi, dunque; con il disappunto che chi ha visto il film Ghost può immaginare. Ciò che lo impedisce sono proprio quei legami o valenze, che stanno tra atomo e atomo. Delle energie, dunque, ci danno l’impressione di essere solidi. E naturalmente questa energia, come qualsiasi tipo di energia, ha una sua vibrazione o frequenza. Ma cosa accadrebbe se cambiassimo (tramite una concentrazione particolare o qualche avanzata tecnologia) la frequenza della nostra energia atomica? Abbiamo ipotizzato che nel nostro mondo tutto vibra in uno spettro da 0 a 100, immaginiamo allora di portare l’energia interatomica del nostro corpo a 101 cicli, ossia fuori spettro. Le energie del tavolo e della mano non si troverebbero più sulla stesso piano della realtà, sarebbero fuori scala e l’energia della nostra mano inizierebbe a sfuggire alle leggi del nostro Continuum. A questo punto la mano attraverserebbe il tavolo. Forse è proprio così che alcuni alieni riescono ad attraversare tranquillamente pareti e porte chiuse.
Possiamo stabilire, in via del tutto teorica, che tra una dimensione X (la nostra) ed una Y (quella aliena) ci sia una dimensione cuscinetto o limbo. Possiamo ipotizzare dunque l’esistenza di tre zone: la dimensione terrestre o X, il cui ciclo di vibrazioni varia da 0 a 100, il limbo o Z, che va da 101 a 200, e la dimensione aliena o Y, che va da 201 a 300. Questo perché se non ci fosse una dimensione cuscinetto Z tra quelle X e Y, appena usciti fuori scala, ci ritroveremmo immediatamente in un altro mondo, con altre città e paesaggi alieni. Il fatto che molti rapiti provino la sensazione di attraversare le pareti e di sfuggire alle leggi fisiche del nostro Continuum, pur vedendo attorno a sé le proprie mura domestiche e i paesaggi noti, suggerisce la presenza di una dimensione Z o limbo, nella quale si sfugge tanto alle leggi fisiche dell’una che dell’altra dimensione. È concepibile che nella gamma vibratoria Z ci sia un passaggio graduale tra un piano dell’esistenza all’altro, vale a dire che esistendo la dimensione Z tra i 101 e i 200 cicli, qualora oltrepassassimo la zona media (ossia i 150 cicli), inizieremmo ad osservare i contorni del Continuum alieno Y, sempre più tangibile e reale mentre ci avviciniamo ai confini del limbo stesso, verso i 201 cicli vibratori.
centro della banca quando sta dentro e sul marciapiede una volta fuori. Facendo questo alla velocità della luce, noi avremmo l’illusione ottica di vedere due Superman, uno sul marciapiede e uno nella banca. Il nostro occhio non potrebbe percepire il salto quantico, se Superman riapparisse (moltissime volte al secondo) sempre nello stesso punto. In teoria ciò potrebbe succedere ad un essere umano, se sottoposto ad una frequenza vibratoria oscillante tra le due dimensioni. Si ritroverebbe a vivere contemporaneamente in due dimensioni diverse, facendo cose differenti e forse sviluppando con gli anni caratteristiche psicologiche disuguali. Questo però causerebbe alla
struttura cellulare umana uno stress quantico dai risultati rovinosi, che teoricamente potrebbe sfociare in combustione spontanea o schizofrenia mentale. E se tale bilocazione dimensionale avvenisse quando il corpo umano è in stato di massimo riposo mentale e fisico; ossia in stato di sonno? Si ridurrebbero i rischi di stress quantico, soprattutto perché il fenomeno sarebbe isolato nell’arco di poche ore e mentalmente il soggetto avrebbe la possibilità di concentrarsi su una vita dimensionale alla volta. Allora gli addotti vivono davvero una doppia vita in un Universo parallelo? Il fisico Fred Alan Wolf, parlando degli universi paralleli e della fisica quantistica, così si espresse: “Benchè questa teoria porti ad una bizzarra concezione del mondo, tuttavia è ancora la più soddisfacente che sia stata mai elaborata”. E probabilmente è vero.
Articolo di Pablo Ayo
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