All’assalto dell’Area 51

È partito come un gioco, rischia di trasformarsi in un problema serio. L’iniziativa lanciata su Facebook da un ragazzo australiano per invadere in massa la famigerata Area 51, nel deserto del Nevada, ha raccolto in pochi giorni centinaia di migliaia di adesioni. Mentre scriviamo, ha superato quota 900.000. La quantità impressionante di persone – almeno nelle intenzioni- pronte a presentarsi all’appuntamento il prossimo 20 settembre ha messo già in allarme il Governo americano.

Tutto è nato da un post, nel quale Jackson Barnes  ha creato l’evento “Storm Area 51, They can’t stop All of Us”, ovvero “Assalto all’Area 51, non ci possono fermare tutti”. Nel testo, indica come luogo di ritrovo il punto di partenza dei tour per i turisti “dell’altro mondo”, l’Alien Center, per poi coordinare le modalità d’ingresso. “Se corriamo  come Naruto, saremo più veloci delle loro pallottole”, si legge. Naruto è un ninja dei Manga giapponesi, che corre con la testa in avanti e le mani dietro alla schiena per essere imprendibile. “Fateci vedere gli Alieni”, termina il messaggio.

Da decenni, la struttura che fa parte del complesso della Nellis Air Force Base, vicino a Groom Lake, è infatti al centro di sospetti, illazioni e misteri. I teorici del complotto sono certi che da queste parti siano passati- o siano tuttora celati- i rottami degli UFO precipitati sul suolo americano e i resti dei loro occupanti. Insomma, i corpi di creature extraterrestri. Dentro questi hangar inavvicinabili e nei labirinti che si estendono sotto terra, in profondità, verrebbero poi condotte ricerche per sviluppare nuove tecnologie ricavate dalle strumentazioni presenti sulle astronavi aliene- la cosiddetta ingegneria inversa.

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NELLA ZONA MILITARE L’INGRESSO È SEVERAMENTE VIETATO Credito fotografico: UNILAD

Ad alimentare  quella che per molti è solo una leggenda, sono stati non solo libri, film e serie tv , ma anche la segretezza che ha sempre ha avvolto l’Area 51. Il Governo americano non ne ha mai ammesso l’ esistenza, fino a quando nel 2013 sono stati declassificati alcuni documenti della CIA nei quali si faceva espressa menzione di questa struttura militare del Nevada. Ovviamente non come nascondiglio per dischi volanti, ma come installazione per testare i velivoli sperimentali. Ad esempio, gli U-2 e i B-47 negli anni ’50 del secolo scorso e il misterioso aereo del progetto Aurora oggi. Eppure, c’è chi pensa che ci sia molto di più.

Ecco perché l’ invito di Jackson Barnes è stato accolto al volo da tanti entusiasti utenti di ogni parte del mondo, che hanno dato la loro adesione e condiviso il post. Ma adesso cosa accadrà? Daranno seguito alla promessa e accorreranno il 20 settembrea Amargosa Valley, ad un’ora di auto da Las Vegas, per il mega-raduno degli appassionati di X-File con invasione della base annessa? Difficile fare previsioni, ma di certo è un’eventualità che l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti sta seriamente prendendo in considerazione, alla luce del commento rilasciato dalla sua portavoce al Washington Post.

UN’IMMAGINE SATELLITARE DELL’AREA 51

“L’Area 51 è un centro di addestramento in attività per l’Air Force e scoraggeremmo chiunque dal cercare di entrare in un’area nella quale addestriamo le forze armate americane. L’USAF è sempre pronta a proteggere l’America e le sue risorse”, ha detto Laura McAndrews. Alla domanda del quotidiano se sia già stato predisposto un piano di intervento o siano previste specifiche procedure di sicurezza per arginare l’orda di curiosi, la portavoce ha ovviamente evitato di entrare nei dettagli.

Insomma, i vertici militari seguono con attenzione la vicenda e i suoi sviluppi. Da parte sua, il buontempone australiano ha subito messo le mani avanti, spiegando nel post: “P.S. Ciao Governo degli Stati Uniti, questo è uno scherzo e non ho davvero intenzione di proseguire con questo piano. Ho solo pensato che sarebbe stato divertente e mi avrebbe assicurato un po’ di like su Internet. Non sono responsabile se la gente poi decide di assaltare sul serio l’Area 51.”

NEL DESERTO DEL NEVADA ANCHE LE AUTOSTRADE SONO EXTRATERRESTRI…

In passato, coloro che si sono avventurati oltre i cartelli che vietano l’ingresso sono stati fermati dalle guardie di sicurezza in pattuglia 24 ore al giorno e poi sono stati condannati a pagare 650 dollari di multa. Ma se davvero davanti a quei cancelli dovessero presentarsi centinaia di migliaia di persone, contenerle tutte non sarebbe semplice. Non è escluso l’uso della forza, come prevede la legge. Quanti agenti e quali mezzi potrebbero servire per frenare una folla, per quanto pacifica, pronta a catapultarsi verso i cancelli sbarrati? La speranza è che lo scherzo non diventi qualcosa di tremendamente grave.

Sabrina Pieragostini

Fonte: www.extremamente.it 

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