MISTERO A SPOLETO: ACQUA CALDA A 50° NEL POZZO DI UN’ABITAZIONE. ORDINANZA COMUNALE VIETA LE CAPTAZIONI IN ZONA

Il luogo della scoperta a San Martino in Trignano di Spoleto (PG), acqua tiepida in pozzi adiacenti. Nella zona presenti affioramenti vulcanici di oltre 200.000 anni fa e giacimenti di lignite.

Redazione Blue Planet Heart

E’ stato grande lo stupore di un residente della frazione di San Martino in Trignano di Spoleto(PG) quando, nella giornata del 6 dicembre 2015, ha scoperto che l’acqua del suo pozzo di casa emetteva vapore in quanto era diventata molto calda. Ha avvisato immediatamente l’autorità, a cominciare dalla Forestale ed Arpa Umbria in primis, e il servizio di Protezione Civile del Comune poi, che hanno provveduto ai rilievi del caso effettuando la misurazione dell’acqua su cui era stata segnalata l’anomalia termica.

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La prima misurazione ha rilevato una temperatura intorno ai 50°C al pelo libero dell’affioramento nel pozzo, cosa che ha spinto Fabrizio Cardarelli, sindaco di Spoleto, a emettere l’ordinanza che vieta la captazione e utilizzo dell’acqua dei pozzi della zona per un raggio di circa 200 metri, dove sono state rilevate altre anomalie termiche, anche se di minore entità e comunque, anche in questo caso, le acque dei pozzi erano tutte inodori e incolori.

La protezione civile di Spoleto ha provveduto ad informare il servizio geologico della Regione e il Centro Regionale di Protezione Civile, nonchè il Dipartimento Nazionale (DPC) i cui esperti avevano pensato in prima battuta ad una dispersione di energia elettrica nell’acqua, cosa esclusa dai tecnici dell’Enel che, dopo una serie di prove strumentali, hanno però dato parere negativo.
L’esito dei rilievi effettuati dai tecnici dell’Arpa, che hanno compiuto prelievi e campionamenti, sarà divulgato non prima di qualche giorno.
Una ipotesi al momento sul tavolo delle autorità competenti, anche se tutta da verificare, è relativa alla possibile autocombustione dei giacimenti di lignite presenti nel sottosuolo circostante, ma per il resto, come si legge nell’ordinanza, «il servizio geologico della Regione e il dirigente regionale di Protezione Civile al momento non hanno riscontri per definire le cause del fenomeno».

L‘ordinanza di non captazione riguarda la zona compresa tra viale Cerquestrette nel tratto compreso tra i civici 96 e 144, via Ticino dalla chiesa al civico 22, via Tagliavento dal 2 al 14; via Lago di Garda per esteso; via Lago di Piediluco dal civico 1 al 23. La disposizione resterà in vigore almeno fino alla fine delle indagini che dovranno accertare le cause all’origine dell’anomalia termica rilevata sia nel pozzo principale che in alcuni circostanti, dove l’acqua risulta tiepida.

Nella zona, come si può evincere in questo articolo, sono presenti affioramenti vulcanicirisalenti ad un periodo compreso tra 200.000 e 500.000 anni fa, che però non è assolutamente certo che possano essere collegati alla vicenda in questione e, cosa da ricordare, la zona rientra nella classificazione di medio/alta sismicità dei Monti Martani.

Fonte:http://www.blueplanetheart.it/2015/12/08/mistero-a-spoleto-acqua-calda-a-50-nel-pozzo-di-unabitazione-ordinanza-comunale-vieta-le-captazioni-in-zona/

 

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