Sesso tra macachi e cervi in Giappone: non è un caso isolato, ma una tendenza che lascia perplessi gli scienziati

Femmina di macaco giapponese interagisce con un cervo sika a Minoo, Giappone: esempio di sesso tra macachi e cervi documentato dagli etologi durante lo studio sull’etologia animale.

Quello che sembrava un episodio strano, quasi una curiosità da bar, si sta rivelando qualcosa di più serio: il sesso tra macachi e cervi non è un fenomeno raro come credevamo. Anzi, sta diventando quasi una routine per certe popolazioni di macachi giapponesi, soprattutto tra le femmine adolescenti. All’inizio dell’anno, gli etologi avevano notato un maschio sull’isola di Yakushima tentare di accoppiarsi con un cervo sika, ma all’epoca lo avevano liquidato come un gesto isolato, frutto dell’inesperienza dell’esemplare. Oggi, però, le cose sono cambiate. A Minoo, vicino Osaka, le femmine di macaco stanno ripetendo lo stesso comportamento centinaia di volte in pochi mesi, quasi come una lezione di guida per principianti. Non è più un errore, non è più un caso: è un fenomeno sessuale interspecie che costringe a chiedersi: ma come mai? E soprattutto, perché proprio i cervi?

Cosa hanno visto davvero gli etologi?

Qualche mese fa, sull’isola di Yakushima, un gruppo di ricercatori ha osservato un comportamento inaspettato: un giovane macaco giapponese che, invece di corteggiare una femmina della sua specie, provava a montare un cervo sika. All’epoca, la spiegazione più semplice era che si trattasse di un esemplare frustrato, troppo giovane per trovare una partner. Ma la storia non finisce qui. A Minoo, a nord di Osaka, un altro team – questa volta dell’Università di Lethbridge – ha notato lo stesso comportamento, ma questa volta tra femmine adolescenti di macaco e i cervi. E qui la faccenda si fa seria: in due soli mesi, le interazioni registrate sono state 258. Duecentocinquantotto volte. Per intenderci: più di quattro volte al giorno, sette giorni su sette.

I cervi, intanto, se ne stanno lì, indifferenti. Mangiano, camminano, a volte scrollano appena il dorso per togliersi di dosso le scimmie, ma niente di più. Le femmine di macaco, invece, ci danno dentro: urlano, si agitano, mimano movimenti identici a quelli usati durante l’accoppiamento con i loro simili. Non è un gioco, non è un errore: per loro, è chiaro che si tratta di qualcosa di serio. E il dato più strano? Mentre i rapporti tra femmine di macaco nello stesso periodo sono stati solo 12, con i cervi il numero schizza alle stelle. Perché questa preferenza? Forse perché i cervi sono animali pacifici, mai aggressivi, e non rispondono mai. In altre parole: perfetti per chi vuole provare senza rischi.

258 volte in due mesi: numeri che fanno discutere

Immagina di essere un etologo e vedere una giovane femmina di macaco saltare sul dorso di un cervo per l’ennesima volta in una giornata. E succede davvero, più e più volte. Le 258 interazioni registrate non sono solo un numero da record: sono una finestra su un comportamento sessuale interspecie che sfida le nostre idee sulla sessualità animale. Le femmine adolescenti, in particolare, sembrano ossessionate da questa pratica, come se stessero provando un nuovo passo di danza. Si avvicinano ai cervi con calma, li montano, e ripetono movimenti precisi, senza mai perdere la concentrazione. I cervi, ovviamente, non collaborano: continuano a brucare l’erba, indifferenti, a volte scuotendo appena la coda per togliersi di dosso l’intrusa. Ma alle scimmie non importa. Anzi, sembra che più i cervi ignorino i loro tentativi, più loro insistono.

C’è da chiedersi: è davvero sesso, o c’è qualcosa di più? Alcuni ricercatori pensano che le giovani femmine stiano usando i cervi come una sorta di “prova” prima di affrontare i maschi adulti, noti per essere aggressivi durante gli accoppiamenti. Altri invece sospettano che sia una forma di gioco sociale, un modo per rafforzare i legami tra coetanee. Fatto sta che, con numeri così alti, non possiamo più liquidare il tutto come un capriccio isolato. Se davvero stiamo assistendo alla nascita di una nuova abitudine, la domanda diventa: come si diffonde? Le femmine imparano l’una dall’altra, come fanno con altre tecniche – tipo usare le pietre per aprire i frutti? Oppure è un comportamento che nasce spontaneamente in gruppi diversi, per caso?

Perché proprio i cervi? Le spiegazioni possibili

Se stai cercando un partner “di prova”, perché non rivolgerti a un altro macaco della tua specie? La risposta potrebbe essere nascosta nell’ecosistema giapponese. I cervi sika non sono semplici vicini: da secoli condividono lo spazio con i macachi, mangiando gli avanzi caduti dalle scimmie, come spettatori pazienti a un banchetto. Questa convivenza lunga e tranquilla ha creato un rapporto di… tolleranza. I cervi non scappano, non attaccano, non reagiscono. Per una giovane femmina di macaco, è il contesto perfetto: può provare senza il rischio di essere respinta con violenza, come succede spesso con i maschi adulti della sua specie.

Già di per sé, le femmine adolescenti di macaco sono note per la loro curiosità sessuale. Si montano tra loro, si stimolano da sole, e non esitano a provare con entrambi i sessi. Ma con i cervi, c’è qualcosa di diverso. Non è solo esplorazione: è ripetizione. Lo fanno giorno dopo giorno, con la stessa determinazione con cui un bambino impara a camminare. Forse, per loro, i cervi rappresentano una via di mezzo tra il gioco e la pratica vera e propria. Un po’ come quando da piccoli imitiamo gli adulti, ma senza le conseguenze serie.

Sesso interspecie: un fenomeno nuovo o sempre esistito?

Fino a oggi, l’unico caso simile documentato era quello tra ottari e pinguini, ma lì il comportamento aveva un altro scopo: la predazione, non il sesso. Qui invece, le scimmie non cercano di uccidere i cervi, né di giocare con loro. Vogliono chiaramente accoppiarsi, senza secondi fini né giochi di potere. E questo è rivoluzionario. Se confermato, significherebbe che certi animali sono capaci di separare il concetto di “sessualità” dalla riproduzione, qualcosa che fino a ora attribuivamo solo agli esseri umani.

Gli esperti però non si sbilanciano: serviranno anni di studio per capire se questa tendenza si diffonderà ad altre popolazioni. Intanto, però, una cosa è certa: la natura continua a stupirci, spesso con comportamenti che sembrano usciti da un film di fantascienza.

Conclusione

Quello che sembrava un semplice aneddoto sui macachi e i cervi oggi si è rivelato qualcosa di più serio: una tendenza che obbliga a ripensare la sessualità animale. Non è più questione di “se accade”, ma di cosa significa. Che si tratti di pratica sessuale, gioco sociale o qualcosa di totalmente nuovo, una cosa è certa: la natura non smette mai di stupirci. E a volte, lo fa proprio con comportamenti che sembrano usciti da un film di fantascienza. Per ora, però, non resta che osservare, contare le 258 interazioni, e chiedersi – ogni volta che una giovane femmina salta sul dorso di un cervo – cosa passa davvero per la sua testa. Non ci piove: il sesso tra macachi e cervi è solo l’inizio di una storia molto più grande.

Redazione

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