Come fare incetta di pianeti extrasolari dalla poltrona (o quasi) di casa

Rappresentazione artistica di un pianeta gassoso gigante in formazione nel disco della giovane stella HD-100546
Rappresentazione artistica di un pianeta gassoso gigante in formazione nel disco della giovane stella HD-100546

Parte la caccia agli esopianeti tramite un recente software di nome OSCAAR. E fin qui tutto bene. Ma, considerando i vari progetti in questo campo presenti, passati, ed anche futuri, qual è la novità in questa affermazione? Semplice: si va in cerca di pianeti orbitanti intorno a stelle lontane…stando comodamente a casa!
Si, perché OSCAAR (acronimo di Open Source differential photometry Code for Amateur Astronomy Research), è un software realizzato con un contributo della NASA e disponibile in modo completamente gratuito su Internet, che permette a chiunque voglia partecipare, anche senza alcun tipo di esperienza né nell’analisi di dati come questi né nel campo dell’astrofisica in generale, di dare il suo contributo alla ricerca.

Curva di luminosità della stella CoRoT-9: il calo del flusso è dato dall'eclisse della stella da parte del pianeta CoRoT-9b, gioviano caldo, che le orbita intorno
Curva di luminosità della stella CoRoT-9: il calo del flusso è dato dall’eclisse della stella da parte del pianeta CoRoT-9b, gioviano caldo, che le orbita intorno. Credit: Nature

Per poter utilizzare OSCAAR, di fatto, un utente ha bisogno di poche cose: un telescopio, un fotorivelatore elettronico (CCD), ed un computer dotato di un software in grado di leggere i dati (generalmente la CCD presenta un programma simile, quindi non c’è di solito bisogno di scaricarne altri). Il software poi lavora da solo, analizzando le immagini ottenute. Il sistema impiegato è la fotometria differenziale. Questa tecnica sfrutta il fatto che il pianeta, transitando davanti alla sua stella, la “eclissa”: ciò che si vede nei dati è un lieve calo della luminosità della stella e questa variazione risulta evidente dalla costruzione e dallo studio della curva di luminosità della stella stessa, dove si può osservare (in caso di presenza di corpi eclissanti) una discesa del flusso luminoso che ci arriva. Per le osservazioni da terra è necessario aggiungere anche la comparazione del flusso di una stella con quello delle stelle vicine: infatti bisogna considerare anche la presenza dell’atmosfera e la sua incidenza sulla ripresa delle immagini (per fare un esempio su quanto possa essere importante questo problema, avete mai notato l’effetto di “pulsazione” delle stelle in una notte limpida? È dovuto proprio ai movimenti dei vari strati dell’atmosfera, che fanno variare [e si vede pure ad occhio nudo] la quantità di luce che ci arriva); nel caso in cui si tratti proprio di turbolenze, si avrà un riscontro anche nella variazione della luminosità delle “vicine” dell’interessata. Ma non solo.
La tecnica della fotometria ha un’applicazione estendibile a molti altri campi: nelle pause tra un monitoraggio e l’altro delle stelle, è possibile sfruttare questo programma per la costruzione delle curve di luminosità di innumerevoli oggetti, tra i quali ad esempio stelle variabili e, perché no, anche asteroidi.

http://oscaar.github.io/OSCAAR/
http://oscaar.github.io/OSCAAR/

OSCAAR è in breve diventato uno strumento attraverso il quale non solo gli osservatori grandi e piccoli, ma anche astrofili singoli, o semplicemente utenti interessati e dotati della strumentazione necessaria, possono affiancarsi ai progetti di ricerca di esopianeti quale ad esempio Kepler. E non è ancora tutto: essendo frutto di una collaborazione tra il NASA Goddard Space Flight Center, l’Università del Maryland, l’Università di Leiden e l’Obsérvatoire de Paris, questo programma è stato progettato in modo da avere un linguaggio di programmazione semplice ed accessibile a tutti gli appassionati di informatica, anche a coloro che non sono abituati all’utilizzo di Python in analisi dati (quest’ultimo si sta affermando nei vari domini di ricerca in quanto software per l’analisi totalmente gratuito, rispetto ad IDL, programma utilizzato ancora a livello mondiale, seppur a pagamento), ed è totalmente open source: ogni utente può tranquillamente apportare modifiche in modo da perfezionarlo a seconda del campo in cui lo vuole applicare. E ciò rende OSCAAR uno strumento molto versatile.
Per chi vorrebbe avere maggiori informazioni ecco il link in cui troverete tutte le informazioni:
http://oscaar.github.io/OSCAAR/
Al team di OSCAAR, buona caccia agli esopianeti!
Giulia Murtas

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