Le “olimpiadi” della superstizione: scaramanzie ed esorcismi dei campioni dello sport

Diversi personaggi celebri del mondo dello sport nel corso del tempo sono diventati famosi per via di alcuni rituali superstiziosi che hanno accompagnato la loro carriera agonistica. Non c’è disciplina immune da questo genere di scaramanzie e dal calcio al motociclismo sono tanti gli sportivi che in un modo o nell’altro cercano di attirare il favore dei numi e allontanare la cattiva sorte attraverso abitudini apotropaiche e amuleti.
Nel mondo del calcio ad esempio è rimasta celebre l’acqua santa di Giovanni Trapattoni. Il tecnico della nazionale italiana di calcio ai mondiali di Giappone e Corea del 2002 cercò di attirarsi il favore della santissima trinità aspergendo la panchina e i suoi giocatori con il liquido benedetto. Un escamotage che tuttavia non riuscì a scongiurare le folli decisioni dell’arbitro Byron Moreno che condannarono la selezione azzurra del Trap all’eliminazione negli ottavi di finale contro i padroni di casa della Corea.

In molti ricorderanno i cappellini portafortuna di Serse Cosmi e i calzini abbassati alla caviglia di Omar Sivori, non tutti forse avranno presente le macumbe del portiere del Camerun Thomas N’Kono che nel corso della Coppa d’Africa del 2002 sotterrò una statuina voodoo vicino alla porta avversaria del suo collega del Mali nel tentativo di avviare una fattura che avrebbe dovuto propiziare la vittoria camerunense della competizione. Il complotto magico venne scoperto, N’Kono venne arrestato ma il Camerun vinse poi quella Coppa d’Africa. Prova che la magia a volte può davvero fare miracoli del resto anche Niels Liedholm, storico allenatore della Roma dello scudetto negli anni ’80, consultava regolarmente prima di ogni partita il mago Mario Maggi per risolvere dubbi di formazione e chiedere vaticini sull’esito delle partite.
Anche il mondo del poker non è immune da questo genere di superstizioni si pensi che campioni del calibro di John Hesp non si cambiano mai di vestito durante i tornei e che un altro asso del circuito come Sebastian Sorensson indossa sempre la stessa sciarpa dei Miami Dolphins (il suo amuleto gli ha portato il soprannome di uomo sciarpa).

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A proposito di esorcismi legati all’abbigliamento si pensi che Max Biaggi ha indossato sempre la stesso paio di mutande nel corso della sua intera carriera nel moto mondiale. Anche il suo storico rivale Valentino Rossi è molto legato ai suoi rituali di “vestizione” pre-gara e tutt’ora segue sempre la stessa sequenza nel mettersi casco, guanti, tuta e soprattutto il suo paio di calzini fortunati.

Nel tennis il portabandiera della scaramanzia è Rafa Nadal, che non entra in campo se 45 minuti prima non ha fatto una doccia gelata. Prima di lui era stato Bjorn Borg a fare scuola in tema di superstizioni. Il celebre tennista prima delle sue partecipazioni ai tornei di Wimbledon non tagliava mai la barba presentandosi in campo con un look incolto e indossando sempre la stessa maglietta fortunata della Fila. Anche la campionissima Serena Williams ama “influenzare il caos” con alcuni rituali che prevedono la sistematica presenza in campo delle sue ciabatte da spogliatoio e una sequenza numerica di palleggi sempre identica nelle prime battute (5 rimbalzi alla prima e 2 rimbalzi alla seconda). Nel basket sono rimasti memorabili i pantaloncini magici di Michael Jordan, un paio di sgangheratissimi shorts della squadra di basket dell’università che la stella dell’NBA non mancò mai d’indossare sotto alla divisa ufficiale della sua squadra da professionista anche nelle giornate più calde.

Il lanciatore dei Metz Turk Wendell era un fanatico della scaramanzia. Quando si presentava sul diamante indossava sempre una collana con denti di animali selvatici da lui stesso cacciati e masticava avidamente liquirizia mentre usava lavarsi regolarmente i denti nelle pause tra gli inning. Il numero fortunato di Wendell era il 99, la sua fu quasi un’ossessione numerica che nel corso della sua carriera lo portò a chiedere alla dirigenza dei Metz un contratto di 9.999.999,99 per onorare questa sua stravaganza scaramantica. Nel nuoto è invece celebre il dito medio di Santo Condorelli, la promessa del nuoto italiano che prima di entrare in vasca rivolge questo gesto verso gli spalti in direzione del padre, suo allenatore e primo tifoso che risponde alzando a sua volta il medio. Un rito che va avanti da più di 13 anni e che ha portato al giovane nuotatore diversi successi e una discreta notorietà a livello mediatico, mandare a quel paese la malasorte a volte aiuta.

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