Le eco-lampade per il risparmio energetico

Un tempo erano le lampadine con il classico filo ad incandescenza, una sorgente di luce che impegnava ingenti quantità di energia, molta della quale dispersa in calore.

Poi, con la crescente attenzione per l’ambiente e il contenimento dei consumi, sono progressivamente arrivate sul mercato nuove tipologie lampadine che hanno consentito di abbattere progressivamente il consumo di energia elettrica.
Le prime a fare comparsa sono state le lampade alogene, una fonte di illuminazione che, seppur ancora molto dispendiosa, poteva garantire una spesa energetica maggiore rispetto alla tradizionale lampada ad incandescenza.

L’evoluzione tecnologica ha consentito di immettere sul mercato forme ancor più parsimoniose nei consumi. Sono così comparse sugli scaffali dei supermercati e dei negozi specializzati le lampade a fluorescenza, dalle forme e fogge innovative. Torciglioni arrotolati, bulbi di consistente diametro sono così entrati nelle nostre case.

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Non tutti però sembrano d’accordo sui benefici conseguenti all’impiego di queste lampade. Se i vantaggi in termini di risparmio energetico sono infatti evidenti, altrettanto unanime non è invece il parere circa la dannosità per l’uomo e per l’ambiente.
Nel mirino dei critici, si trovano in particolare modo le lampade a fluorescenza. In particolare sotto accusa viene posto uno dei componenti necessari per la loro costruzione: il mercurio.
Secondo alcuni, le lampade a basso consumo comporterebbero un maggior costo per l’ambiente, sia in fase di produzione, ma soprattutto al termine del ciclo di vita del prodotto. Infatti, è complesso lo smaltimento di un prodotto così delicato per l’ambiente, senza contare il rischio collegato per tutte quelle situazioni in cui le lampadine esauste potrebbero non essere smaltite correttamente.

Questo non è tuttavia il solo aspetto critico sollevato. Coloro che criticano le lampade a fluorescenza sollevano infatti anche critiche inerenti le conseguenze che questi prodotti sembrerebbero avere sulla salute dell’uomo.
Queste lampade per funzionare hanno bisogno infatti di un voltaggio minore a quello erogato dalla rete elettrica nazionale, tradotto significa che hanno al loro interno un piccolo trasformatore, il cui funzionamento sembrerebbe emettere onde elettromagnetiche, esponendo così le persone ad una forma di illuminazione elettrica molto più carica di radiazioni elettromagnetiche, rispetto a quanto non potessero fare le tradizionali lampadine ad incandescenza. Uno studio americano indica un rischio di cancro, collegato alla costante esposizione a questo tipo di sorgente luminosa, più alto di ben cinque volte.
Inoltre, le lampadine normalmente non sono dotate di un guscio protettivo in grado di filtrare i raggi ultravioletti, dannosi per la pelle, gli occhi e responsabili anche di provocare tumori della pelle.

L’evoluzione tecnologica non si è tuttavia fermata ed ha prodotto le lampade a LED, una forma di illuminazione ancora più efficaci e, di conseguenza, ancora più economica che utilizza diodi a emissione luminosa (tecnologia che ha meritato nel 2014 il Premio Nobel per la Fisica).

LED è l’acronimo di Light Emission Diode, un componente elettronico in grado di produrre luce essi attraversato da una debole corrente elettrica che disperde una bassissima quantità di energia sotto forma di calore,

La principale caratteristica di una lampadina composta da lettera riguarda suo rendimento energetico, infatti un LED della potenza di 1W in grado di generare tanta energia luminosa quanto quella emessa da una tradizionale lampadina da 6W. Questo non costituisce l’unico vantaggio, infatti un LED è apprezzabile anche per la sua durata nel tempo, pari a sei volte quella di una lampadina.
Il risparmio energetico viene così posto al primo punto dell’agenda sia da parte dei consumatori, che da parte delle istituzioni.
L’Unione Europea ha infatti dato un termine di tre anni, prima che il mercato possa dire definitivamente la parola addio alle lampadine meno economiche e meno ecologiche.
Tuttavia niente toglie che i consumatori, per ragioni di portafoglio, decidano di sostituire l’intero parco di lampade di casa propria anche prima della data prevista per legge del 2018. Il vantaggio per il portafoglio sarebbe immediato e ben evidente fin da subito. Per convertire il palco luce della vostra abitazione a LED potete consultare questo sito dove poter richiedere un preventivo gratuito e stimare il risparmio potenziale. Sebbene molto più care in fase di acquisto, questo tipo di prodotti sembra infatti superare tranquillamente tutte le controindicazioni rilevati a carico delle “cugine” a fluorescenza.

Se vogliamo trarre una conclusione complessiva, sulla base di tutti gli elementi ad oggi disponibili, per compiere una scelta consapevole nel momento in cui andiamo a mettere una lampadina in casa, probabilmente orientarsi sulla tecnologia a LED potrebbe essere la soluzione. Inizialmente un pochino più cara, ma con benefici successivi sul portafoglio, sulla salute e sull’ambiente.

L.P.

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