Parco Ellinikon Atene: il vecchio aeroporto cambia volto con 30.000 alberi e percorsi più freschi

Parco Ellinikon Atene, il nuovo parco urbano nell'area dell'ex aeroporto

Per decenni qui hanno circolato aerei, automobili e migliaia di persone. Ora, nello stesso spazio, sta prendendo forma qualcosa di completamente diverso: un enorme paesaggio urbano fatto di alberi, acqua, sentieri e aree verdi. Il Parco Ellinikon Atene sta nascendo nell’area del vecchio aeroporto internazionale della capitale greca, chiuso nel 2001. Il progetto punta a trasformare una delle più grandi superfici urbanizzate della città in un nuovo spazio pubblico affacciato sul mare.

Il progetto comprende circa 2 milioni di metri quadrati di parco, oltre 30.000 alberi e più di 3 milioni di piante. Ma il dato più curioso riguarda il caldo. Attraverso simulazioni termiche, alcune “cool routes” sono state progettate per risultare fino a 4 °C più fresche rispetto alle aree circostanti. Non si tratta però di una temperatura già misurata sul parco completo. È una previsione progettuale che dovrà essere verificata sul campo quando la vegetazione sarà maturata.

Dal vecchio aeroporto al grande parco urbano di Atene

Il progetto dell’Ellinikon nasce dalla trasformazione dell’ex aeroporto internazionale di Atene. Lo scalo ha chiuso nel 2001 e ha lasciato una superficie enorme. L’area comprendeva piste, piazzali, edifici e altre infrastrutture.

Il nuovo parco non coincide però con l’intero progetto di riqualificazione. The Ellinikon è una trasformazione urbana molto più ampia. Interessa complessivamente circa 6,2 milioni di metri quadrati. Comprende abitazioni, strutture commerciali, impianti sportivi, servizi e altri spazi pubblici. Al centro di questa nuova area urbana ci sarà il grande parco metropolitano da circa 2 milioni di metri quadrati.

La dimensione aiuta a capire perché non si possa parlare semplicemente di un normale giardino pubblico. Il progetto di Sasaki descrive un parco di circa 243 ettari. Sarà un nuovo grande spazio pubblico per una città con molte piazze e aree verdi più piccole. Una rete di quasi 50 chilometri di percorsi dovrebbe collegare le diverse zone. Un asse pedonale di circa 2,2 chilometri collegherà invece l’area verde al mare.

Più di 30.000 alberi per trasformare una distesa di cemento

La parte più evidente della trasformazione sarà la vegetazione. Il progetto prevede oltre 30.000 alberi appartenenti a 86 specie. Le piante sono state selezionate anche per la loro capacità di adattarsi alle condizioni del sito. La scelta punta inoltre a ricostruire un ambiente più ricco dal punto di vista ecologico.

Sasaki indica una quantità superiore a 31.000 alberi e oltre 3,3 milioni di piante complessive. La scelta delle specie tiene conto della loro presenza naturale nell’area mediterranea. Vengono considerate anche l’adattamento al clima locale e le caratteristiche dei terreni dell’ex aeroporto. L’obiettivo è creare una sorta di foresta urbana. Questa dovrebbe offrire habitat e risorse a insetti, uccelli e altri animali.

Anche la provenienza delle piante fa parte della strategia. Il progetto prevede materiale vegetale proveniente dalla Grecia. È prevista inoltre una collaborazione con vivai locali. L’obiettivo è sviluppare miscele di semi e nuove modalità di produzione adatte a un intervento di queste dimensioni.

La progettazione dedica inoltre una parte consistente del parco alla cosiddetta restaurazione ecologica. Sasaki indica che circa il 70% dell’area sarà gestito secondo principi legati alla ricostruzione del paesaggio greco. Le zone con maggiore presenza umana avranno invece esigenze di manutenzione differenti. Alcune aree potranno quindi avere un aspetto più curato e urbano. Altre saranno lasciate evolvere maggiormente secondo dinamiche naturali.

C’è poi un particolare che lega il futuro al passato. Una parte delle infrastrutture dell’aeroporto non verrà semplicemente demolita. Circa 28.720 metri quadrati di calcestruzzo proveniente dalle vecchie piste e dai piazzali saranno riutilizzati nel parco. Il materiale servirà anche per pavimentazioni, sedute e muri. Alcune strutture storiche verranno inoltre conservate. Tra queste c’è il terminal progettato da Eero Saarinen.

Il risultato sarà quindi diverso dalla semplice sostituzione dell’asfalto con il prato. L’obiettivo è conservare alcune tracce della storia aeroportuale. Questi elementi saranno inseriti in un paesaggio completamente nuovo.

Alberi, acqua e simulazioni contro il caldo di Atene

Il vero esperimento del progetto non riguarda soltanto la quantità di verde. Conta anche il modo in cui questo verde dovrebbe modificare l’ambiente urbano. Atene conosce estati caratterizzate da temperature elevate e ondate di calore. Il clima mediterraneo rende inoltre particolarmente delicata la gestione dell’acqua.

Per questo il progetto mette insieme vegetazione, ombra, movimento dell’aria, acqua e disposizione degli spazi. L’obiettivo è creare un ambiente più confortevole durante le giornate più calde. In quei momenti cemento e asfalto possono raggiungere temperature elevate.

Una delle caratteristiche più interessanti sono le cosiddette “cool routes”. Sono percorsi studiati attraverso strumenti digitali. Servono a individuare le zone dove alberi, ombra e ventilazione possono contribuire a ridurre il carico termico. LAMDA Labs indica l’utilizzo del thermal mapping e di analisi CFD. Si tratta di simulazioni della dinamica dei fluidi. Servono a studiare il comportamento del calore e dell’aria all’interno del futuro parco.

I 4 °C in meno non sono ancora una misura reale

Il numero più curioso del progetto è probabilmente quello dei 4 °C. LAMDA Labs indica la possibilità di creare percorsi fino a 4 °C più freschi rispetto alle aree vicine. Il risultato dovrebbe dipendere dalla progettazione del verde e dalle condizioni microclimatiche.

Ma qui è importante fare una distinzione. Non significa che oggi sia possibile entrare nel grande parco e misurare quattro gradi in meno rispetto alla strada accanto. L’area è ancora in fase di realizzazione. Gli alberi devono inoltre raggiungere nel tempo le dimensioni necessarie per produrre l’effetto previsto. Il valore di 4 °C deriva dalle simulazioni utilizzate durante la progettazione.

La differenza non è soltanto una questione di terminologia. Un modello può indicare come determinate scelte dovrebbero modificare il microclima. Solo le misurazioni effettuate quando il parco sarà completato potranno però verificare il risultato. Lo stesso vale per la vegetazione, che dovrà raggiungere una certa maturità.

Il principio alla base dell’intervento è comunque chiaro. Gli alberi possono intercettare la radiazione solare e creare ombra. La vegetazione può inoltre modificare le condizioni locali di temperatura e ventilazione. Per questo il progetto non concentra il verde in poche zone isolate. Costruisce invece una rete di percorsi e aree verdi attraverso l’intero paesaggio.

Anche la scelta delle specie ha un ruolo importante. LAMDA Labs sottolinea l’utilizzo di specie autoctone o adattate alle condizioni locali. Il progetto prevede anche una combinazione tra alberi sempreverdi e caducifogli. L’obiettivo è ottenere ombra durante la stagione calda, mantenendo allo stesso tempo una certa flessibilità stagionale.

C’è però un’altra domanda inevitabile: come si può mantenere verde un’area di queste dimensioni in una regione dove l’acqua è una risorsa preziosa?

La risposta passa da un sistema nel quale l’irrigazione non dovrebbe dipendere principalmente dall’acqua potabile. Sasaki indica infatti che il fabbisogno irriguo del parco sarà coperto al 100% attraverso acqua recuperata. Il progetto prevede inoltre un lago di circa 1,5 ettari. La struttura deriva dalla precedente area olimpica per la canoa e il kayak. Servirà a raccogliere e conservare l’acqua piovana durante la stagione umida. Durante i periodi più secchi, l’acqua recuperata potrà compensare l’evaporazione.

È una scelta che rende il progetto particolarmente interessante. Il verde non viene pensato separatamente dal problema climatico. Viene progettato insieme alla gestione dell’acqua e al recupero delle risorse già presenti nell’area.

Conclusione

Il vecchio aeroporto di Atene sta quindi cambiando funzione senza cancellare completamente le tracce del proprio passato. Il progetto prevede oltre 30.000 alberi, più di 3 milioni di piante, chilometri di percorsi e sistemi destinati a recuperare e riutilizzare l’acqua.

La promessa più ambiziosa resta quella dei 4 °C in meno lungo alcune delle future “cool routes”. Per ora è una previsione ottenuta attraverso simulazioni. Non è ancora un risultato dimostrato sul parco completo. Saranno gli alberi cresciuti, le temperature reali e le misurazioni sul posto a dire quanto il modello abbia centrato l’obiettivo.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante dell’intervento. Ellinikon non sta semplicemente trasformando un aeroporto in un parco. Sta provando a dimostrare se una grande infrastruttura urbana possa essere ripensata per convivere con un clima più caldo. Per farlo utilizza ombra, vegetazione, acqua recuperata e materiali già esistenti. Dove un tempo servivano piste per gli aerei, il progetto prova a costruire un luogo pensato soprattutto per le persone.

Redazione

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