Scoperti nuovi microrganismi (e un nuovo albero della vita?)

La scoperta di nuovi microrganismi con caratteristiche particolari potrebbe modificare l’albero della vita come lo conosciamo

Sono più di 35 i nuovi tipi di microrganismi scoperti e sequenziati. A compiere queste analisi, che rischiano di stravolgere la ripartizione dei “domini” entro i quali si classificano gli organismi, sono stati alcuni ricercatori dell’Università della California a Berkeley che hanno descritto i propri risultati in un articolo pubblicato su Nature.

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L’albero della vita che oggi conosciamo e che raccoglie tutte le forme di vita è diviso in tre grandi domini: archea, batteri ed eucarioti. A quest’ultimo apparteniamo noi e tutti gli organismi che presentano il nucleo nelle proprie cellule ed è diviso in phyla: 35 animali, tra cui quello dei cordati che comprende i vertebrati, 12 di organismi vegetali e alcuni di funghi. Se questo dominio ha una classificazione piuttosto precisa, ciò non si può dire per gli altri due, visto che si parla di microrganismi che per la stragrande maggioranza non siamo in grado di crescere (e quindi studiare).

Ecco perché sequenziare nuovi organismi è di estrema utilità per definire le caratteristiche attraverso le quali classificare le specie viventi. Il team di ricercatori ha quindi raccolto tramite opportuni filtri microrganismi presenti nelle falde acquifere di un sito di bonifica del Colorado (vicino a Rifle). Sequenziando i genomi dei vari tipi di microrganismi trovati, gli scienziati hanno trovato circa 800 tipi differenti di batteri, molti dei quali di dimensioni molto piccole, con caratteristiche solo parzialmente somiglianti ai batteri.

Alcuni tratti infatti paiono decisamente lontani dalle specie batteriche conosciute, il che ha fatto ipotizzare ai ricercatori che essi potrebbero far parti di 35 nuovi phyla di batteri, o addirittura potrebbero far parte di un quarto e nuovo dominio dell’albero della vita. Questi microrganismi sono piccoli anche 400 nanometri di diametro e presentano genomi molto piccoli, che contengono anche meno di 1000 geni. La cosa interessante è che circa metà di tutti i geni sequenziati presentano caratteristiche uniche e nuove, che non sono state trovate in altri organismi.

Ma le sorprese non finiscono qui: dai geni conosciuti sembra che questi microrganismi usino solamente la fermentazione e non la respirazione (aerobica o anaerobica) per ricavare energia. Questo li differenzia notevolmente da molti batteri e la mancanza di numerose vie metaboliche fa pensare che la loro sopravvivenza possa dipendere da altri organismi. Questa possibilità spiegherebbe come mai i ribosomi, essenziali per tradurre il materiale genetico in proteine, manchino di alcune proteine ribosomiali fondamentali. Un tratto simile ad alcuni organismi simbionti.

Si tratta solamente di un’ipotesi e per questo gli organismi sono stati al momento classificati come CPR, ovvero “candidati a rappresentazione un fenomeno di radiazione di phyla”. Resta il fatto che rappresentino organismi con caratteristiche molto singolari e in parte totalmente nuove, che potrebbe modificare la classificazione dei phyla batterici e in futuro totalmente scardinare l’organizzazione dei domini dell’albero della vita.

Crediti immagine: Ivica Letunic, Wikimedia Commons

Federico Baglioni

Fonte:http://oggiscienza.it/2015/07/06/archea-batteri-phyla-genetica/

 

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