Documento CIA sulla Sfinge: esiste davvero un tempio nascosto sotto Giza?

Documento CIA sulla Sfinge e mistero del tempio nascosto sotto la Sfinge di Giza

Negli ultimi tempi è tornato a circolare online un file declassificato che ha riacceso uno dei misteri più affascinanti legati all’antico Egitto. Il Documento CIA sulla Sfinge ha infatti alimentato nuove discussioni su possibili strutture nascoste sotto uno dei monumenti più iconici del pianeta. Il file, datato 1952, non è un rapporto segreto su civiltà perdute ma un semplice modulo amministrativo usato per catalogare fotografie scattate in Medio Oriente nel 1950. Eppure una sola didascalia — “Tempio sotto la Sfinge” — è bastata per riaprire il dibattito su archivi sotterranei, profezie e indagini scientifiche. Tra archeologia, storia alternativa e ricerche moderne, il confine tra realtà e mito continua a suscitare domande e curiosità.

Il documento CIA sulla Sfinge: cosa dice davvero il file declassificato

Il file ufficiale identificato come CIA-RDP83-00423R000100200001-7 è un modulo di routine della CIA destinato alla registrazione di materiale fotografico. Nel documento vengono catalogati undici rullini in bianco e nero da 35 mm realizzati da un viaggiatore tra Medio Oriente e Afghanistan nel 1950. Tra descrizioni ordinarie come “Turista alle piramidi” e “Rovine vicino alla Sfinge” compare però una frase che ha attirato immediatamente l’attenzione: “Tempio sotto la Sfinge; luglio ‘50”.

Questa breve annotazione ha riacceso l’interesse verso le possibili strutture sotterranee sotto la Sfinge di Giza. Il documento, però, non contiene alcun riferimento a indagini segrete né a scoperte dell’intelligence: si tratta semplicemente di un inventario fotografico. È quindi probabile che la descrizione sia stata inserita dal fotografo per indicare una struttura visitata durante il viaggio. Nonostante ciò, la sua riscoperta ha riattivato teorie legate a depositi di conoscenze antiche sepolti sotto le sabbie egiziane.

Il collegamento con Edgar Cayce e la leggenda della Sala degli Archivi

La frase “Tempio sotto la Sfinge” ha richiamato subito alla memoria le visioni di Edgar Cayce, soprannominato il “Profeta Dormiente”. All’inizio del Novecento, durante le sue trance, Cayce parlò più volte di una camera nascosta sotto la zampa destra della Sfinge. Secondo le sue dichiarazioni, questo luogo avrebbe custodito gli archivi della civiltà perduta di Atlantide, trasferiti in Egitto dopo un cataclisma. Arrivò persino a indicare un periodo preciso per la scoperta: tra il 1996 e il 1998.

Edgar Cayce

Edgar Cayce, il “Profeta Dormiente”, che predisse che la Sala degli Archivi si sarebbe trovata sotto la Sfinge. ( Dominio pubblico )

Il documento dell’agenzia statunitense non menziona né la Sala degli Archivi né il sensitivo americano, ma online il collegamento è stato immediato. Molti hanno interpretato quella didascalia come una prova indiretta dell’esistenza della camera segreta. La spiegazione più plausibile resta però molto più semplice: il fotografo stava probabilmente descrivendo una struttura archeologica già conosciuta. Questo episodio dimostra quanto una breve annotazione possa trasformarsi, col tempo, in un potente elemento narrativo capace di unire profezie, mistero e suggestioni storiche.

Cosa esiste davvero sotto la Sfinge: scienza, scansioni e misteri

Dal punto di vista archeologico, un edificio associato alla Sfinge esiste realmente: il Tempio della Sfinge. Questa struttura risale all’Antico Regno ed è probabilmente collegata al faraone Chefren, intorno al 2500 a.C. Fu costruita utilizzando enormi blocchi di calcare estratti dalla stessa area della Sfinge, alcuni dei quali arrivano a pesare fino a 100 tonnellate.

Per millenni il tempio rimase completamente sepolto dalla sabbia. Solo gli scavi condotti tra il 1925 e il 1936 dall’archeologo francese Émile Baraize permisero di riportarlo alla luce e restaurarlo. Quando le fotografie catalogate nel 1950 vennero scattate, la struttura era ormai accessibile e visibile a un livello inferiore rispetto all’altopiano circostante, risultando letteralmente “sotto” lo sguardo della Sfinge. Questo dettaglio rende plausibile l’ipotesi che la didascalia del documento si riferisse proprio al tempio già noto agli archeologi.

La Grande Sfinge di Giza

La Grande Sfinge di Giza, che si ritiene sia stata costruita intorno al 2500 a.C. durante il regno del faraone Chefren. (Alchemist-hp / CC BY-NC-ND 3.0 )

Perché l’Egitto vieta gli scavi sotto la Sfinge

Nonostante l’interpretazione più semplice del documento, il fascino delle possibili strutture sotterranee a Giza non si è mai spento. Negli anni Novanta il sismologo Thomas Dobecki condusse indagini sismiche nell’area e individuò anomalie che sembravano indicare cavità rettangolari sotto le zampe del monumento. Più recentemente, ricercatori italiani e scozzesi hanno utilizzato radar ad apertura sintetica per individuare possibili strutture sotterranee e persino ipotizzare l’esistenza di una seconda Sfinge sotto l’altopiano. Si tratta però di ipotesi ancora oggetto di forte dibattito scientifico.

Il Consiglio Supremo delle Antichità Egiziane ha sempre negato l’autorizzazione a nuovi scavi, sottolineando la necessità di proteggere il monumento da eventuali danni. La conservazione della Sfinge resta prioritaria rispetto a qualsiasi indagine invasiva, mantenendo aperto il confronto tra tutela del patrimonio e desiderio di nuove scoperte.

Conclusione

La riemersione del file del 1952 dimostra quanto il fascino della Sfinge resti intatto nel tempo. Una semplice didascalia fotografica è bastata per riaccendere teorie che intrecciano profezie, archeologia e tecnologia moderna. Se la spiegazione più plausibile rimanda al Tempio della Sfinge già noto agli studiosi, le indagini scientifiche continuano a suggerire anomalie sotterranee che alimentano la curiosità collettiva. Tra documenti d’archivio, visioni profetiche e studi geofisici, l’altopiano di Giza continua a custodire interrogativi senza risposta, mantenendo vivo il mistero che circonda la Sfinge.

Redazione

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