L’età biologica non sempre corrisponde all’età anagrafica: ora un test la stabilisce senza ombra di dubbio
“Quanti anni mi dai?” è il quesito più difficoltoso che di frequente si presenta nelle conversazioni fra conoscenti: il pericolo gaffe è dietro l’angolo e da una certa età in poi, azzeccare è effettivamente improbabile .Benché l’età sia un numero ci sono molteplici varianti che si possono presentare:l’età anagrafica spesso non corrisponde a quella percepita e il nostro viso (o il nostro corpo) possono rivelare storie diverse.
La ricerca scientifica ci viene incontro con un test dal risultato inconfutabile, a dirci quanti anni abbiamo: e non è detto che siano gli stessi che risultano dalla carta d’identità.
Il test si chiama bioage ed è stato realizzato da GEK Group: analizza l’estensione dei telomori, un orologio biologico del corpo umano, stimando quanto rapidamente stiamo invecchiando. Con il tempo, a causa dell’invecchiamento, i cromosomi si accorciano: se però lo fanno prima rispetto all’età anagrafica, si può correre ai ripari.
Il test ha lo scopo di evitare l’accorciamento dei telemori per rimanere giovani “dentro” il più a lungo possibile. Una volta ottenuto il risultato vengono fornite delle linee guida personalizzate per ripristinare la propria età biologica ed evitare la comparsa di malattie, dovute particolarmente all’affaticamento, a una alimentazione non corretta o all’assenza di attività fisica, che sono le tre cause principali di invecchiamento prematuro.
Il bioage test si fa con il prelievo di sangue sul polpastrello e i risultati si hanno in circa tre settimane : una sorta di faceapp scattato da all’interno , che mostra l’effettivo stato della nostra “anzianità”!
Anteprima:Allegoria dell’immortalità, dipinto di Giulio Romano, 1540 ca
