Dopo 50 anni, le balenottere azzurre sono tornate nella South Georgia (VIDEO)

Erano state estinte dalle baleniere e con loro ritornano megattere e balene franche australi

Il nuovo studio “South Georgia blue whales five decades after the end of whaling”, pubblicato su Endangered Species Research da un team internazionale di ricercatori guidato dalla Scottish Association for Marine Science (SAMS) e dal British Antarctic Survey (BAS) rivela che, dopo 50 anni,  le balenottere azzurre (Balaenoptera musculus) sono tornate nel mare dell’isola sub-antartica della South Georgia , da dove erano state spazzate via dalla caccia alle balene.

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Alla SAMS sottolineano che «La scoperta, basata sull’analisi di 30 anni di avvistamenti, fotografie e registrazioni sonore subacquee, è una prova cruciale per apprendere come la specie si sta riprendendo a seguito del divieto di caccia commerciale alle balene degli anni ’60».

La ricerca è  stata finanziata da South Georgia Heritage Trust e da Friends of South Georgia Island, che hanno anche finanziato la raccolta di alcuni dei dati utilizzati. I dati acustici e di avvistamento provengono da spedizioni guidate da British Antarctic Survey, con finanziamenti della Darwin Initiative ed EU BEST, dallo Swiss Polar Institute Antarctic Circumnavigation Expedition (finanziato dalla ACE Foundation, Ferring Pharmaceuticals e Australian Antarctic Division) e dal governo della South Georgia and the South Sandwich Islands. Una collaborazione internazionale che vede la partecipazione di scienziati di SAMS, BAS, Australian Antarctic Division, Noaa Usa, International Fund for Animal Welfare, governo della South Georgia and South Sandwich Islands, South Georgia Heritage Trust, università di Washington, Texas A&M University –  Galveston, Woods Hole Oceanographic Institution

Anche le megattere (Megaptera novaeanglia) erano scomparse dal mare della South Georgia, ma dal 2013 grandi gruppi di questi cetacei sono stati segnalati regolarmente, confermando il loro ritorno in questo centro storico di caccia alle balene. Le balene franche australi (Eubalaena australis)  vengono avvistate nell’area da oltre 20 anni e gli avvistamenti rimangono costanti nel tempo, in contrasto con il numero crescente di megattere.

La conferma arriva dal recente studio “Have whales returned to a historical hotspot of industrial whaling? The pattern of southern right whale Eubalaena australis recovery at South Georgia”, pubblicato sempre su Endangered Species Research da un team di ricercatori guidato da Jennifer Jackson del BAS che evidenzia: «Questa è una notizia davvero positiva per le megattere. Le indagini sulla popolazione mostrano che sia le megattere che le balene australi si stanno lentamente riprendendo dalla caccia alle balene nell’Atlantico sud-occidentale. Nella South Georgia, sembra che una piccola percentuale della popolazione di balene franche meridionali si nutra qui, mentre le megattere hanno appena iniziato a nutrirsi qui in gran numero di recente. Sarà interessante vedere come queste tendenze continueranno nei prossimi anni, compresa la variabilità tra gli anni».

Prima che la caccia industriale alle balene, durata dal 1904 al 1971 ne uccidesse 42.698 esemplari, nel mare della South Georgia le balenottere azzurre erano abbondanti. La vera e propria mattanza degli animali più grandi conosciuti vissuti sul pianeta Terra avvenne prima della metà degli anni ’30. In seguito questa magnifica specie era quasi scomparsa dalla regione: i censimenti dei cetacei realizzati da navi tra il 1998 e il 2018 al largo della South Georgia avevano portato all’avvistamento di una sola balenottera azzurra, ma indagini più recenti suggeriscono che i giganti del mare stanno tornando: un censimento realizzato a febbraio ha portato a 58 avvistamenti di Balaenoptera musculus e a  numerosi rilevamenti acustici dei loro richiami.

La caccia alle balene nella South Georgia aveva portato al massacro di 170.000 balene di diverse specie: le  megattere furono le prime ad essere sfruttate (1904-1920), seguite dalle balenottere comuni (Balaenoptera physalus) e azzurre. Nella South Georgia il crollo  della caccia alle balene è avvenuto negli anni ’60, quando il numero dei grandi cetacei diminui così tanto che le balene erano praticamente scomparse.

Emma Carroll dell’università di Auckland, ricercatrice e genetista del progetto South Georgia Wild Water Whales, ricorda che «La South Georgia è un’area di notevole biodiversità, che ha impiegato decenni per riprendersi dagli impatti delle attività umane. La prima ondata di recupero è avvenuta con specie a riproduzione rapida come foche e pinguini, e ora vediamo che le megattere si stanno riprendendo e tornano a nutrirsi nelle acque ricche di cibo. Sono fiduciosa che le specie di balene che si riproducono e si riprendono più lentamente come le balenottere azzurre e le balene franche australi seguiranno questa tendenza in futuro».

Susannah Calderan della SAMS, la principale autrice del nuovo studio dedicato al ritorno delle Balaenoptera musculus, ha ricordato che «La continua assenza di balenottere azzurre nella South Georgia è stata vista come un esempio iconico di una popolazione che è stata sfruttata localmente oltre il punto in cui poteva riprendersi. Ma negli ultimi anni che abbiamo lavorato nella South Georgia, siamo diventati piuttosto ottimisti riguardo al numero di balenottere azzurre avvistate e ascoltate in tutta l’isola, cosa che non accadeva fino a poco tempo fa. Quest’anno è stato particolarmente emozionante, con più avvistamenti di balenottere azzurre di quanto avremmo mai potuto sperare».

Oltre a cercare le balene, i ricercatori hanno utilizzato dispositivi di ascolto, in grado di rilevare i richiami forti e a bassa frequenza delle balene su lunghe distanze e che possono funzionare anche in condizioni meteorologiche avverse. Il team aveva anche dati di avvistamenti di balene segnalati al South Georgia Museum da marinai e passeggeri di navi turistiche e fotografie di balenottere azzurre, che consentono di identificare i singoli animali.

In totale, tra il 2011 e il 2020  nella South Georgia sono sono state foto-identificate 41 balenottere azzurre e nessuna di loro sembra far parte delle 517 balenottere azzurre presenti nell’attuale Antarctic blue whale photographic catalogue.

La Calderan ha sottolineato che «Non sappiamo bene perché le balenottere azzurre abbiano impiegato così tanto tempo a tornare. Può essere che così tante di loro siano state uccise nella South Georgia  che nella loro popolazione ci possa essere stata una perdita di memoria culturale sul fatto che l’area era un territorio di foraggiamento, e che solo ora questa cosa viene riscoperta».

Studiare le balenottere azzurre in una regione nota per il suo clima rigido e per essere quasi inaccessibile  e molto difficoltoso, ma i ricercatori dicono che queste indagini sono fondamentali per la gestione futura dei mari della South Georgia.

La Jackson, che ha guidato la spedizione del 2020 alla ricerca delle balenottere azzurre, e che è co-autrice anche del secondo studio  conclude: «Questa è una scoperta entusiasmante e un passo avanti davvero positivo per la conservazione della balenottera azzurra antartica. Con le acque della South Georgia designate come Area Marina Protetta dal governo della South Georgia and the South Sandwich Islands, speriamo che questo aumento del numero di balenottere azzurre sia un segno di ciò che verrà e che la nostra ricerca possa continuare a contribuire a una gestione efficace dell’area».

Videogallery

  • Humpback whales return to South Georgia

Foto di Torulus da Pixabay 

Fonte: www.greenreport.it

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