EVENTI ESTREMI NEL MEDITERRANEO E URAGANI PRATICAMENTE SCOMPARSI: ECCO GLI EFFETTI DI EL NINO CON CUI AVREMO A CHE FARE

Sarà forte o molto forte in autunno con possibili ripercussioni sull’Italia a fine estate e fino a novembre
tratto da www.meteogiuliacci.it
Redazione Blue Planet Heart

Durante la fine di giugno fino a metà luglio 2015 le anomalie di SST (SEA Surface Temperature)  nel Pacifico equatoriale erano ad un livello tipico El Niño moderato (SST <1.5 °C).

Anche tutte le variabili atmosferiche supportano ormai  la presenza di un evento di El Niño: alisei indeboliti e l’eccesso di precipitazioni nel Pacifico tropicale centro-orientale.

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nino e temperatura

Fonte Immagine: NOAA

Per di più una ventina di modelli di previsione dell’ENSO prevedono la continuazione di Niño moderato, ma probabilmente destinato a divenire forte, nel corso del 2015, tra luglio e settembre.

E’ quindi probabile un ulteriore rafforzamento tra l’estate e l’autunno, con l’evento che dovrebbe durare fino agli inizi del 2016.

seasurface

Ricordiamo che:

  1. El Niño e La Niña sono eventi che tendono a nascere durante il periodo da aprile a giugno;
  2. Tendono a raggiungere la loro massima forza nel periodo tra dicembre e febbraio;
  3. Tipicamente persistono per 9-12 mesi, anche se a volte possono perdurare anche per 2 anni;
  4. In genere si verificano ogni 2 a 7 anni;
  5. La maggior parte dei modelli prognostici dinamici e statistici prevedono un rafforzamento delle condizioni di SST del Pacifico equatoriale associate a El Niño SST nella tarda estate e nella prima metà di autunno 2015.Fig.1_nino_0

    Fig. 1 – Le previsioni  di SST nel Pacifico equatoriale da parte dei modelli

    Dopodichè El Niño dovrebbe continuare forte per tutto il resto del 2015 e nei primi mesi del 2016. La continuazione delle condizioni di El Niño ha almeno una probabilità del 95% passando dall’attuale giugno-agosto 2015  fino alla stagione dicembre-febbraio 2015-16, quando la media di tutti i modelli prevede una amplificazione del Niño, fino al livello di “strong” o addirittura “vey strong”.

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    Confronto schematico tra condizioni normali di temperatura superficiale e zone con pioggia più persistente / temporale con invece condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale . ( NOAA )

    Vi è una probabilità oltre il 90% che El Niño resti fino alla fine dell’inverno 2016, e scendono al di sotto del 90% per il periodo marzo-maggio 2016.

    C’è ancora una diffusa differenza tra le singole previsioni dei modelli: quelli dinamici  mostrano previsioni di El Niño più forte di quelli statistici. Molti modelli prevedono valori di anomalia picco SST tra 1,5 e 2,5 °C (tra forte e molto forte), anche se alcuni sono al di fuori di tale intervallo su entrambi i lati.

    LA NOAA ha riferito che le anomalie della temperatura della superficie del mare sono aumentate nel mese di giugno nella zona equatoriale dell’Oceano Pacifico e ha anche dichiarato che molti modelli prevedono che le anomalie continueranno ad aumentare per tutto l’autunno.

    enso-models-jun2015
    Nella settimana più recente, l’anomalia SST nella regione NINO 3.4 era di 1,5 C, che riflette minimamente condizioni di forte El Niño in questa scala settimanale, arco temporale comunque troppo breve per affermare che l’evento ha raggiunto un livello forte.Nel caso ormai quasi certo di “Niño strong” in autunno, allora diverranno più probabili le incursioni dell’anticiclone africano verso l’Italia, con ondate di caldo tardive e fuori stagione in settembre e ottobre, senza escluderle anche nella seconda metà di agosto (fig.2).

    COSA E’ ACCADUTO ALLA STAGIONE DEGLI URAGANI?

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    Ci sono prove scientifiche che collegano il verificarsi di El Niño con un aumento del wind shear nel Bacino Atlantico tropicale, che è un fattore,  insieme con l’aria secca,  che limita lo sviluppo e il rafforzamento dei cicloni tropicali. In realtà, abbiamo già registrato l’effetto wind shear tra l’inizio di giugno fino ai primi di luglio, nei Caraibi, secondo Phil Klotzbach, scienziato della Colorado State University, chje ha affermato che era più forte delle medie da gennaio a luglio .

    Durante la stagione 2013 degli uragani, si sono formate 14 tempeste di cui solo due hanno raggiunto la forza di uragano. Nessuno di questi uragani ha raggiunto come categoria 3 o più, sulla scale Saffir-Simpson. Quando si considera l’attività complessiva della stagione con l’ACE index, il 2013 è stata la stagione meno attive degli uragani atlanti almeno dal 1994, e non c’è stato El Niño nel 2013.

    Ora, considerando la stagione degli uragani atlantici del 2004, si sono avuti quattro uragani, Charley, Frances, Ivan e Jeanne, che hanno martellato la Florida in meno di sei settimane. Ci sono state 15 tempeste e nove uragani in quella stagione, che si è sviluppata, nonostante un debole El Niño.

    Nel loro insieme, le stagioni degli uragani che si sono alternate dal 1995, e che hanno vissuto cinque periodi di El Niño, hanno avuto in media circa 11 tempeste, 5 uragani di cui 2-3 uragani importanti, con una riduzione di quattro tempeste, 3 uragani, e 1-2 uragani importanti dalla media a partire dal 1995.

    Prima della corrente di fase analizzata di attività degli uragani atlantici (pre-1995), ci sono stati diversi altre stagioni relativamente deboli negli anni 1982, 1986, 1987, 1991 e 1994. La stagione 1982 è stata particolarmente debole, con solo sei tempeste tropicali e due uragani .

 

 

 

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