Quanto usano i contanti gli italiani? I dati di Bankitalia
Le banconote continuano a essere una presenza abituale nella vita quotidiana degli italiani, ma il modo di pagare sta cambiando. Secondo una recente indagine della Banca d’Italia, circa un consumatore su quattro ha rinunciato completamente al denaro fisico e preferisce utilizzare carte e altri strumenti elettronici. Questo, però, non significa che il contante sia destinato a scomparire nel breve periodo. Per capire quanto usano i contanti gli italiani, bisogna osservare le diverse abitudini di pagamento e non fermarsi a una singola percentuale. Lo studio individua cinque profili di consumatori, che si distinguono per età, reddito, istruzione e rapporto con le tecnologie. Ne emerge un quadro interessante: disporre di strumenti bancari non significa utilizzarli tutti, così come pagare senza banconote non equivale necessariamente a essere più tecnologici.
Quanto usano i contanti gli italiani secondo la Banca d’Italia
L’indagine della Banca d’Italia restituisce un quadro articolato delle abitudini di pagamento nel nostro Paese. Il gruppo più numeroso, che rappresenta il 50,2% dei consumatori, è quello dei tradizionalisti: persone che utilizzano contanti e carte nei negozi fisici, ma ricorrono poco ai pagamenti tramite smartphone e agli acquisti online. All’estremo opposto si trovano i digital-only, che costituiscono il 24% del campione e utilizzano esclusivamente strumenti elettronici.
Tra queste due categorie si collocano altri profili, caratterizzati da una maggiore apertura alle tecnologie oppure da una preferenza più marcata per il denaro fisico. La classificazione permette così di capire perché la diffusione dei pagamenti elettronici non proceda allo stesso ritmo per tutti.
La ricerca, presentata dalla Banca d’Italia, si basa su una profilazione dei consumatori che considera le loro abitudini e l’impiego di strumenti di analisi dei dati. Non si tratta, quindi, di una semplice divisione tra chi paga in contanti e chi usa la carta, ma di una classificazione che tiene conto anche del ricorso ai servizi bancari digitali e delle diverse modalità di acquisto.
I cinque profili di pagamento: chi usa banconote, carte e strumenti digitali
Il gruppo più numeroso è quello dei tradizionalisti, che rappresentano il 50,2% dei consumatori. Utilizzano contanti e carte per gli acquisti nei negozi, ma fanno un ricorso limitato allo smartphone e agli acquisti online. Non sono necessariamente estranei al sistema bancario: dispongono generalmente degli strumenti necessari, ma preferiscono modalità di pagamento che conoscono bene.
I digital-only, pari al 24%, hanno invece abbandonato il contante. Pagano con carte, portafogli digitali e altri strumenti elettronici. Questa scelta, tuttavia, non implica automaticamente l’utilizzo delle tecnologie più innovative. Per molti consumatori, una carta tradizionale è ancora sufficiente a gestire le spese quotidiane.
I well-connected costituiscono il 14,6% del campione. Si distinguono per la varietà degli strumenti utilizzati: alternano contanti, carte, pagamenti tramite smartphone e acquisti online. In questo gruppo si registra una presenza relativamente elevata di giovani, persone con redditi più alti e individui con livelli d’istruzione superiori alla media.
I cash lovers rappresentano il 6,6% dei consumatori. Preferiscono affidarsi alle banconote, per scelta personale oppure per difficoltà nell’accesso agli strumenti digitali. Tra loro sono più presenti gli over 65, le persone con redditi bassi e chi possiede livelli d’istruzione inferiori.
Chiude la classificazione il gruppo dei bank-tech skeptics, pari al 4,6%. Questi consumatori utilizzano contanti e carte prepagate, ma mostrano diffidenza verso alcune tecnologie bancarie. Il gruppo è particolarmente rappresentato nel Sud Italia e comprende una quota rilevante di persone anziane e non occupate. Tra gli aspetti che possono influenzare le loro preferenze figurano la tutela della privacy e la possibilità di effettuare pagamenti anche senza connessione.
Giovani, anziani e pagamenti digitali: come cambiano le abitudini
L’età aiuta a comprendere alcune delle differenze emerse dalla ricerca. I giovani sono maggiormente rappresentati tra i consumatori che utilizzano strumenti digitali, mentre tra chi preferisce il denaro fisico sono più frequenti le persone anziane. Queste tendenze, tuttavia, non valgono per tutti: le scelte individuali dipendono anche dalla familiarità con la tecnologia, dalle necessità quotidiane e dalle condizioni economiche.
Il rapporto con il denaro, infatti, non cambia soltanto con l’arrivo di nuovi strumenti. Contano anche la fiducia nei servizi bancari, la semplicità delle operazioni e la possibilità di scegliere il metodo più adatto alle proprie esigenze. Una persona può utilizzare regolarmente la carta per fare la spesa e continuare a preferire le banconote per gli acquisti più piccoli. Un’altra può effettuare pagamenti online, ma non sentirsi a proprio agio con un portafoglio digitale sul telefono.
Per inquadrare meglio il fenomeno è utile considerare anche le altre statistiche disponibili. La Banca d’Italia pubblica analisi dedicate alle abitudini dei consumatori e all’evoluzione degli strumenti elettronici, tra cui il rapporto sulle abitudini di pagamento in Italia. Queste pubblicazioni permettono di osservare il fenomeno da prospettive differenti, senza confondere la percentuale dei singoli profili con la quota delle transazioni effettuate in contanti.
Pagare senza contanti significa essere più tecnologici?
Il dato più interessante riguarda proprio i digital-only. Sapere che il 24% dei consumatori non utilizza più banconote potrebbe far pensare a una popolazione abituata alle innovazioni finanziarie. La realtà, però, è meno scontata: molti di questi utenti si affidano soprattutto alle tradizionali carte di debito e credito.
Rinunciare al contante e utilizzare le tecnologie di pagamento più avanzate sono due cose diverse. Nel primo caso si sceglie di non usare più denaro fisico; nel secondo si adottano una maggiore varietà di strumenti e modalità operative. I well-connected, per esempio, non si limitano a pagare con la carta, ma alternano diverse soluzioni in base alla situazione.
Anche la preferenza per le banconote può avere motivazioni differenti. Per alcuni rappresenta una scelta legata alla semplicità e al controllo immediato delle spese. Per altri possono pesare la scarsa familiarità con i servizi online, le difficoltà nell’accesso agli strumenti bancari o la diffidenza verso determinate tecnologie.
I dati mostrano dunque un Paese in cui convivono comportamenti diversi. I pagamenti elettronici si sono diffusi, ma non hanno cancellato le abitudini tradizionali. La possibilità di scegliere tra più strumenti resta importante, soprattutto per chi incontra difficoltà nell’utilizzo delle soluzioni digitali o attribuisce particolare valore alla privacy.
Conclusione
I dati della Banca d’Italia mostrano che in Italia convivono abitudini di pagamento molto diverse. Il 50,2% dei consumatori appartiene al gruppo dei tradizionalisti, mentre il 24% utilizza esclusivamente strumenti elettronici. Gli altri profili comprendono persone che alternano diverse soluzioni e consumatori che continuano a preferire il denaro fisico.
La trasformazione digitale, quindi, non consiste soltanto nel sostituire le banconote con le carte. Entrano in gioco differenze generazionali, economiche e culturali, oltre al diverso rapporto che ciascuno ha con la tecnologia. Il contante conserva un ruolo importante, mentre gli strumenti elettronici continuano a diffondersi senza seguire un percorso uguale per tutti.
Redazione
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