Multa costume Varenna: fino a 200 euro per chi gira a torso nudo, il caso arriva sul Guardian

Multa costume Varenna: turisti passeggiano nel centro storico del borgo sul Lago di Como, dove il nuovo regolamento prevede sanzioni fino a 200 euro.

Passeggiare in costume da bagno o a torso nudo tra le vie di Varenna potrebbe costare caro. Il celebre borgo affacciato sul Lago di Como ha introdotto un nuovo regolamento che prevede sanzioni fino a 200 euro per chi non rispetta le norme sul decoro urbano fuori dalle aree destinate alla balneazione. La Multa costume Varenna ha rapidamente attirato l’attenzione dei media internazionali, tanto da essere raccontata anche dal Guardian, che l’ha inserita tra gli esempi delle iniziative adottate in Italia per affrontare gli effetti dell’overtourism. Oltre al divieto di circolare in costume o senza maglietta nel centro abitato, il Comune ha previsto nuove regole per le comitive organizzate, con l’obiettivo di rendere più ordinata la gestione dei flussi turistici e preservare la vivibilità di uno dei borghi più visitati del Lario.

Cosa prevede il nuovo regolamento di Varenna e chi rischia la multa

Con la delibera n. 15 approvata il 26 giugno 2026, il Consiglio comunale ha modificato il Regolamento di Polizia Urbana adottato tre anni prima, introducendo disposizioni pensate per tutelare il decoro del paese durante il periodo di maggiore affluenza turistica.

La novità più evidente riguarda l’abbigliamento dei visitatori. L’articolo 32, dedicato al decoro, stabilisce che non è consentito circolare a torso nudo oppure indossando esclusivamente il costume da bagno nelle vie, nelle piazze e negli altri spazi pubblici del territorio comunale.

L’intenzione dell’amministrazione non è impedire ai turisti di raggiungere il lago o le aree balneari, ma evitare che un abbigliamento adatto alla spiaggia venga utilizzato anche nel cuore del borgo, tra negozi, locali, edifici storici e luoghi frequentati ogni giorno da residenti e visitatori.

Il regolamento prevede infatti alcune eccezioni ben precise. Rimane consentito indossare il costume sulle spiagge, sui pontili e sui moli destinati all’imbarco delle imbarcazioni, cioè nelle zone dove questo tipo di abbigliamento è coerente con le attività svolte.

Chi viola la nuova disciplina è soggetto a una sanzione amministrativa compresa tra 50 e 200 euro, come stabilito dal quadro sanzionatorio allegato al regolamento.

La scelta del Comune arriva in un momento in cui Varenna continua a registrare numeri sempre più elevati di presenze turistiche. La fama internazionale del Lago di Como richiama ogni anno migliaia di visitatori provenienti soprattutto dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e da numerosi altri Paesi, rendendo sempre più complessa la gestione degli spazi pubblici durante l’alta stagione.

Perché la notizia è arrivata fino al Guardian e cosa c’entra il turismo di massa

In pochi giorni il provvedimento ha richiamato l’attenzione anche fuori dall’Italia. Il Guardian ha dedicato un articolo alla decisione del Comune di Varenna, descrivendo il piccolo borgo come uno degli esempi più recenti delle misure adottate per affrontare gli effetti dell’overtourism.

L’interesse della stampa britannica non sorprende. Da anni il Lago di Como è una delle destinazioni preferite dai turisti del Regno Unito, attratti dal fascino dei suoi paesi affacciati sull’acqua, dai paesaggi e dall’atmosfera dei centri storici. A questa popolarità si aggiunge anche la notorietà internazionale acquisita dalla zona grazie alla presenza di George Clooney, che ha contribuito a rendere il territorio ancora più conosciuto soprattutto tra i visitatori americani.

L’aumento costante delle presenze ha però portato con sé nuove sfide. Durante i mesi estivi le strade di Varenna possono riempirsi rapidamente, rendendo difficile la circolazione e incidendo sulla quotidianità dei residenti. In un centro storico caratterizzato da vicoli stretti e piazze raccolte, anche piccoli comportamenti possono influire sulla qualità della convivenza.

È proprio in questo contesto che nasce il nuovo regolamento comunale. L’obiettivo non è limitare il turismo, che rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia locale, bensì favorire un comportamento più rispettoso degli spazi pubblici e del patrimonio storico del borgo.

L’eco ottenuta oltreconfine conferma inoltre come il dibattito sull’overtourism non riguardi più soltanto le grandi città d’arte. Sempre più piccoli centri italiani, diventati mete molto popolari, stanno infatti valutando strumenti per conciliare l’accoglienza dei visitatori con la tutela del territorio e della qualità della vita di chi vi abita stabilmente.

Nuove regole anche per le comitive: limiti, divieti e sanzioni per le guide

Le modifiche approvate dal Comune non si limitano al divieto di passeggiare in costume da bagno o a torso nudo. Una parte importante del nuovo regolamento riguarda infatti la gestione delle comitive organizzate, diventate sempre più numerose negli ultimi anni grazie alla crescente popolarità di Varenna come meta turistica internazionale.

L’articolo 50 introduce un limite massimo di 25 persone per ogni gruppo accompagnato. La misura punta a distribuire meglio i flussi di visitatori lungo il centro storico, evitando che gruppi troppo numerosi provochino rallentamenti e difficoltà di passaggio nelle aree più frequentate.

Cambiano anche le modalità di svolgimento delle visite guidate. Gli accompagnatori non potranno utilizzare altoparlanti né altri sistemi di amplificazione della voce, una scelta pensata per ridurre il rumore e preservare la tranquillità del borgo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Il regolamento individua inoltre diversi punti del paese dove le comitive non potranno sostare, nemmeno durante le pause della visita. Tra le aree interessate figurano piazzetta Brenta, piazza San Giovanni, via IV Novembre, via Corrado Venini, via Enrico Fermi, piazza Martiri della Libertà, la passerella “Giorgio Monico”, Riva Grande, Riva dei Marmisti, via XX Settembre e le caratteristiche contrade storiche.

Per migliorare ulteriormente la gestione del turismo, la Giunta comunale si riserva anche la possibilità di stabilire percorsi obbligati per i gruppi organizzati qualora le condizioni lo rendano necessario.

Le eventuali violazioni non ricadranno sui partecipanti, ma direttamente sulla guida turistica o sull’accompagnatore. Le sanzioni previste variano da 100 a 400 euro e, nei casi di recidiva, potrà essere applicata l’interdizione dall’esercizio della professione sul territorio comunale per un periodo compreso tra tre e dodici mesi. Restano invece esclusi da queste limitazioni i gruppi scolastici impegnati nelle visite d’istruzione e gli oratori.

Da Portofino ad Acireale: sempre più comuni scelgono regole contro gli eccessi del turismo

Quella adottata da Varenna non rappresenta un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una tendenza già seguita da altre amministrazioni italiane chiamate a gestire gli effetti di un turismo sempre più intenso.

Uno degli esempi più conosciuti è quello di Portofino. Nell’aprile 2023 il sindaco Matteo Viacava aveva introdotto un’ordinanza per limitare gli assembramenti nelle zone simbolo del borgo, come la celebre piazzetta e il molo Umberto I. L’obiettivo era ridurre gli ingorghi provocati dalle lunghe soste dei visitatori intenti a scattare fotografie, prevedendo sanzioni fino a 275 euro durante il periodo di validità dell’ordinanza.

Anche Favignana aveva scelto di intervenire sul tema del decoro. Dal 1° giugno 2024 un’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Forgione aveva vietato di circolare in costume da bagno o a torso nudo nel centro storico e all’interno di alcuni edifici pubblici, tra cui Palazzo Florio. In quel caso le multe erano comprese tra 25 e 150 euro e la misura era rimasta in vigore fino al termine della stagione estiva.

Diverso, invece, il provvedimento adottato ad Acireale nel luglio 2025. L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Barbagallo aveva deciso di contrastare l’inquinamento acustico provocato dalle imbarcazioni, vietando la diffusione di musica ad alto volume entro 500 metri dalla costa dopo le proteste dei residenti di Capo Mulini e Santa Maria La Scala. Le sanzioni potevano raggiungere i 20.000 euro.

Pur affrontando problematiche differenti, tutte queste iniziative condividono la stessa finalità: trovare un equilibrio tra l’accoglienza dei visitatori e la tutela dei centri storici, garantendo al tempo stesso una migliore qualità della vita per chi vive quotidianamente in queste località. Il provvedimento adottato da Varenna si inserisce quindi in una strategia ormai sempre più diffusa nelle destinazioni italiane ad alta vocazione turistica.

Conclusione

Le nuove disposizioni introdotte a Varenna mostrano come la gestione del turismo stia diventando una sfida sempre più importante anche per i borghi di dimensioni contenute. Il divieto di circolare in costume da bagno o a torso nudo fuori dalle aree dedicate alla balneazione, insieme alle regole rivolte alle comitive organizzate, punta a preservare il decoro urbano e a rendere più sostenibile la convivenza tra residenti e visitatori. La risonanza ottenuta grazie al Guardian dimostra che il tema interessa ormai anche il pubblico internazionale. L’esperienza di Varenna potrebbe diventare un punto di riferimento per altre località molto frequentate, chiamate a trovare un equilibrio tra attrattività turistica, tutela del patrimonio e vivibilità dei propri centri storici.

Fonti: Regolamento Comunale di Polizia Urbana del Comune di Varenna, artt. 32 e 50 (delibera di Consiglio comunale n. 15 del 26.6.2026, che modifica la delibera n. 38 del 27.11.2023) / The Guardian

Redazione

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