Il video incredibile dove le api suonano l’allarme quando i calabroni giganti attaccano il loro alveare

Scoperto l’“antipredator pipe” che somiglia  alle urla di paura e ai richiami di panico di primati, uccelli e suricati

Il nuovo studio “Giant hornet (Vespa soror) attacks trigger frenetic antipredator signalling in honeybee (Apis cerana) colonies”, pubblicato su Royal Society Open Science da un team di ricercatori statunitensi, vietnamiti e canadesi guidato da Heather Mattila del Department of biological sciences del Wellesley College, documenta per la prima volta  i suoni unici che le api mellifere (Apis cerana) usano per allertare il loro  alveare quando viene attaccato dai calabroni giganti “killer”. Tra questi segnali ce n’è uno mai descritto prima e che è stato chiamato “antipredator pipe”.

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Il team internazionale di ricercatori dice che «Le api da miele lanciano l’allarme alle loro compagne per difendersi dagli attacchi dei calabroni giganti (Vespa soror), che possono spazzare via intere colonie. Quando i calabroni giganti sono direttamente fuori dal loro alveare, le api emettono suoni, e in particolare gli “antipredator pipe”, a un ritmo frenetico».

E’ un segnale di soccorso così caratteristico che ha dato i brividi a Mattila quando l’ha sentito: «Gli “antipredator pipe” condividono tratti in comune con molti segnali di allarme dei mammiferi, quindi quando un mammifero che li sente, c’è qualcosa che è immediatamente riconoscibile come comunicazione di pericolo. Sembra un’esperienza universale».

Al Wellesley College spiegano che «Gli “antipredator pipe” sono diversi dai suoni che sono stati precedentemente osservati nelle colonie, inclusi “sibili” e “segnali di stop”. Questi segnali appena scoperti sono aspri e irregolari e le loro frequenze cambiano bruscamente, in modo simile alle grida di allarme che attirano l’attenzione, alle urla di paura e ai richiami di panico che primati, uccelli e suricati fanno in risposta ai predatori. Oltre ad avvertire l’alveare dell’arrivo di calabroni giganti, i segnali provocano un aumento delle api all’ingresso dell’alveare e l’inizio delle loro azioni di difesa, che includono la diffusione di sterco animale intorno agli ingressi delle colonie per respingere i calabroni giganti (il primo uso documentato di strumenti da parte delle api ) e il formare palline di api per uccidere i calabroni che vengono attaccanti collettivamente».
Mattila e i suoi colleghi hanno studiato per oltre 7 anni le interazioni tra calabroni giganti e api mellifere asiatiche in Vietnam, raccogliendo registrazioni audio e video di attacchi di calabroni alle arnie degli apicoltori locali. I microfoni inseriti negli alveari hanno registrato uasi 30.000 segnali emessi dalle api in oltre 1.300 minuti di monitoraggio. Le registrazioni delle colonie di api che subivano attacchi da parte dei calabroni giganti erano rumorose e frenetiche, mentre le registrazioni delle colonie di controllo erano relativamente tranquille e calme. I ricercatori evidenziano che «Gli attacchi dei calabroni giganti hanno indotto le api ad aumentare il chiacchiericcio dell’alveare a livelli 8 volte superiori rispetto a quando non c’erano minacce di calabroni. [Le api] comunicano costantemente tra loro, sia nel bene che nel male, ma lo scambio di segnali antipredatori è particolarmente importante durante i momenti difficili nei quali è imperativo radunare le operaie per la difesa della colonia».

Uno degli autori dello studio, Gard Otis, professore emerito alla School of Environmental Sciences dell’Ontario Agricultural College dell’università di Guelph, sottolinea che «Questa ricerca dimostra quanto possano essere incredibilmente complessi i segnali prodotti dalle api asiatiche in un alveare. Ci sentiamo come se avessimo solo sfiorato la superficie per comprendere la loro comunicazione. C’è ancora molto da imparare».
Il team di ricercatori ha anche notato che «Quando le api producono gli “antipredator pipe” sollevano l’addome, ronzano le ali e corrono freneticamente, il tutto mentre rivelano la loro ghiandola di Nasonov che produce feromoni. Il comportamento delle api suggerisce che producono più tipi di informazioni per attirare l’attenzione dei loro compagni di nido». Mattila ha in programma di indagare ulteriormente anche su questo comportamento.

Fonte: greenreport.it

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