“Hantavirus e vaccini”: sul web tornano le teorie del complotto (e ricordano quelle sul Covid)

Hantavirus e vaccini: illustrazione del virus e delle fake news diffuse online

Negli ultimi giorni il tema Hantavirus e vaccini è tornato a circolare con forza dopo il focolaio segnalato a bordo della nave da crociera MV Hondius, diretta verso Rotterdam con circa 150 passeggeri. Mentre le notizie sanitarie continuano ad aggiornarsi, sui social sono riapparse narrazioni complottiste sorprendentemente simili a quelle viste durante la pandemia di Covid-19. Tra tweet “profetici”, video fuori contesto e interpretazioni pseudo-scientifiche, si è diffusa l’idea che i nuovi casi possano essere collegati ai vaccini anti-Covid o a un presunto piano orchestrato da governi e multinazionali. Per orientarsi tra fatti e disinformazione è necessario ricostruire con calma ciò che sappiamo davvero e capire come nascono queste narrazioni virali che mettono in dubbio la versione scientifica ufficiale.

Hantavirus: cosa sta succedendo davvero e perché se ne parla ora

L’attenzione mediatica è esplosa dopo il focolaio registrato sulla nave Hondius, dove l’influencer Jake Rosmarin è stato l’unico passeggero a documentare la situazione con video e immagini. L’assenza di testimonianze diffuse da altri viaggiatori ha alimentato curiosità, dubbi e sospetti online.

Le narrazioni complottiste seguono uno schema già visto durante il Covid: vecchi documenti scientifici, video decontestualizzati e frammenti di informazioni vengono rielaborati per sostenere l’idea di una nuova emergenza sanitaria pianificata per introdurre controlli sociali e campagne vaccinali. Tuttavia, le spiegazioni scientifiche raccontano un quadro molto diverso. La virologa Ilaria Capua ha chiarito che l’hantavirus – in particolare il ceppo Andes individuato nei pazienti – può trasmettersi tra esseri umani, ma solo con contatti molto stretti e prolungati. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che la capacità di diffusione è nettamente inferiore rispetto al Covid-19.

Il caso della nave Hondius e il ceppo Andes

La diffusione delle teorie alternative è stata alimentata da un vecchio tweet pubblicato quattro anni fa, che annunciava l’arrivo dell’hantavirus nel 2026. Per alcuni utenti è diventato un indizio di pianificazione anticipata. Parallelamente ha preso piede una teoria che parla di una presunta “congiura israeliana”, basata sull’idea che la radice ebraica “hanta” significhi “bugia” o “inganno”. I sostenitori di questa ipotesi non spiegano però perché un presunto piano segreto dovrebbe rivelarsi già nel nome del virus.

Altre narrazioni chiamano in causa poteri occulti, Illuminati e strategie politiche legate alle elezioni di mid-term negli Stati Uniti. Elementi diversi, ma con un copione ormai familiare: lo stesso schema narrativo già osservato durante la pandemia, riproposto con nuovi protagonisti e un nuovo virus.

Hantavirus e vaccini: come nasce la teoria del complotto

Il cuore della disinformazione riguarda il presunto collegamento con i vaccini anti-Covid. Secondo quanto riportato dal New York Times, gli esperti della società NewsGuard hanno evidenziato come la struttura della narrazione sia quasi identica a quella del 2020: cambiano virus e contesto, ma la logica resta la stessa.

Il punto centrale è un documento del 2021 della Pfizer in cui l’hantavirus compare tra gli “Adverse Events of Special Interest”. In ambito no-vax, questa citazione è stata interpretata come prova di un legame con la vaccinazione. In realtà, si tratta di un elenco di condizioni da monitorare nella farmacovigilanza post-autorizzazione, senza alcun rapporto causale dimostrato. Lo stesso documento precisa che le segnalazioni provengono da fonti diverse e non sono filtrate in base alla correlazione con il vaccino. Anche Grok ha ribadito che si tratta di condizioni predefinite da osservare e non di effetti collaterali confermati.

Fake news, ivermectina e ritorno delle cure miracolose

In parallelo è riemersa la promozione dell’ivermectina come presunta cura universale. La dottoressa Mary Talley Bowden ha sostenuto sui social che, essendo l’hantavirus un virus a RNA come il coronavirus, il farmaco “dovrebbe funzionare”. L’ex membro del Congresso Marjorie Taylor Greene ha rilanciato l’ipotesi suggerendo una manipolazione di laboratorio del virus.

Anche in Italia il medico odontoiatra Andrea Stramezzi ha ipotizzato che il contagio umano del ceppo Andes possa avvenire solo in caso di manipolazione come arma biologica. Tuttavia l’OMS ha chiarito che la trasmissione tra persone è possibile, ma richiede contatti stretti e prolungati. Il ritorno dell’ivermectina e delle cure alternative mostra come le narrazioni complottiste ripropongano dinamiche già viste durante la pandemia, con gli stessi protagonisti e gli stessi argomenti.

Conclusione

La vicenda dimostra come il presunto legame tra hantavirus e vaccini nasca soprattutto da interpretazioni distorte e documenti decontestualizzati. Il focolaio sulla nave Hondius ha riattivato un meccanismo di disinformazione ormai riconoscibile: sospetti sui vaccini, accuse alle multinazionali, teorie geopolitiche e promozione di cure alternative. Comprendere questo schema aiuta a distinguere tra rischio reale e narrazioni infondate, evitando che la paura venga alimentata da informazioni incomplete o manipolate.

Redazione

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