Perché il gatto si immobilizza quando lo prendi sul collo? Cos’è il riflesso di portage e perché non dovresti farlo
Chi vive con un gatto o ha osservato una mamma gatta con i suoi cuccioli si sarà chiesto almeno una volta Perché il gatto si immobilizza quando lo prendi sul collo. A prima vista può sembrare una reazione di totale rilassamento: il corpo si distende, i movimenti si interrompono e l’animale resta immobile. In realtà, dietro questo comportamento c’è un meccanismo biologico ben preciso chiamato riflesso di portage, sviluppato nel corso dell’evoluzione per consentire alla madre di trasportare i piccoli in sicurezza. Comprenderne il funzionamento è utile anche per sfatare una convinzione ancora molto diffusa: ciò che è naturale per un gattino non è necessariamente adatto a un esemplare adulto. Conoscere questa differenza permette di rispettare il benessere del proprio felino, ridurre le situazioni di stress e costruire un rapporto basato sulla fiducia.
Cos’è il riflesso di portage e perché i gattini si immobilizzano
Il riflesso di portage, spesso definito anche “presa della madre”, è una risposta innata presente nei gattini fin dalla nascita. Quando la madre afferra delicatamente la pelle morbida dietro il collo, comunemente chiamata collottola, il piccolo interrompe quasi del tutto i movimenti. Questo comportamento rende il trasporto più semplice e sicuro, evitando che si dimeni o rischi di cadere durante gli spostamenti.
Dal punto di vista evolutivo, si tratta di un adattamento estremamente efficace. Nei primi giorni di vita i gattini sono ciechi, hanno capacità motorie molto limitate e dipendono completamente dalla madre. Se il nido diventa poco sicuro o deve essere trasferito, la gatta può spostare rapidamente la cucciolata senza mettere a rischio i piccoli. L’immobilità del cucciolo riduce infatti la possibilità di traumi e facilita il trasporto.
Questa risposta non riguarda soltanto il gatto domestico, ma è stata osservata anche in altri felini. È quindi un comportamento naturale, selezionato nel tempo perché aumentava le probabilità di sopravvivenza della prole. Non va però interpretato come un segnale di piacere o rilassamento: il gattino non sceglie volontariamente di restare fermo, ma reagisce in modo automatico a uno stimolo specifico.
Con la crescita, tuttavia, la funzione di questo riflesso viene meno. Quando il gatto sviluppa forza, coordinazione e autonomia, non ha più bisogno di essere trasportato dalla madre e questa risposta tende progressivamente ad attenuarsi.
Perché alcuni gatti adulti sembrano bloccarsi ancora
Può capitare che anche un gatto adulto rimanga quasi immobile quando viene afferrato per la collottola. È proprio questa osservazione ad aver alimentato l’idea che esista un punto “speciale” capace di calmare qualsiasi felino. In realtà, la spiegazione è molto meno semplice.
Negli adulti il riflesso di portage non è più quello dei primi mesi di vita. Alcuni soggetti mostrano ancora una lieve risposta, mentre altri cercano subito di liberarsi. La reazione cambia da gatto a gatto e dipende da diversi fattori, come l’età, il carattere, le esperienze pregresse e il contesto in cui avviene la manipolazione.
L’aspetto fondamentale è che l’immobilità non equivale a benessere. Un animale che resta fermo potrebbe sentirsi semplicemente bloccato, disorientato o incapace di reagire nell’immediato. Per questo motivo gli esperti di comportamento felino e organizzazioni come la American Association of Feline Practitioners e International Cat Care raccomandano di evitare questa tecnica come metodo abituale di contenimento.
Negli ultimi anni anche la medicina veterinaria ha progressivamente modificato il proprio approccio. Sempre più professionisti preferiscono tecniche di manipolazione a basso stress, che rispettano il comportamento naturale del gatto e riducono paura e tensione durante la visita.
Comprendere questa distinzione permette di sfatare uno dei miti più diffusi: un gatto immobile non è necessariamente tranquillo e, soprattutto, non significa che stia gradendo quel tipo di presa.
Perché non bisogna prendere un gatto adulto per il collo
Sebbene il riflesso di portage sia perfettamente naturale nei cuccioli, applicare la stessa tecnica a un gatto adulto è generalmente sconsigliato. Il motivo è semplice: il peso di un esemplare adulto è molto superiore e la pelle della collottola non è fatta per sostenere da sola l’intero corpo.
Sollevare il gatto esclusivamente da quel punto può provocare dolore, disagio e una marcata sensazione di perdita di controllo. Oltre al possibile fastidio fisico, questa esperienza può essere vissuta come negativa e portare l’animale a diventare più diffidente nei confronti della persona che lo manipola.
Il benessere del gatto passa anche dalla capacità di interpretarne i segnali. Orecchie abbassate, corpo rigido, coda agitata o tentativi di allontanarsi sono indicatori evidenti di disagio. Ignorarli rischia di compromettere il rapporto di fiducia costruito nel tempo e rendere più difficili anche le normali interazioni quotidiane.
Per questo motivo veterinari ed etologi consigliano di sostenere sempre l’intero corpo del gatto durante il sollevamento, evitando movimenti bruschi e situazioni che possano generare paura o stress.
Come prendere in braccio un gatto senza provocare stress
Il modo corretto di prendere un gatto in braccio dipende soprattutto dal rispetto dei suoi tempi e del suo linguaggio corporeo. Un animale che si sente al sicuro sarà molto più propenso ad accettare il contatto rispetto a uno costretto contro la propria volontà.
Prima di sollevarlo è sempre opportuno osservare il suo comportamento. Se cerca spontaneamente il contatto, fa le fusa o si lascia accarezzare con tranquillità, è più probabile che accetti di essere preso in braccio. Se invece appare nervoso o tenta di allontanarsi, è preferibile non insistere.
Nel momento del sollevamento è importante sostenere il torace con una mano e la parte posteriore del corpo con l’altra, distribuendo il peso in modo uniforme. In questo modo il gatto si sentirà stabile e avrà una percezione di maggiore sicurezza.
Anche una volta in braccio è bene continuare a osservare il suo linguaggio del corpo. Se inizia a irrigidirsi, cerca di divincolarsi o manifesta segni di disagio, è consigliabile appoggiarlo delicatamente a terra. Trattenerlo contro la sua volontà aumenta lo stress e può provocare reazioni difensive come graffi o morsi.
Abituare gradualmente il gatto alla manipolazione attraverso esperienze positive, carezze e piccole ricompense è una strategia decisamente più efficace rispetto a qualsiasi tecnica di contenimento. Con il tempo questo approccio favorisce un rapporto di fiducia più solido e rende più semplici anche le visite veterinarie e le normali cure quotidiane.
Conclusione
Capire perché il gatto si immobilizza quando lo prendi sul collo significa distinguere un comportamento naturale dei cuccioli da una pratica che, negli adulti, è meglio evitare. Il riflesso di portage rappresenta un adattamento evolutivo che permette alla madre di trasportare i piccoli in sicurezza durante le prime settimane di vita, ma perde progressivamente la sua funzione con la crescita.
Se un gatto adulto resta immobile quando viene afferrato per la collottola, questo non significa che si senta rilassato o che provi una sensazione piacevole. Per rispettarne il benessere è preferibile sostenerne sempre il corpo con entrambe le mani, osservare i segnali che invia e lasciare che sia lui a stabilire quando desidera il contatto. Un approccio rispettoso riduce stress e disagio, oltre a rafforzare nel tempo il legame di fiducia con il proprio compagno umano.
Redazione
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