Non uccidete le falene: hanno un ruolo segreto e stanno scomparendo

Gli impollinatori notturni sono essenziali per il trasporto del polline di fiori selvatici nei territori agricoli

Lo studio “Nocturnal pollinators strongly contribute to pollen transport of wild flowers in an agricultural landscape”, pubblicato su Biology Letters da Richard Walton, Carl Sayer, Helen Bennion e Jan Axmacher dell’Environmental Change Research Centre del Dipatimento di Geografia dell’University College London (UCL), evidenzia il ruolo vitale svolto delle falene come impollinatori notturni di molte specie di fiori e piante e afferma che »le reti di trasporto delle falene sono più grandi e più complesse di quelle degli impollinatori diurni come le api».

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Secondo il team s dell’UCL bisogna arginare urgentemente il declino delle falene, sia per ragioni ambientali che economiche.

Nell’ultimo decennio, la preoccupazione dell’opinione pubblica per il declino degli impollinatori si è concentrata quasi esclusivamente sulle api. La riduzione del loro numero, legata ai cambiamenti nell’utilizzo dei suoli e all’ampio uso di pesticidi, ha contribuito a sensibilizzare la gente sul ruolo critico che gli insetti impollinatori svolgono nella catena alimentare. Ma le pelose, elusive e a volte “bruttine” falene non hanno goduto di attenzioni e simpatie simili.

In un’intervista a BBC News, Walton spiega che «C’è questo grande malinteso sul fatto che tutte le falene arrivano e si mangiano i miei vestiti. Non è affatto quello che succede. Alcune di loro visitano i fiori e possono essere una parte importante del processo di impollinazione».

Per scoprire quanto sia importante il ruolo delle falene, il team dell’UCL ha monitorato l’attività delle falene intorno agli stagni delle aree agricole del Norfolk e ha scoperto che il 45% delle falene che hanno catturato trasportavano polline, che proveniva da 47 diverse specie di piante, tra cui alcune che vengono raramente visitate da api, sirfidi e farfalle. Hanno anche scoperto che mentre i bombi e le api da miele sono di fondamentale importanza, tendono a nutrirsi di piante e fiori che producono più nettare e polline, mentre le falene apprezzano anche quelle meno produttive.

Walton spiega ancora: «Da quello che vediamo dal nostro lavoro, le falene tendono ad essere generaliste, il che significa che non stanno visitando specificamente un ristretto gruppo di fiori. Stanno visitando qualsiasi tipo di fiore a cui possano accedere. Questi tendono ad essere i fiori a forma di coppa aperti come il rovo, possono accedere a cose come la famiglia dei legumi e anche la famiglia del trifoglio è per loro molto importante».

Precedenti studi sulle falene tendevano a concentrarsi sulla loro capacità di trasportare il polline con le proboscidi o e altre appendici boccali, il nuovo studio ha esaminato il polline che si raccoglie sui loro corpi pelosi quando si posano sui fiori mentre si nutrono e i ricercatori ritengono che «le falene completano il lavoro degli impollinatori diurni e aiutano a mantenere diverse e abbondanti le popolazioni di piante». Rappresentano quindi una forma di sostegno per la biodiversità, che a sua volta supporta i raccolti delle piante delle quali ci cibiamo.

Ma il ruolo vitale svolto dalle falene è sempre più minacciato: le loro popolazioni hanno subito forti cali a partire dagli anni ’70, soprattutto a causa dei cambiamenti nell’uso del suolo e al crescente uso di pesticidi. Walton sottolinea che «Questo ha un effetto a catena per gli uccelli che si nutrono di falene, come il cuculo. Il suo declino è in qualche modo legato al declino delle falene. Anche i pipistrelli si nutrono di falene, quindi ci sono legami con altre creature che hanno un declino nelle loro stesse popolazioni, perché anche la loro scorta di cibo, le falene, sta diminuendo. Puoi vedere questo tipo di legame in atto».

Per salvare le falene bisogna sia utilizzare meno pesticidi che favorire una maggiore biodiversità floristica sul territorio. Ma i ricercatori sono convinti che la cosa ancora più importante sia che cambi la percezione dell’opinione pubblica sulle falene.

Walton conclude, »Qualcosa che è lontano dalla vista è spesso fuori dalla nostra testa. Vediamo solo le api durante il giorno e le vediamo visitare i fiori e questo  fa sì, in termini di visibilità, che abbiano il turno di lavoro migliore. Ma le falene non 

Fonte: www.greenreport.it

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