Dove conviene fare la spesa in Italia: la classifica dei supermercati più convenienti secondo Altroconsumo
Negli ultimi anni il costo del carrello della spesa è diventato una delle principali preoccupazioni per molte famiglie italiane. L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari ha inciso sempre di più sui bilanci domestici, spingendo molte persone a informarsi meglio su dove conviene fare la spesa in Italia e quali supermercati permettono davvero di risparmiare.
Una risposta arriva dalla nuova indagine realizzata da Altroconsumo, che ha analizzato oltre 1.150 supermercati in 67 città italiane, esaminando circa 1,6 milioni di prezzi relativi a 125 categorie di prodotti. I risultati mostrano differenze sorprendenti tra catene, città e tipologie di negozi. In alcuni casi, scegliere con attenzione il punto vendita può portare a un risparmio fino a 3.700 euro l’anno per una famiglia di quattro persone. Un dato che rende evidente quanto la scelta del supermercato possa incidere nel lungo periodo sul bilancio domestico.
Dove conviene fare la spesa in Italia secondo l’indagine di Altroconsumo
L’analisi condotta da Altroconsumo è tra le ricerche più complete sui prezzi della grande distribuzione nel nostro Paese. Lo studio prende in considerazione diverse tipologie di punti vendita, dai discount ai supermercati tradizionali fino agli ipermercati, permettendo di capire quale supermercato costa meno e quali insegne risultano più convenienti per i consumatori.
Dai risultati emerge con chiarezza che i discount restano generalmente la scelta più economica. In cima alla classifica delle catene più convenienti si trova Eurospin, seguito da Aldi e Lidl. Queste catene riescono a mantenere prezzi particolarmente competitivi grazie a una struttura più essenziale, assortimenti ridotti e una forte presenza di prodotti a marchio proprio.
Lo scenario cambia leggermente quando si considera la cosiddetta “spesa mista”, cioè quando nel carrello finiscono sia prodotti economici sia articoli di marca. In questo caso emergono anche alcune catene tradizionali come Conad e Coop, che riescono a difendersi con offerte competitive su diversi prodotti. Questo dimostra che la convenienza dipende spesso dalle abitudini di acquisto e dal tipo di prodotti scelti.
Discount, supermercati e ipermercati: le differenze che influenzano i prezzi
Per capire davvero dove si può risparmiare di più sulla spesa è utile distinguere tra le diverse tipologie di punti vendita. I discount, come quelli guidati da Eurospin e Lidl, puntano su prezzi bassi e assortimento più limitato, composto in gran parte da prodotti a marchio del supermercato. Questo modello consente di contenere i costi di gestione e offrire prezzi mediamente inferiori rispetto ad altre insegne.
I supermercati tradizionali, invece, mettono a disposizione una maggiore varietà di prodotti, inclusi molti marchi noti. In questi casi la convenienza dipende spesso dalle promozioni settimanali, dalle offerte stagionali e dalla scelta tra prodotti di marca e private label.
Gli ipermercati, infine, si distinguono per un assortimento molto più ampio e per la presenza di numerosi reparti non alimentari. Tuttavia, proprio questa struttura più complessa può incidere sui prezzi medi, che tendono a essere leggermente più alti rispetto ai discount.
Quanto si può risparmiare scegliendo il supermercato giusto
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il potenziale risparmio annuo. Secondo i dati analizzati, una famiglia può ridurre la spesa alimentare fino a 3.700 euro all’anno semplicemente scegliendo i supermercati più convenienti e orientandosi verso i prodotti meno costosi.
Per avere un termine di confronto, secondo l’Istat la spesa media annuale per l’alimentazione può superare i 9.000 euro. Questo significa che cambiare punto vendita o prestare maggiore attenzione ai prezzi può incidere in modo significativo sul budget familiare.
Negli ultimi anni, inoltre, il costo dei prodotti alimentari è cresciuto in modo evidente. Tra il 2021 e il 2025 i prezzi nei discount sono aumentati di oltre il 26%, mentre nei supermercati tradizionali l’incremento si aggira intorno al 24%. Numeri che spiegano perché sempre più consumatori cercano strategie per ridurre il costo del carrello.
Le città italiane dove fare la spesa costa meno (e quelle più care)
Le differenze non riguardano soltanto le catene di supermercati, ma anche le città. In alcune zone d’Italia la forte concorrenza tra insegne rende i prezzi molto più competitivi.
Secondo l’indagine, una delle città dove la spesa risulta più conveniente è Venezia, dove una famiglia può contenere i costi annui intorno ai 6.260 euro. Anche realtà come Como e Verona mostrano livelli di prezzo piuttosto competitivi.
All’estremo opposto si trova Sassari, considerata tra le città meno convenienti per fare la spesa. Qui il costo minimo annuo può superare i 7.400 euro. In generale, il Nord Italia presenta una maggiore concorrenza tra supermercati, mentre in molte aree del Sud la scelta è più limitata e questo può influenzare i prezzi finali.
Conclusione
I dati mostrano chiaramente che informarsi sui prezzi e confrontare le diverse insegne può fare una grande differenza. Capire dove fare la spesa risparmiando di più non significa soltanto trovare il supermercato con i prezzi più bassi, ma anche scegliere con attenzione prodotti, offerte e tipologia di punto vendita.
I discount restano la soluzione più conveniente per chi punta soprattutto al prezzo, ma anche alcune catene tradizionali riescono a offrire opportunità interessanti grazie alle promozioni e ai prodotti a marchio del supermercato. Inoltre, la convenienza varia molto da città a città, rendendo ancora più utile confrontare le opzioni disponibili nella propria zona.
In un periodo segnato dall’aumento dei prezzi alimentari, conoscere queste differenze può aiutare a gestire meglio il budget familiare e ridurre una delle spese più importanti nella vita quotidiana.
Redazione
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