Che cos’è e come funziona il volontariato ambientale

Tra le numerose tipologie di volontariato a cui ci si può dedicare nel nostro Paese, una delle più attraenti è rappresentata senza dubbio dal volontariato ambientale. Chi fosse interessato a cimentarsi in questa attività ha la possibilità di scegliere tra un’esperienza di durata breve, magari per la pulizia di una spiaggia, e un vero e proprio campo di volontariato: in questo secondo caso la durata è variabile, da un minimo di una settimana a un massimo di diversi mesi. Non di rado i parchi nazionali organizzano e prevedono delle giornate ad hoc finalizzate a impegnare i volontari nel ripristino di sentieri, nella bonifica di spazi verdi o in altre attività.

Tutti i pregi del volontariato ambientale

Per conoscere tutti i benefici che possono derivare dal volontariato ambientale si può dare uno sguardo alla pagina https://www.keeptheplanet.org/volontariato/. I volontari hanno l’opportunità di abbinare l’amore per la natura con un autentico impegno civile, e inoltre hanno l’occasione di viaggiare: una chance da non perdere, anche per arricchire il proprio bagaglio culturale mettendo a disposizione il proprio tempo per salvare e rendere più bello il pianeta.

Dove fare volontariato ambientale nel nostro Paese

In Italia, sono soprattutto le regioni del Sud e le isole a mettere a disposizione una vasta gamma di occasioni per sperimentare il volontariato ambientale; in Sicilia, per esempio, c’è il progetto della Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa, che si pone l’obiettivo di salvaguardare le tartarughe marine. Il monitoraggio delle uova e la pulizia delle spiagge sono due dei compiti che si è chiamati ad affrontare, insieme con il trasporto delle tartarughe ferite, che devono essere trasferite al ricovero di Lampedusa, e al loro rilascio. Riuscire a trovare le uova che le tartarughe hanno deposto è un’emozione unica, ma sono tanti i traguardi che si possono raggiungere. Nell’opera di sensibilizzazione sugli argomenti relativi alla salvaguardia ambientale, i volontari sono coinvolti anche nelle attività di manutenzione delle spiagge e dei sentieri.

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Che cosa fare nelle regioni del Nord

Nel Settentrione, vale la pena di entrare in contatto con il Parco Nazionale del Gran Paradiso, che per la stagione estiva organizza campi per gruppi di dimensioni ridotte: nel mese di luglio e in quello di agosto è possibile prenotare un soggiorno di durata variabile, da un minimo di 3 giorni a un massimo di quasi 2 settimane. In Veneto, invece, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi offre nell’area protetta la possibilità di prendere parte a campi estivi, in cui i volontari sono chiamati a svolgere attività differenti in base ai bisogni contingenti.

Il volontariato nell’Italia centrale

Nel caso in cui si voglia viaggiare nell’Italia centrale, si può fare riferimento al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, i cui boschi accolgono esemplari di orso bruno marsicano. Si chiama “Sul fronte della Natura” il progetto che è stato promosso da questo parco: il personale viene affiancato dai volontari che si occupano delle attività del servizio scientifico e tecnico. Un altro progetto è finalizzato, invece, alla conservazione degli habitat di prateria.

Organizzazioni di volontariato

Sono numerose le organizzazioni che, sia nel nostro Paese che al di fuori dei confini nazionali, possono avere bisogno di volontari ambientali: è il caso, per esempio, di Legambiente, ma anche del WWF e della Lipu. Deve esserre chiaro che, trattandosi di volontariato, non è mai prevista una retribuzione, e anzi di solito si è chiamati a contribuire alle spese che devono essere sostenute per il soggiorno. Il denaro di cui dispongono le associazioni, infatti, viene speso unicamente per le esigenze dell’ambiente. L’esperienza può essere vissuta non solo in estate, ma anche in altri periodi dell’anno, specialmente in aree come l’isola di Lampedusa che si occupano della salute delle tartarughe marine.

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