Addio Joannah Stutchbury, assassinata l’ambientalista che fermò le ruspe nelle foreste del Kenya

Aveva speso la sua vita a difendere la Natura, a tutelare le splendide foreste del suo paese, il Kenya dalle mire di chi voleva solo sfruttarle. Ma la sua vita ieri è stata interrotta bruscamente da assassini ancora senza nome, che l’hanno attesa nel vialetto di casa e le hanno sparato. Ci lascia così l’ambientalista Joannah Stutchbury.

La donna viveva nella contea di Kiambu, in Kenya ed è lì che ha trovato la morte ieri. Nota nel paese per i suoi sforzi per conservare la foresta di Kiambu, era riuscita a fermare anche le ruspe che volevano cancellare quel polmone verde. Immediata la condanna del presidente keniota Uhuru Kenyatta:

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A lungo, Joannah è stata una ferma campionessa per la conservazione del nostro ambiente ed è ricordata per i suoi incessanti sforzi per proteggere la foresta di Kiambu dalle invasioni, ha detto Kenyatta.

L’omicidio di Stutchbury è il secondo a danno di un ambientalista negli ultimi anni nel paese. Nel 2018, perse la vita Esmond Bradley Martin, un ambientalista americano che operava in Kenya le cui indagini sul commercio di avorio di elefante e corno di rinoceronte avevano pestato i piedi a chi invece voleva sfruttare ancora gli animali. L’uomo è stato trovato accoltellato a morte nella sua casa di Nairobi. Il suo omicidio rimane irrisolto.

E adesso è toccato a Joanna Stutchbury, ambientalista e attivista keniota di 67 anni che aveva sempre affrontato a testa alta le minacce che incombevano sulla foresta di Kiambu alla periferia di Nairobi. Stutchbury aveva da tempo avviato una campagna per salvare la foresta da abusivi che volevano raderla al suolo.

Il presidente Kenyatta ha detto che il governo farà il possibile per identificare i suoi assassini, definendoli nemici codardi della nazione.

Qui alcuni messaggi di cordoglio da parte di chi l’aveva conosciuta e aveva lavorato con lei per difendere le foreste:

Fonti di riferimento: BBCThePublicsradio

Francesca Mancuso

Foto: The East African Wild Life Society/facebook

Fonte: www.greenme.it

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