Identificata regione cerebrale in grado di indurre il “letargo”: la scoperta potrebbe portare all’animazione sospesa e a un miglior recupero dalle malattie

Due team di esperti sono giunti a conclusioni simili: a seguito della scoperta, “un giorno potrebbe essere possibile manipolare le sensazioni di sonno e indurre l’animazione sospesa”

Identificata una regione nel cervello capace di indurre una specie di letargo nei topi e, forse, negli esseri umani. È quanto emerge da due studi indipendenti pubblicati sulla rivista Nature e condotti rispettivamente dagli esperti dell’Universita’ di Tsukuba, in Giappone e della Harvard Medical School, a Boston, che hanno raggiunto una conclusione simile, scoprendo una zona cerebrale in grado di indurre un letargo temporaneo e naturale su delle cavie da laboratorio. “Abbiamo innescato una specie di animazione sospesa nei topi, che solitamente non vanno in letargo. Se riuscissimo a dimostrare che la stessa area cerebrale negli uomini provoca gli stessi effetti sarebbe possibile immaginare una serie di applicazioni per la scoperta, dalla progettazione di viaggi interstellari piu’ sicuri al miglioramento dei tassi di recupero a seguito di una particolare condizione clinica“, spiega Takeshi Sakurai, dell’Universita’ di Tsukuba.

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Gli scienziati giapponesi hanno identificato la zona cerebrale che nei topi induce il torpore e che, se inibita, provoca assenza di sonno. “Indurre uno stato simile al letargo potrebbe essere utile come condizione clinica, o per aiutare i pazienti in situazioni particolari. Gli animali infatti durante il letargo tendono ad abbassare la temperatura corporea per impedire il dispendio di energie durante i periodi con scarsa disponibilita’ di cibo”, prosegue l’esperto, aggiungendo che alcune ricerche precedenti hanno dimostrato che il sistema nervoso centrale svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del letargo.

Nonostante i meccanismi precisi della pratica non siano stati ancora compresi del tutto, secondo gli autori, questo studio potrebbe aiutare a fornire importanti risposte. Il team giapponese ha eseguito esperimenti sui cosiddetti neuroni Q, responsabili della riduzione nella temperatura corporea e di una serie di funzioni, compreso il metabolismo. “Questi neuroni possono essere attivati sinteticamente grazie all’uso di sostanze chimiche o di particolari condizioni di luce. Non abbiamo osservato alcun effetto collaterale, ne’ danni ai tessuti o agli organi a seguito dello stato di ibernazione indotta“, afferma Sakurai.

Gli esperti americani hanno invece identificato la regione all’interno dell’ipotalamo che nei topi e’ responsabile del torpore e dimostrato il ruolo dei neuroni bloccandone l’attivita’ e impedendo cosi’ la sensazione di sonno negli animali. “Questi risultati ci aiutano a comprendere i processi neuronali che regolano gli stati di letargo, ma non solo. La regione interessata potrebbe essere presente anche in altri mammiferi, per cui potrebbe essere un giorno possibile manipolare le sensazioni di sonno e indurre l’animazione sospesa“, conclude Sakurai.

Beatrice Raso

Foto: www.meteoweb.eu

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