Inizia l’invasione di piante infestanti in Antartide

antartide mappa piante infestanti
L’Antartide potrebbe sembrare il continente più desolato e privo di vita del pianeta, ma la realtà dei fatti è ben diversa: sebbene la biodiversità non sia paragonabile a quella di qualunque altra terra emersa, in Antartide vivono pulci, vermi, tardigradi, pennuti e qualche vertebrato terrestre.
Senza contare che ogni anno l’Antartide è visitata da circa 30.000 esseri umani, per la maggior parte ricercatori provenienti dalle più disparate università del mondo decisi a scoprire di più sul continente più misterioso della Terra.
Anche l’Antartide è ormai “globalizzato”, e le prime conseguenze della relativamente semplice raggiungibilità dei ghiacci polari meridionali stanno iniziando a manifestarsi con l’invasione di migliaia di specie aliene al continente.
Il clima antartico è così rigido da permettere a ben poche piante di sopravvivere ad un solo inverno nell’entroterra: il suolo contiene pochi nutrienti, le temperature sono terribilmente sotto allo zero, e l’umidità è estremamente bassa in un mondo ricoperto di acqua ghiacciata.
Il risultato è che le piante hanno avuto poche possibilità di diversificarsi e diffondersi: in Antartide si trovano per lo più muschi e funghi (che dominano circa il 2% della superficie emersa dell’Antartide), e solo due piante da fiore che crescono e si riproducono nello spazio di qualche settimana, sfruttando il disgelo estivo.
Le piante in questione sono la Colobanthus quitensis e la Deschampsia antarctica, che sembrano trovare particolarmente utile l’emissione di azoto innescata dalla torba, come dimostrerebbe una ricerca di Davey Jones della Bangor University.
“Le piante hanno bisogno di azoto per prosperare. Sulle coste antartiche, la maggior parte dell’azoto è bloccato nella materia organica che compone il terreno, che si è decomposta molto lentamente in quelle condizioni così fredde”.
Durante i mesi più caldi, la Penisola Antartica e alcune isole più settentrionali perdono la loro calotta ghiacciata e si colorano di verde grazie alla rinascita di piante, muschi e funghi, che ottengono una razione maxi di nutrienti dalla decomposizione della torba.
antartide poa annua
Il disgelo della Penisola Antartica è un fenomeno del tutto naturale, ma le temperature locali in aumento stanno provocando estati sempre più lunghe e calde, consentendo alle uniche due piante native di colonizzare nuove terre antartiche grazie all’abbondanza di nutrienti, e aprendo la strada a numerosissimi intrusi mai esistiti in Antartide prima di qualche anno fa.
Una nuova ricerca pubblicata da Proceedings of the National Academy of Sciences ha mappato i “punti caldi” delle piante invasive, regioni dell’Antartide in cui le specie vegetali non locali sembrano aver trovato terreno fertile per prosperare.
Ma come hanno fatto queste specie a raggiungere il più remoto continente del pianeta? C’è ovviamente lo zampino dell’essere umano: Steven L. Chown, ricercatore della Stellenbosch University e autore della ricerca, ha analizzato e mappato la distribuzione e la provenienza di oltre 2.600 piante che hanno raggiunto l’Antartide tra il 2007 e il 2008, scoprendo che l’impatto umano è il principale responsabile dell’introduzione delle specie aliene sul suolo polare.
Ogni visitatore degli oltre 30.000 che visitano l’Antartide ogni anno ha trasportato quasi 10 semi alieni all’ecosistema antartico, un numero sufficiente a creare diverse popolazioni stabili di piante non locali nella Penisola Antartica.
La Poa annua, una pianta infestante molto diffusa, è la specie che per prima ha esplorato il continente. E’ stata introdotta in Antartide oltre 25 anni fa e ha attecchito nei pressi delle stazioni di ricerca; ma nel 2011, un team di biologi polacchi ha riferito di averla avvistata a quasi 2 km di distanza dalle posizione precedente, nei pressi di una postazione scientifica sul ghiacciaio di King George Island.
La Poa annua potrebbe essere stata la prima nuova pianta vascolare (che dispone di un sistema di canali per il trasporto di nutrienti) a crescere in Antartide 5.000 anni dopo l’arrivo della C. quitensis e della D. antarctica. Probabilmente, non sarà nemmeno l’ultima, visto il ritmo con cui vengono trasportati nuovi semi sul continente e le passate esperienze con le piante infestanti di tutto il mondo.

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