Sicurezza e sostenibilità. Le smart city alla sfida 2024

sostenibilità

Un urbanesimo intelligente, viene definito così l’obiettivo delle smart cities, le città intelligenti ma soprattutto sicure e sostenibili. Per raggiungerlo, però, serve una nuova prospettiva etica, che guardi sia all’implementazione di questi nuovi strumenti che ad una regolamentazione, rigorosa e adeguata.

È questo il mantra che arriva dallo Smart City Expo, l’evento andato in scena a fine 2023 che ha fatto il punto della situazione e che ha dettato la linea per il futuro delle nostre città. Questi gli argomenti trattati: le Enabling Technologies, l’energia e l’ambiente, la Governance industriale, la Mobility, Living &Inclusion, l’Economia, Infrastructure& Buildings, Safety& Security. Argomenti centrali per capire quale sarà il domani delle città intelligenti.

La battaglia della sostenibilità

La prima parola chiave, come dicevamo, è quella della sostenibilità. È in questo senso che si devono leggere i modelli di predizione del traffico oppure i metodi di pianificazione urbana per creare città meno inquinanti, in grado di produrre energia pulita da fonti rinnovabili, magari investendo anche sulla mobilità condivisa, il car sharing, o i trasporti elettrici, green e sostenibili, con veicoli alimentati a idrogeno o a batteria, per un sistema e una logistica urbana a zero emissioni.

Sembrano parole difficili, progetto troppo grandi e irraggiungibili e invece, in qualche modo, sono già realtà. Sono tanti i settori del presente che hanno investito fondi, tempo ed energia sulla sostenibilità delle smart technologies: dal gaming ai trasporti, dalla sanità alle start up, mettere il rispetto dell’ambiente e del pianeta al primo posto vuol dire anche offrire un servizio in più ai propri utenti, che possono così scegliere quell’azienda non solo per il prodotto, ma anche per l’ottica e la visione che è dietro di esso.

Una nuova attenzione all’acqua

Gli ultimi report sull’emergenza climatica hanno poi lanciato l’allarme sull’approvvigionamento idrico, un tema di cui si parla sempre troppo poco e che rischia di esplodere con maggiore violenza nel 2024. L’acqua è infatti distribuita in maniera non omogenea sulla faccia della terra ed entro il 2050 si prevede che oltre 5 milioni di persone vivranno in aree scarsamente idriche. Per questo rafforzare le alleanze e creare nuove strategie di gestione dell’acqua nelle città sarà fondamentale. Come sarà possibile? Riducendo gli sprechi, magari implementando la domotica e la gestione della casa e dell’ufficio con l’Intelligenza Artificiale, ma anche investendo sul verde urbano, in grado non solo di migliorare la qualità dell’aria, di abbassare le temperature, ma anche di combattere la dispersione idrica.

Tutto questo sarà possibile grazie all’utilizzo della tecnologia, una tecnologia nuova che entrerà ancora di più nella vita delle persone e che sarà in grado di cambiarla in meglio.

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