Nanoparticelle pericolosissime trovate nel cervello umano: possono portare alla morte

Un’équipe internazionale di scienziati ha identificato la presenza di combinazioni insolite di rame e ferro nei cervelli di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer.

Il gruppo di studiosi provenienti da Gran Bretagna, Germania e USA hanno descritto, in un articolo pubblicato sul giornale Science Advances, il ritrovamento di questi metalli in due pazienti con l’Alzheimer e come questa scoperta aiuterà a studiare la malattia e curarla.Gli scienziati hanno rilevato in campioni di placche dell’amiloide una quantità di rame e ferro. Questi elementi chimici sono normalmente presenti nell’organismo di una persona sana, anche nell’encefalo. Tuttavia, esistono forme patogene anomale che possono accumularsi se i meccanismi che le regolano sono compromessi.In particolare i ricercatori hanno identificato nanoparticelle di entrambi i metalli nel centro delle placche in forma non ossidata. Gli autori dell’articolo fanno notare che si tratta del primo caso di presenza di tali nanoparticelle nei tessuti umani. Gli studiosi suggeriscono che la scoperta aiuterà a far capire come il morbo di Alzheimer danneggi le cellule. La superficie delle nanoparticelle è altamente reattiva, il che può danneggiare le cellule cerebrali.

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Si ritiene che le pacche di amiloide svolgano un ruolo importante nel morbo di Alzheimer, che nella sua sostanza rappresenta una forma di demenza, per cui non esiste ancora un farmaco che la curi. Non sono ancora note le ragioni per lo sviluppo della malattia ma, secondo gli scienziati, sono collegate alle proteine beta amiloidi mal ripiegate.

Foto di Herney Gómez da Pixabay 

Fonte: it.sputniknews.com

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