Fotovoltaico in Polonia, troppa energia solare: perché gli impianti vengono fermati
L’energia solare cresce rapidamente in Europa, ma non tutti i sistemi elettrici riescono a sfruttarla senza difficoltà. Il fotovoltaico in Polonia è un esempio emblematico: il Paese ha installato milioni di pannelli e continua ad ampliare la propria capacità produttiva, eppure in alcune giornate deve limitare l’elettricità che gli impianti potrebbero generare. Nel 2025, infatti, la quantità di energia rinnovabile tagliata ha raggiunto quasi 1,4 terawattora, circa il doppio rispetto all’anno precedente. Non significa che i pannelli siano inefficienti, ma che la rete incontra difficoltà nel gestire tutta l’elettricità disponibile nei momenti di maggiore produzione. Dietro questo paradosso ci sono centrali a carbone ancora molto presenti, consumi che cambiano durante la giornata e sistemi di accumulo da potenziare. Capire che cosa sta accadendo in Polonia aiuta a comprendere una delle sfide più importanti della transizione energetica europea.
Perché la Polonia deve tagliare una parte della produzione solare
La crescita delle rinnovabili sta trasformando il sistema elettrico polacco, ma l’aumento degli impianti non è accompagnato sempre da una capacità equivalente di assorbire tutta l’energia prodotta. Nelle giornate soleggiate e ventose, l’elettricità disponibile può superare quella richiesta dai consumatori o quella che la rete riesce a trasportare e gestire in sicurezza.
Quando succede, gli operatori possono chiedere agli impianti di ridurre temporaneamente la produzione. Si tratta di una misura utilizzata per mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta e prevenire problemi di stabilità della rete. Il fenomeno riguarda sia il fotovoltaico sia l’eolico: non tutta l’energia rinnovabile tagliata proviene, quindi, dai pannelli solari.
Quasi 1,4 TWh di energia rinnovabile tagliata nel 2025
Secondo i dati di Forum Energii, nel rapporto sul sistema energetico polacco del 2025, la Polonia ha limitato quasi 1,4 TWh di produzione rinnovabile, circa il doppio rispetto all’anno precedente. La quota maggiore dei tagli, pari al 97,8%, è stata legata a esigenze di bilanciamento del sistema elettrico, mentre la parte restante è stata associata a limitazioni della rete.
Il dato va letto nel contesto di una crescita molto rapida del fotovoltaico. Alla fine del 2025, la potenza solare installata nel Paese aveva raggiunto 25,9 GW, con un aumento del 22% rispetto al 2024 e circa 4,7 GW di nuova capacità aggiunta nell’arco dell’anno.
Anche le installazioni di piccole dimensioni hanno un ruolo importante. Secondo i dati dell’autorità polacca di regolazione dell’energia (URE) sulle microinstallazioni rinnovabili, alla fine del 2025 la Polonia contava 1.636.673 microinstallazioni rinnovabili, per una potenza complessiva vicina a 13,9 GW. Quasi tutte, il 99,9%, erano impianti fotovoltaici.
Questa espansione non significa che il Paese riesca già a fare a meno delle fonti tradizionali. Nel 2025, infatti, il carbone forniva ancora il 52,7% dell’elettricità polacca. La coesistenza tra una produzione solare in aumento e una forte dipendenza dal carbone rende più complessa la gestione dell’energia nelle ore in cui le rinnovabili producono molto.
Un altro segnale delle difficoltà del sistema è rappresentato dai prezzi all’ingrosso negativi, registrati per quasi 400 ore nel 2025, circa il doppio rispetto all’anno precedente. Questo fenomeno può indicare un eccesso temporaneo di offerta rispetto alla domanda, ma non significa automaticamente che le famiglie ricevano bollette negative.
Nel giugno 2025, per la prima volta nell’arco di un intero mese, le fonti rinnovabili hanno prodotto più elettricità del carbone in Polonia. È un passaggio significativo nella transizione energetica del Paese, ma mette in evidenza anche la necessità di adattare le infrastrutture alla nuova distribuzione della produzione.
Il ruolo del carbone e le soluzioni per sfruttare l’energia in eccesso
Il problema non consiste semplicemente nel produrre troppa energia solare. La difficoltà è far coincidere la produzione con i consumi e trasferire l’elettricità dai luoghi in cui viene generata a quelli in cui serve. Senza una rete flessibile e strumenti adeguati per conservare l’energia, una parte della produzione rinnovabile può rimanere inutilizzata.
La presenza del carbone complica ulteriormente la transizione. Le centrali tradizionali continuano a contribuire in misura rilevante alla produzione elettrica, mentre gli impianti solari ed eolici dipendono dalle condizioni meteorologiche. Gestire insieme queste fonti richiede sistemi di previsione, regole operative e infrastrutture capaci di reagire alle variazioni della domanda e dell’offerta.
Come funzionano le batterie e che cosa vuole cambiare la Polonia
Una delle soluzioni consiste nell’installare sistemi di accumulo, in particolare batterie capaci di immagazzinare parte dell’elettricità disponibile quando la produzione supera la domanda. L’energia conservata può essere restituita alla rete in un secondo momento, per esempio la sera, quando i pannelli solari producono poco o nulla.
Le batterie non sono l’unica risposta possibile. Possono contribuire anche il potenziamento delle linee elettriche, una maggiore flessibilità dei consumi e sistemi che permettano di spostare alcune attività nelle ore in cui l’energia rinnovabile è più abbondante. L’obiettivo è ridurre la necessità di limitare la produzione senza compromettere la stabilità del sistema.
Il tema è diventato centrale anche sul piano normativo. Il 20 ottobre 2026, Renata Mroczek, presidente dell’autorità polacca di regolazione dell’energia, ha chiesto maggiori possibilità di deroga alle norme europee che limitano la proprietà degli impianti di accumulo da parte dei gestori delle reti.
La direttiva europea 2019/944 sul mercato interno dell’energia elettrica, agli articoli 36 e 54, stabilisce restrizioni alla possibilità per i gestori di rete di possedere, sviluppare o gestire sistemi di accumulo, pur prevedendo deroghe in specifiche circostanze. La richiesta polacca punta a valutare maggiore flessibilità per affrontare le esigenze concrete del sistema elettrico.
Le limitazioni della produzione sono rimaste attuali anche nel 2026. Il gestore della rete polacca PSE ha disposto tagli alla produzione fotovoltaica nelle giornate del 5, 6, 9, 10 e 11 ottobre. In questi casi, gli impianti interessati possono avere diritto a una compensazione secondo le norme applicabili.
Il quadro è approfondito anche nel rapporto Energy Transition in Poland: Yearbook 2026, che analizza l’evoluzione del sistema energetico del Paese e le sfide legate alla transizione. Il quadro mostra quanto sia importante accompagnare la crescita delle rinnovabili con investimenti nelle infrastrutture e nell’accumulo. Installare nuovi pannelli è essenziale per aumentare la produzione pulita, ma non basta se il sistema non riesce a utilizzare l’elettricità quando viene generata.
Conclusione
Il caso polacco dimostra che la transizione energetica non dipende soltanto dalla quantità di energia rinnovabile installata. Il Paese ha ampliato rapidamente la propria capacità fotovoltaica, ma la rete deve ancora adattarsi a una produzione sempre più variabile e alla presenza persistente del carbone.
Il taglio di quasi 1,4 TWh di energia rinnovabile nel 2025 evidenzia il costo di questa difficoltà. Accumuli, reti più flessibili e una migliore gestione dei consumi possono aiutare a utilizzare una quota maggiore dell’elettricità disponibile, riducendo gli sprechi e rendendo più efficace la transizione energetica.
Redazione
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