Investimenti finanziari, per gli investitori a basso capitale vale la regola della diversificazione?

Dopo l’ondata di crisi finanziaria che ha colpito il mercato europeo e mondiale, gli investitori più attenti hanno subito capito l’importanza di diversificare con ancora più cura il proprio portafogli azionario, alla luce delle prospettive maggiori di rischio e di opportunità meno sicure di profitto.

 

Diversificare il proprio portafoglio azionario è un’operazione imprescindibile per l’imprenditore ambizioso e tale processo non è affatto semplice: tra i fattori da tenere in conto c’è il capitale disponibile per l’investimento, che naturalmente influenza quanto si è propensi al rischio, e il rendimento target che si vuole ottenere.

 

Ipotizziamo di voler investire una somma pari a 20’000 euro e di dover pianificare la diversificazione del portafoglio azionario.

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Come ritroviamo anche su Investire24.it, La prima opzione da considerare è l’acquisizione di obbligazioni zero coupon, emesse a sconto e quindi sotto la pari: il profitto si realizza in virtù della

differenza tra il valore di rimborso alla pari e il prezzo pagato per l’acquisizione.

 

Una manovra di questo tipo però non produce un profitto costante nel tempo, ma un guadagno in un’unica soluzione al momento del rimborso o della vendita.

 

Ripiegando su bond convenzionali si può puntare a costruirsi un rendimento nel tempo di tutto rispetto: in tal caso la necessità di diversificare il portafoglio si può anche abbinare bene alla ricerca di titoli basati su valute che non siano l’euro, magari al momento deboli ma per le quali si pronostica un rafforzamento in futuro.

 

Alla luce di quanto sin qui premesso, si può supporre ad esempio di ripartire la quota di 20’000 euro, investendo 5’000 euro in ciascuno dei 4 titoli elencati in seguito, che sembrano essere particolarmente promettenti rispetto alla situazione finanziaria attuale:

  • Etf Ishares Eu High Yld Corp Bond (Isin IE00B66F4759): questo Etf si riferisce all’indice Markit Iboxx Euro Liquid High Yield, che misura l’andamento delle obbligazioni “non investement grade” (quindi High Yield) denominate in euro più liquide, emesse sia nell’eurozona sia al di fuori di essa.
  • Bond Imi Opera I Tasso fisso 5,2% Settembre 2019 Nzd (Isin IT0005045247): un titolo in dollari neozelandesi abbastanza liquido su Borsa Italiana, che distribuisce rendimento nel tempo.
  • Bond Bei (Eib) Tasso fisso 8.5% Luglio 2019 Try (Isin XS0995130712): il titolo in lire turche ha registrato un ottimo rimbalzo dall’inizio dell’anno, quando quotava sui 93 Try. E’ salito oltre 97 e garantisce quindi ancora un rendimento maggiore rispetto alla cedola dell’8,5%. La valuta è però una delle più volatili nel contesto delle emergenti. Taglio minimo 1.000 Try = 311 euro.
  • Bond Bei (Eib) Tasso fisso 6% Ottobre 2019 Zar (Isin XS0848049838): sul rand sudafricano è possibile ottenere rendimenti nominali superiori al 6% di questo Bei. Che ha però il vantaggio di prezzare nettamente sotto la pari (sui 93 Zar), con una certa volatilità, riscontrabile pure sulla relativa valuta. Taglio minimo 5.000 Zar = 309 euro.

Angelo Vargiu

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