Anedonia, quando è impossibile provare piacere: di cosa soffriva il figlio di Lory Del Santo

L’anedonia è una condizione che porta chi ne soffre a non provare piacere per qualsiasi aspetto della vita: dal mangiare al dormire, passando per le interazioni sociali e la vita sessuale. Il figlio di Lory Del Santo ne soffriva e questo disturbo lo ha portato addirittura al suicidio. Vediamo insieme cos’è l’anedonia.

Alcune persone non riescono a provare piacere in nulla di ciò che fanno e vivono, si tratta di una condizione patologica molto grave chiama ‘anedonia’ che, nei casi più gravi, può sfociare in casi depressivi importanti che possono portare al suicidio, come accaduto al figlio di Lory Del Santo.

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Anedonia, assenza di piacere. Il termine anedonia viene dal greco, dove ‘an’ sta per assenza ed ‘hēdonē’ sta per piacere. Chi ne soffre dunque non riesce a provare piacere per nessuna attività generalmente considerata piacevole, che sia mangiare, dormire, lavorare, avere contatti sociali o rapporti sessuali. Ma è diversa dall’apatia, che invece è l’assenzia di motivazioni, un generale disinteresse per i piaceri della vita. L’anedonia non è di per sé una malattia, la è un disturbo psichiatrico riconosciuto e inserito tra i disturbi dell’uomo.

 

Anedonia, depressione e suicidio. L’anedonia non è depressione, ma in essa può sfociare ed è considerata uno dei campanelli d’allarme della depressione stessa. L’assenza di piacere può essere così profonda e totalizzante da portare chi ne soffre a togliersi la vita.

Cosa scatena l’anedonia. Non sono chiari i meccanismi eziopatogenetici che scatenano l’anedonia, gli psicologi sostengono che oltre ad uno squilibro a livello delle vie dopaminoenergetiche, a provocare l’insorgenza di questo disturbo sarebbero anche altri fattori, ambientali, ma anche genetici, sociali e culturali.

Malattie correlate all’anedonia. Secondo gli esperti, l’assenza totale di piacere potrebbe rappresentare un sintomo di altri condizioni, come schizofrenia o morbo di Parkinson. Ma anche in questi casi non è ancora del tutto chiaro il meccanismo scatenante: insomma, non si sa se l’anedonia sia da considerarsi un sintomo della presenza della malattia o una condizione che predispone il soggetto a sviluppare la malattia stessa.

Come curare l’anedonia. Il disturbo non sempre può trovare una cura efficace, che di solito consiste in percorsi psichiatrici simili a quelli utilizzati per la depressione, accompagnati dal supporto farmacologico. Il fatto però che l’anedonia non sia un disturbo a sé stante, ma sia legato ad altri disturbi, rende più complicato il percorso di recupero che mira a comprendere le cause scatenanti dell’assenza di piacere.

Zeyna Ayache

Fonte: scienze.fanpage.it

 

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